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2021: il Btp a 15 anni piace agli investitori esteri

2021: il Btp a 15 anni piace agli investitori esteri

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

08 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Tra quelli esteri, è di rilievo la quota sottoscritta dagli investitori residenti nel Regno Unito, circa il 29,1%

  • “In questo momento la carta italiana è tra le più redditizie nel ristretto mondo dei governativi dell’area euro e solo la Grecia ha un rendimento leggermente più alto con un rating decisamente inferiore” spiega Giacomo Alessi, Senior Fixed Income Analyst di Marzotto Investment House

Secondo l’ultimo bollettino del Tesoro, gli investitori esteri si sono aggiudicati circa il 73,7% dell’emissione del nuovo Btp a 15 anni, mentre i domestici ne hanno sottoscritto solo il 26,3%

Il nuovo Btp a 15 anni  viene apprezzato dagli investitori esteri. Questi si sono aggiudicati circa il 73,7% dell’emissione, mentre i domestici ne hanno sottoscritto il 26,3%. Il 2021 è dunque iniziato con una domanda record per la carta italiana, che ha visto la partecipazione di più di 520 investitori per una domanda complessiva di oltre 105 miliardi di euro. Dieci volte la richiesta e il doppio rispetto ai 50 miliardi toccati dai 9 miliardi del Btp a 15 anni di quasi un anno fa (febbraio 2020). Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,409 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione dello 0,992%. La nuova emissione ha scadenza il 1° marzo 2037 e cedola annua dello 0,95%.

Più della metà del collocamento, sottolinea la nota del Ministero dell’economia e della finanza, è stato sottoscritto da fund manager (circa il 57,8%), mentre le banche ne hanno sottoscritto il 26,3%. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato il 7,9% dell’emissione (in particolare il 4,4% è andato a fondi pensione e assicurazioni, mentre il 3,5% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative). Agli hedge fund è stato allocato circa il 7,4% dell’ammontare complessivo. Le imprese non finanziarie hanno partecipato all’emissione con una quota residuale pari allo 0,6%.

La distribuzione geografica del titolo è stata molto diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 50 paesi. Gli investitori esteri si sono aggiudicati circa il 73,7% dell’emissione, mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 26,3%. Tra quelli esteri, è di rilievo la quota sottoscritta dagli investitori residenti nel Regno Unito (circa il 29,1%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale, in particolare in Germania, Austria e Svizzera (14,4%), in Francia (8,7%), nei Paesi Scandinavi (7%), nei paesi della penisola iberica (4,5%), in altri paesi europei tra cui Est Europa (2,6%) in Benelux (1,4%), e infine Medio Oriente (1,2%). Al di fuori dell’Europa, gli investitori provenienti da Stati Uniti e Canada si sono aggiudicati circa il 4% dell’emissione. Una quota residuale pari allo 0,5% è stata acquistata da investitori asiatici, mentre il resto dell’emissione è sottoscritto da investitori residenti in altri paesi.

Ma come mai tutto questo interesse da parte degli investitori esteri? Secondo Alessandro Viviani,Responsabile investment advisory di Symphonia Sgr “Il boom delle richieste per il nuovo Btp a 15 anni arrivate in larga parte dall’estero sono il risultato di vari fattori. In primis ci sono degli aspetti tecnici, in quanto il maggior numero di rimborsi di Btp previsti per il 2021, a fronte di un’offerta in linea con il 2020, si tradurrà in emissioni nette inferiori (120 mld rispetto a 145 mld del 2020). Questo dato, unito all’incremento degli acquisti della Bce previsti per il 2021, sosterrà ulteriormente il ribasso dei rendimenti dei governativi italiani”.

Se poi è vero che la ripresa economica è ancora incerta a causa della situazione pandemica, il supporto della Bce sul mercato dei titoli non è da sottovalutare e si potrà protrarre ancora per diverso tempo. “Dall’altro lato però, la spinta reflazionistica in corso potrebbe portare pressione sui titoli dei paesi core, in scia al rialzo del Treasury statunitense. Gli investitori, pertanto, preferiscono detenere in portafoglio titoli obbligazionari che offrano un margine di rendimento in grado di assorbire, almeno in parte, eventuali pressioni al rialzo dei tassi. In generale l’appetito degli investitori per le asset class obbligazionarie a spread continua ad essere particolarmente elevato, anche in considerazione di un’offerta di bond a rendimento negativo in continuo aumento, anche all’interno del comparto del credito corporate” dichiara Viviani.

E dunque in questo “momento la carta italiana è tra le più redditizie nel ristretto mondo dei governativi dell’area euro e solo la Grecia ha un rendimento leggermente più alto con un rating decisamente inferiore. Partiamo dal presupposto che i nuovi titoli offerti da un sindacato di banche internazionali sono appunto destinati ad una platea globale a differenza ad esempio dei titoli che escono su circuiti domestici destinati proprio a clientela retail italiana come accade per i Btp Futura. Nel corso del 2020 tutti i nuovi Btp emessi sul mercato internazionale hanno ricevuto più o meno lo stesso tipo di allocazione geografica con un 25-30% destinato agli istituzionali italiani ed il restante allocato all’estero. Ciò premesso è indubbio come le politiche monetarie espansive e le nuove politiche sociali del recovery fund diano una percezione agli investitori che il debito europeo sia “quasi” comune e i livelli di spread con il Bund fanno evincere come il rischio di credito sia avvertito come molto simile tra stati. Al momento l’Italia ha il secondo rapporto debito/pil più alto dopo la Grecia e il primo debito in termini assoluti, nonostante ciò ha ancora una possibilità di “stringere” di 30/35 basis points rispetto ad altre curve governative come quelle di Portogallo e Spagna” conclude Giacomo Alessi, Senior Fixed Income Analyst di Marzotto Investment House.

Giorgia Pacione Di Bello
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