PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

2021: cresce il rischio credito. Un anno di transizione

2021: cresce il rischio credito. Un anno di transizione

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

03 Marzo 2021
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • L’Italia di colore giallo scuro, secondo l’analisi di Sace, presenta un rischio medio

  • In generale il report sottolinea come tutti i paesi avanzati si sono “conservati” piuttosto bene, per quanto riguarda il profilo creditizio

Il 2021 si prospetta essere un anno di transizione verso l’uscita dall’emergenza sanitaria e caratterizzato dai cosiddetti fattori “V”: virus, varianti e vaccini

Aumenta il rischio credito, in un quadro ancora caratterizzato da un’elevata incertezza per il protrarsi della pandemia e dei suoi impatti economici e sociali su governi, imprese e famiglie in tutto il mondo. I livelli di rischio del credito aumentano in particolare nella componente sovrana, complice il marcato incremento del debito pubblico.

Questo è, infatti, una delle leve con cui hanno agito i governi per far fronte alla crisi, ma la sua sostenibilità diventa sempre più un fattore critico, in particolare in alcune economie. I sistemi bancari si presentano generalmente più stabili, specie nei paesi avanzati, grazie anche al rafforzamento delle politiche macro prudenziali, ma risentiranno del deterioramento creditizio delle imprese clienti. Secondo l’analisi: “rosso, giallo e green: i colori dei rischio e della ripresa sostenibile per l’export italiano nel 2021” pubblicata da Sace, il 2021 si prospetta essere un anno di transizione verso l’uscita dalla crisi pandemica, e caratterizzato dai cosiddetti fattori “V”: virus, varianti e vaccini, ma anche un sentiero di pieno recupero dell’economia mondiale dopo la profonda recessione registrata nel 2020. “La ripresa sarà diffusa a tutte le geografie, seppure in maniera eterogenea. La sua intensità nel primo trimestre dell’anno rimarrà debole, mentre a partire da aprile, grazie anche all’avanzamento dei programmi di vaccinazione, si assisterà a un corso sempre più stabile”, si legge nel report.

Il virus (ancora)

Il 2021 si prospetta dunque essere un anno di transizione verso l’uscita dall’emergenza sanitaria, spinto da un lato da fattori positivi legati ai progressi scientifici e dall’altro a nuove ondate. Se il primo trimestre dell’anno vede il mantenimento delle misure restrittive su scala globale, si prevede che dal mese di aprile ci potranno essere allentamenti graduali in concomitanza con l’avanzamento dei programmi di vaccinazione. In questo quadro, la non sicurezza economica continua a rimanere un fattore critico. Al crescere dell’incertezza è evidente che l’esercizio di previsione degli indicatori economici risulti più complesso: “laddove l’incertezza sullo scenario politico-economico rimane contenuta, i previsori tendono a convergere su una visione simile, mentre con una maggiore incertezza le visioni del consensus risultano più frammentate e divergenti”, spiegano gli autori dello studio.

Nonostante ciò, secondo le recenti previsioni di Oxford economics (Oe), nello scenario base, quello a maggiore probabilità di accadimento, l’attività economica globale è attesa in ripresa del 5% nel 2021, a metà strada tra i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ocse, (+4,2%) e quelli del Fondo monetario internazionale, Fmi, (+5,5%). Nel prossimo biennio, il Pil mondiale è atteso stabilizzarsi su un sentiero di crescita positivo, ma meno sostenuto. Le tempistiche di risoluzione della crisi restano comunque ancora altamente variabili, rendendo l’esercizio di previsione sull’andamento dell’economia mondiale suscettibile di revisioni, sia verso l’alto sia verso il basso.

Il rischio credito & la resilienza

Il 2021 si prospetta essere un anno di incremento generalizzato a livello dei rischi del credito e politici, seppure con intensità diverse a seconda delle varie geografie, come si può osservare dalla mappa. L’Italia di colore giallo scuro presenta un rischio medio, ma in generale il report sottolinea come tutti i paesi avanzati si sono “conservati” piuttosto bene, per quanto riguarda il profilo creditizio. La mobilitazione dei governi ha attutito le negatività legate alla pandemia e al calo, iniziato prima dell’arrivo del virus, degli scambi commerciali e degli investimenti privati. Anche i sistemi bancari, fortemente colpiti dalla precedente crisi, presentano una maggiore solidità grazie anche al rafforzamento delle politiche macro prudenziali. Ma attenzione perché in un contesto di complessiva stabilità, si deteriora, la rischiosità del Regno Unito (media rischio credito 34, +4 punti rispetto al 2020).

 

 

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Outlook e PrevisioniEuropa