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2020, Amundi: Costruire portafogli a prova di volatilità

2020, Amundi: Costruire portafogli a prova di volatilità

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Francesca Conti
Francesca Conti

28 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo l’asset manager francese, siamo in una fase in cui non conta il livello medio di volatilità, ma il fatto che i mercati passeranno da fasi tranquille a periodi di elevata volatilità

  • “Ci troviamo all’interno del ciclo più lungo della storia”, spiega Matteo Germano. “Non ci aspettiamo che si verifichi una recessione nel breve termine, ma che la crescita si mantenga su livelli molto bassi”

  • La combinazione di politiche monetarie e fiscali accomodanti potrebbe estendere l’attuale ciclo economico e rafforzare la già resistente domanda interna

Il rallentamento economico dato dall’attuale fase del ciclo impone cautela e flessibilità. Nel 2020 gli investitori dovranno iniziare a costruire portafogli a prova di volatilità, per resistere a eventuali e probabili fasi di stress. Ecco la view di Amundi per il 2020

Nel 2020 gli investitori dovranno iniziare a costruire portafogli a prova di volatilità. Finora questa è stata limitata dalla diffusione di alcune strategie di investimento, ma con l’aggiustamento delle aspettative di mercato ai possibili scenari che si delineeranno il prossimo anno, vi potrebbero essere dei picchi di volatilità. E questi picchi, più che l’attuale livello medio di volatilità in cui ci troviamo, potrebbero determinare rischi più elevati.

Questa, in sintesi, la view di Amundi per il 2020. Secondo l’asset manager francese, siamo ora in una fase in cui non conta il livello medio di volatilità, ma il fatto che i mercati passeranno da fasi tranquille a periodi di elevata volatilità. Per limitare la volatilità dei portafogli, gli investitori dovrebbero considerare anche investimenti alternativi, che offrono una bassa correlazione rispetto alle tradizionali asset class e costituiscono una valida fonte di diversificazione.

Matteo Germano, head of multi-asset e cio Italy e Monica Defend, global head of research, che hanno presentato insieme a Milano la view di Amundi per il prossimo anno, hanno spiegato che gli elementi chiave, per gli investitori dovranno essere cautela e flessibilità. Secondo Amundi, il rallentamento del commercio globale rappresenta un profondo cambiamento nella struttura della crescita, ma ciò non si traduce in una recessione generalizzata dell’economia mondiale, soprattutto in un momento in cui si stanno affermando politiche accomodanti ed è in vista un accordo parziale tra Stati Uniti e Cina sui dazi.

“Ci troviamo all’interno del ciclo più lungo della storia”, spiega Germano. “Non ci aspettiamo che si verifichi una recessione nel breve termine, ma che la crescita si mantenga su livelli molto bassi”, aggiunge. La combinazione di politiche monetarie e fiscali accomodanti, un tema che diventerà cruciale a partire dal prossimo anno, potrebbe estendere ulteriormente l’attuale ciclo economico e rafforzare la già resistente domanda interna.

Sebbene l’attenzione sull’evoluzione delle guerre commerciali sarà elevata, un’escalation materiale che potrebbe danneggiare l’economia americana è improbabile dato l’avvicinarsi delle elezioni presidenziale del 2020.

2020, i fattori a cui prestare maggiore attenzione

Politica monetaria = Secondo i manager di Amundi, per quanto riguarda le scelte di politica monetaria la Fed dovrà attenersi ai dati macroecomici. Amundi prevede almeno un altro taglio dei tassi per il 2020. La Fed, inoltre, in passato ha agito per ridare slancio agli utili societari, mantenendo un apolitica accomodante. Il rallentamento potrebbe però verificarsi se il livello di debito societario diverrà insostenibile e non sarà finalizzato a investimenti.

Guardando alla Bce, invece, Defend sottolinea come Christine Lagarde nel suo ultimo discorso abbia evidenziato come la politica monetaria possa essere la risposta alla crescita del continente europeo. La neo presidente della Bce abbia esperienza e un’attitidine di tipo più marcatamente politico rispetto al suo predecessore Draghi e la sua fede nelle politiche paneuropee potrebbe aprire opportunità strategiche per il continente.

Guerra commerciale = Per Amundi ci sono paesi, come Vietnam e Corea, che a breve termine potranno beneficiare del conflitto commerciale in corso. Secondo Amundi, in ottica di breve periodo, si dovrebbe trovare un accordo sulle tariffe commerciali. Ma la vera domanda è: chi deterrà la supremazia nel 2030? In questo senso vi è anche una buona opportunità per l’Europa, visto che gli Stati Uniti sono ancora alla ricerca di partner di sostegno contro il nemico comune: la Cina.

Debito = A livello internazionale, spiegano gli strategist di Amundi, il debito non è utilizzato per creare investimenti. In questo senso, quindi, il ciclo degli investimenti si è fermato. Se gli utili societari rallentano e il debito diventerà più ingente si potrebbero presentare notevoli difficoltà. Per questo la stessa Amundi, negli anni, ha ridotto l’esposizione al credito, soprattutto quello delle società Usa.

Il rischio liquidità = La liquidità – sottolineano da Amundi – è un fattore importante per i portafogli e soprattutto per l’idraulica generale di mercato. Se questa dovesse ridursi le società, soprattutto dei mercati emergenti, si potrebbero trovare in difficoltà.

Prospettive di Amundi sulle asset class

Azionario Usa = “Il mercato azionario Usa è stato un investimento core in questo ciclo, supportato da una forte crescita degli utili. Le revisioni degli utili per il prossimo anno diventeranno positive dopo il primo trimestre che potrebbe rivelarsi più difficile. Utili in miglioramento, liquidità abbondante e tassi di interesse bassi supporteranno moderatamente il mercato azionario se la guerra commerciale non si intensificherà”.

Azionario Europeo = “Durante questo ciclo l’Europa ha sofferto di debolezza dei profitti, di una forte esposizione internazionale e di rischi politici. Tuttavia, questi fattori negativi stanno diminuendo, in quanto si sono ridotte le probabilità di Hard Brexit. In caso di miglioramento del comparto manifatturiero globale, l’Europa sarà l’area a beneficiarne maggiormente. Anche un cambiamento dell’approccio di investimento verso titoli value sarebbe positivo”.

Titoli di Stato europei = “Tra i titoli governativi europei, rimaniamo costruttivi sui principali Paesi periferici (Spagna e Italia), supportati dall’azione della Bce, da una nuova coalizione di governo europeista in Italia e dalla continua ricerca di rendimento. Si prevede un appiattimento delle curve dei rendimenti a causa della persistente caccia al rendimento”.

Materie prime = “Se, come crediamo, la recessione globale sarà evitata, le prospettive per le materie prime rimarranno favorevoli. L’oro continuerà a essere visto come uno strumento di protezione contro i rischi geopolitici”.

Francesca Conti
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