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Un 2020 migliore? Il 60% degli italiani è pessimista

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Redazione We Wealth
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27 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I paesi non appartenenti all’Unione Europea risultano essere due volte più ottimisti dei paesi europei occidentali

  • Gli intervistati d’età inferiore ai 35 anni e con titoli di studio superiore sono più ottimisti

  • Il global happiness index vede protagoniste Colombia e Indonesia

Il 43mo sondaggio mondiale di fine anno Gallup International rivela che il 37% della popolazione mondiale (46 paesi) prevede un 2020 migliore. Ma non gli italiani

Un 2020 migliore? Per alcuni, non per tutti. Non sorprende il pessimismo delle popolazioni del Medio Oriente (52%). Mentre in India e nei paesi dell’Asia Occidentale (Afghanistan, Azerbaijan, Kazakhstan, Pakistan, Turchia) prevale l’ottimismo per il nuovo anno. Sorprende però che l’Europa occidentale è l’area più pessimista dopo il Medio Oriente e i paesi non appartenenti all’Unione Europea sono due volte più ottimisti dei paesi europei occidentali. Lo rileva la 43esima edizione del sondaggio di fine anno su 46 paesi di Gallup International (Bva-Doxa in Italia).

Gli Americani sono significativamente più fiduciosi dei Russi. A livello di singoli paesi, quelli più ottimisti (ossia quelli in cui gli intervistati che fanno previsioni positive per il nuovo anno prevalgono in misura maggiore rispetto a chi fa previsioni negative) sono: Nigeria (73%), Perù ed Albania (70%), Kazakhstan (67%) ed Armenia (62%).

Il 2020 un anno migliore? Non per l’Italia

Tra i paesi pessimisti invece, troviamo al primo posto il Libano (76%), Hong Kong (68%), Giordania (60%) e purtroppo anche l’Italia (59%).

I dati su previsioni e aspettative appaiono fortemente correlati all’età ed al livello d’istruzione. Gli intervistati d’età inferiore ai 35 anni e con titoli di studio superiori sono più ottimisti. La religione sembra invece non essere un fattore così discriminante. Con un’eccezione: gli induisti sono di gran lunga più ottimisti. Da molti anni Gallup International misura a livello mondiale anche le percezioni relative alla felicità personale. Nei sondaggi degli ultimissimi anni circa la metà della popolazione mondiale aveva dichiarato di sentirsi molto o abbastanza felice e i risultati di quest’anno sostanzialmente confermano questo quadro.

Il global happiness index

Nella “top five” dei paesi più felici in base al global happiness index (dato dalla differenza tra felici e infelici) troviamo la Colombia (dove i felici superano gli infelici di ben 88 punti), l’Indonesia (86), l’Ecuador (85) e il Kazakhstan (83), seguiti dalla Nigeria e le Filippine (78). I paesi meno felici sono la Giordania (dove gli infelici superano i felici di 38 punti), il Libano (- 15), la Siria (-7), seguiti da Hong Kong e Iraq, con un saldo comunque positivo (+5).

L’Italia si trova circa a 2/3 della classifica, ossia al 31° posto con 42 punti, risultato di 48% di felici (solo 2% molto felici, 46% abbastanza) meno 6% di infelici. C’è quindi una porzione molto ampia (45%) di nostri concittadini che si schierano al centro della scala, dichiarandosi né felici né infelici. Per fortuna giovani e giovanissimi sono molto più felici della propria vita rispetto agli individui d’età più avanzata. In particolare i felici sono 3 su 4 (76%) tra i 15 e i 17 anni, 2 su 3 (65%) nella fascia 18-34 anni e 6 su 10 (59%) nella fascia 35-44. La porzione dei felici si attesta poi al 45% tra i 45 e i 64 anni, per scendere inevitabilmente (29%) nella fascia over 64.

Redazione We Wealth
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