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2020: il potenziale declino secolare del dollaro

2020: il potenziale declino secolare del dollaro

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Redazione We Wealth
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12 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • I negoziati sulla controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina stanno progredendo (a piccoli passi), mentre le preoccupazioni in merito a una Brexit no-deal sembrano in calo

  • Per quanto riguarda la Cina, “ci aspettiamo che la normalizzazione del commercio globale, insieme alla ripresa della crescita dei mercati emergenti, sosterrà lo yuan. Il nostro target per il cambio Usn-Cny è di 6,80 entro la fine del 2020

Vasileos Gkionakis, Head of FX Strategy di Lombard Odier spiega come potrebbe delinearsi all’orizzonte per il 2020

“Nel 2019 le performance del dollaro sono state in linea con quelle dell’anno precedente, per via dell’aumento dell’incertezza in ambito politico e commerciale e del rallentamento della crescita a livello globale. Tuttavia mentre ci addentriamo nel 2020 sembra che questi fattori stiano scomparendo” dichiara Vasileos Gkionakis, Head of FX Strategy di Lombard Odier.

I negoziati sulla controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina stanno progredendo (a piccoli passi), mentre le preoccupazioni in merito a una Brexit no-deal sembrano in calo. Parallelamente, l’attività manifatturiera globale ha raggiunto i minimi storici ed è probabile che registri una ripresa lenta. Nonostante le incertezze permangano, il calo dei premi del rischio di coda potrebbe innescare una correzione del disallineamento dei fondamentali sul mercato valutario.

“Nello specifico, ci aspettiamo che la sopravvalutazione del dollaro scenda e stimiamo un apprezzamento del cambio Eur-Usd trainato dalle valutazioni e da un certo grado di ripresa del commercio globale” spiega Gkionakis. “A nostro avviso il franco svizzero si indebolirà modestamente rispetto all’euro, in quanto l’incertezza viene reincorporata al ribasso. Questo dovrebbe anche tradursi in una negoziazione più serrata per il cambio USD-JPY nel breve termine. Tuttavia ci aspettiamo che lo yen recuperi un po’ di terreno vista la sottovalutazione e la debolezza del dollaro”.

 

La sterlina dovrebbe trarre ulteriori benefici, soprattutto nella prima parte dell’anno prossimo. E’ probabile che il partito conservatore ottenga la stragrande maggioranza nel parlamento britannico, sufficiente a far approvare l’accordo tra Ue e Regno Unito firmato a ottobre.

Indipendentemente dal risultato elettorale, riteniamo che gli sviluppi del secondo semestre del 2019 suggeriscono che il rischio di una Brexit disordinata sia significativamente diminuito.

Per quanto riguarda la Cina, “ci aspettiamo che la normalizzazione del commercio globale, insieme alla ripresa della crescita dei mercati emergenti, sosterrà lo yuan. Il nostro target per il cambio Usd-Cny è di 6,80 entro la fine del 2020. Parallelamente, riteniamo che gli sviluppi globali e le valutazioni dovrebbero sostenere il dollaro australiano e canadese. Per quanto riguarda i paesi nordici, invece, ci aspettiamo che il rally della corona norvegese continui, man mano che la sovraperformance del paese rispetto alla Svezia diventa sempre più evidente”.

Per il 2020 si prevedono dunque un lato, una più “brusca” risoluzione della controversia commerciale – ovvero una significativa riduzione dei dazi esistenti – questo potrebbe spingere il dollaro al ribasso, dall’altro, una ripresa vera e propria della disputa tra Usa-Cina potrebbe portare a una recessione globale e la fuga verso i beni rifugio innescherebbe un altro forte apprezzamento del dollaro.

Redazione We Wealth
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