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2020: globalizzazione in rallentamento

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

08 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’India è la quinta economia a livello mondiale. Secondo il Fondo monetario internazionale ha già superato la Gran Bretagna e la Francia. Tra un paio d’anni toccherà anche alla Germania

  • Secondo PwC, i paesi del G7 continueranno a creare un totale di circa due milioni di posti di lavoro, di cui quattro su cinque saranno negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone

Il 2020 sarà un anno di sorprese e rallentamenti. La globalizzazione, secondo l’ultimo report di PwC rallenterà a causa delle diverse tensione geopolitiche. Ci saranno però nuovi attori economici che si faranno strada nel panorama mondiale

Il 2020 sarà all’insegna della slowbalisation (rallentamento della globalizzazione) a causa delle tensioni geopolitiche e più nello specifico delle guerre commerciali. A dirlo è il report “Global economy watch -2020 predictions” pubblicato da PwC.

Nonostante le tensioni commerciali, secondo il report il settore dei servizi dovrebbe restare  una nota positiva nel panorama del commercio mondiale, con un valore totale dell’export di servizi a livello mondiale che si stima segnerà il record di 7 trilioni di dollari nel 2020. Stando all’outlook di PwC, gli Stati Uniti e il Regno Unito rimarranno in cima alla classifica degli esportatori di servizi, mentre si prevede che nel corso dell’anno la Cina sostituirà la Francia al quarto posto.

L’economia mondiale proseguirà la propria crescita a un ritmo contenuto, con i mercati principali sostenuti da condizioni finanziarie accomodanti e una sempre maggiore dipendenza dai consumi delle famiglie che da esportazioni nette e investimenti. “La globalizzazione ha caratterizzato l’economia mondiale sin dagli anni Settanta. Ad oggi il volume globale dei beni commercializzati si è ridotto drasticamente, con il 2019 che ha registrato persino un’inversione di tendenza. Questo dato, a cui si aggiunge la paralisi ufficiale del meccanismo di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc), fa presagire un futuro ancora più complesso per il commercio mondiale” dichiara Alessandro Grandinetti, markets and clients leader di PwC Italia, ha dichiarato.

E dunque cosa ci dobbiamo aspettare dal 2020? Il rallentamento della globalizzazione è sicuramente un elemento da tenere in considerazione. I flussi commerciali continuano dunque a crescere, ma a un ritmo inferiore. “Considerate le correlazioni tra i flussi dei beni commercializzati e la crescita economica, possiamo prevedere un andamento simile anche per l’economia globale, con una crescita che nel 2020 sarà inferiore alla media” si legge dal report.

Il lavoro

Secondo PwC, i paesi del G7 continueranno a creare un totale di circa due milioni di posti di lavoro, di cui quattro su cinque saranno negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone. La disponibilità di manodopera nei paesi del G7 diminuirà in modo graduale, mentre i profitti manterranno una traiettoria ascendente. Tuttavia, in mancanza di miglioramenti in termini di produttività, i margini degli utili aziendali potrebbero contrarsi.

Parallelamente l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) prevede che le sette maggiori economie emergenti (E7) creeranno circa otto milioni di posti di lavoro in termini netti. Stando alle previsioni dell’Ilo sull’occupazione nei paesi del G7, i posti di lavoro saranno distribuiti equamente tra uomini e donne, mentre nelle E7 la distribuzione tra i generi sarà meno omogenea.

La 5° economia al mondo: India

Secondo le ultime stime del Fondo monetario internazionale, nel 2019 l’India ha superato il Regno Unito e la Francia, diventando la quinta maggiore economia del mondo. Si tratta di un processo in divenire e, stando alle dinamiche attuali, l’India potrebbe sorpassare anche la Germania entro il 2025 e il Giappone entro il 2030, risultando la terza principale economia mondiale, dietro a Cina e Stati Uniti. La Francia e il Regno Unito si stanno ora contendendo il sesto posto della classifica: l’esito dipenderà dal valore della sterlina sull’euro, che nel 2020 potrebbe rimanere volatile.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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