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2020: la crescita globale continuerà

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Redazione We Wealth
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02 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Entro il primo trimestre 2020 Italia e Ue raggiungeranno un accordo sul deficit al 2,2% per l’anno prossimo, evitando così le procedure per eccesso di deficit

  • È previsto l’aumento dell’inflazione, motivo per cui sia la Federal Reserve statunitense che la Banca Centrale Europea potrebbero mantenere una politica monetaria accomodante ed espandere ulteriormente i loro bilanci

Il 2020 potrebbe non riservare cattive sorprese. Le tensioni commerciali tra Usa e Cina potrebbero diminuire dato che un accordo sarebbe alle porte. Il Dax dovrebbe raggiungere quota 14.000 punti entro il 2020

“Nonostante il sensibile rallentamento della crescita previsto in alcune aree, non ci attendiamo una recessione a livello globale”, ha affermato Stefan Kreuzkamp, Chief Investment Officer (Cio) di DWS, in occasione della presentazione del Capital Market Outlook. Questa tendenza è sostenuta dalla politica monetaria accomodante delle banche centrali e dalle minori incertezze sul fronte politico. Secondo Kreuzkamp, in questo scenario il Dax raggiungerà quota 14.000 punti alla fine del 2020. L’euro manterrà un andamento laterale nei confronti del dollaro a 1,15, ma è ancora troppo presto per dichiarare concluso il ciclo del dollaro.

Guerra commerciale Usa – Cina

Kreuzkamp ritiene che i due paesi siano molto vicini a raggiungere la fase uno dell’accordo, che congelerebbe i dazi ai livelli attuali sospendendone l’aumento previsto per il 15 dicembre. “Non prevediamo un’ulteriore escalation, poiché entrambe le economie hanno già subito conseguenze pesanti”, ha affermato Kreuzkamp. Le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti hanno già registrato una diminuzione di 53 miliardi di dollari in un anno, la più brusca dalla crisi finanziaria, mentre le esportazioni statunitensi verso la Cina sono diminuite di 33 miliardi di dollari. “Indipendentemente dalla fase uno dell’accordo, la lotta tra i due Paesi per la leadership globale nel settore tecnologico proseguirà” aggiunge Kreuzkamp.

 

 

Europa e Brexit

Secondo Kreuzkamp, anche le tensioni politiche provenienti dall’Europa si allenteranno. Si prevede infatti che nel primo trimestre del 2020 la Ue e l’Italia raggiungeranno un accordo sul deficit al 2,2% per l’anno prossimo, evitando così l’apertura di una procedura per eccesso di deficit nei confronti del Belpaese. Per quanto riguarda l’esito delle elezioni anticipate che si terranno nel Regno Unito il prossimo 12 dicembre, Kreuzkamp stima la probabilità di un parlamento in bilico, ovvero lo scenario in cui né un partito né una coalizione ottengono la maggioranza assoluta, al 60%, con la conseguente probabilità di un’uscita dalla Brexit al 45% e di una “soft Brexit”, ad esempio attraverso un’unione doganale o l’adesione allo Spazio Economico Europeo, al 15%.

Inflazione

Secondo Kreuzkamp non assisteremo a un improvviso aumento dell’inflazione, motivo per cui sia la Federal Reserve statunitense che la Banca Centrale Europea potrebbero mantenere una politica monetaria accomodante ed espandere ulteriormente i loro bilanci. “Tuttavia, non prevediamo ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte dei due istituti centrali, poiché tali interventi difficilmente produrrebbero un impatto significativo sull’economia. La politica monetaria è arrivata al limite su questo fronte” sottolinea Kreuzkamp, che ha anche escluso un taglio dei tassi per sostenere Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi dell’anno prossimo.

La crescita nel 2020

Nel 2020 si prevede una stagnazione della crescita economica globale sui livelli del 2019 (3,1%). Kreuzkamp si attende un rallentamento all’1,6% dal 2,2% negli Usa e allo 0,9% dall’1,1% per l’Eurozona. “A causa del rapporto debito/Pil nella maggior parte dei Paesi dell’Eurozona, non ci attendiamo programmi di stimolo economico efficaci”, ha dichiarato Kreuzkamp. Soltanto la Germania potrebbe permettersi tali misure, ma con l’aumento della spesa sociale e la parziale abolizione del contributo di solidarietà, il Paese sta già perseguendo una politica economica espansiva in base ai suoi standard. In Cina non si prevede un “brusco atterraggio”, ma la crescita dovrebbe diminuire al 5,8% dal 6,2%. A fronte di questa tendenza, è ragionevole attendersi un’accelerazione della crescita al 4,4% dal 4,2% nei mercati emergenti, che nel 2020 rappresenteranno il 60% del prodotto interno lordo globale.

“Per i mercati obbligazionari, ci attendiamo rendimenti ancora bassi più a lungo e crediamo che gli investitori dovranno assumersi rischi maggiori per generare rendimenti positivi”, ha affermato Kreuzkamp. In termini rettificati per il rischio, attualmente le obbligazioni corporate in euro investment grade sono particolarmente interessanti. “Tali titoli traggono beneficio non soltanto dallo spostamento degli investimenti verso il debito corporate causato dai rendimenti negativi generati dai titoli di Stato, ma anche dalla domanda proveniente dai programmi di acquisto di titoli obbligazionari della Bce”, ha affermato Kreuzkamp. Anche le obbligazioni societarie asiatiche beneficiano della maggiore propensione al rischio manifestata dagli investitori, soprattutto perché questi titoli scontano già ampi ribassi.

Sul fronte azionario, Kreuzkamp ritiene che i prezzi saranno sostenuti da un allentamento delle tensioni commerciali e dalla ripresa della crescita degli utili societari. Per il 2020 il Cio di Dws prevede una crescita dell’Eps del 5% negli Usa, del 6% in Europa e del 9% nei mercati emergenti. Il mercato europeo e i mercati emergenti presentano il potenziale di rialzo più elevato, poiché le quotazioni tendono a seguire la crescita degli utili. A livello settoriale, gli investitori dovrebbero sottopesare le azioni immobiliari e delle utility, sovrappesando invece i titoli It e quelli del settore finanziario globale. Kreuzkamp ha citato un possibile leggero aumento dei rendimenti tra i motivi alla base della raccomandazione di sottopesare i titoli delle utility, utilizzati da molti investitori come bond proxy. Anche il cambiamento climatico rappresenta un rischio per i modelli di business di molte società del settore.

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