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2018, l'anno record delle cessioni di Npl

10 Dicembre 2018 · Redazione We Wealth · 2 min

  • Il 2019 continuerà sul solco della strada tracciata dal 2018. Si parla infatti di dismissione per almeno altri 50 miliardi di euro nell’anno

  • Se si vuole avere una panoramica regionale italiana. Si può dire che le regioni del centro e del sud Italia mostrano livelli più elevati di gross bad loan ratio rispetto al nord Italia

Secondo l’ultimo studio pubblicato da Pwc: “Npl: Entering a new era” (Npl: stanno entrando in una nuova era) ,il mercato italiano degli Npl nel 2018 raggiungerà un volume record di cessioni superiore alla soglia dei €70 miliardi

Il 2018 sarà ricordato come l’anno record delle cessioni dei Non Performing Loan (Npl). Il mercato italiano degli Npl nel 2018 raggiungerà infatti un volume record di cessioni superiore alla soglia dei €70 miliardi. Secondo l’ultimo studi di Pwc: “Npl: Entering a New Era”il 2018 ha visto scendere significativamente i volumi di crediti deteriorati sui bilanci delle banche italiane, per effetto delle rilevanti cessioni del periodo. E il 2019 potrebbe continuare su questa strada con dismissione per almeno altri 50 miliardi di euro nell’anno. Pier Paolo Masenza, Financial Services Leader di PwC commenta: “Il momento di mercato per il sistema bancario italiano è estremamente sfidante. I mercati finanziari guardano con attenzione all’Italia ed al suo sistema bancario e la pressione è dimostrata dall’attuale correlazione inversa tra la capitalizzazione di borsa (su TBV) e l’incidenza degli Npe delle banche quotate piuttosto che dall’incremento misurato negli ultimi mesi dei rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni o dall’incremento del costo dei Cds associato agli emittenti italiani. La pressione dei mercati associata a quella del Regolatore spingeranno le banche italiane verso ulteriori attività di deleverage di Npl e di efficientamento dei loro processi interni inerenti la gestione del credito”.

La composizione del portafoglio

Guardando la composizione dei crediti deteriorati, a livello geografico, la maggiore concentrazione di gross bad loans in termini di volumi complessivi, si registra in Lombardia (22,5% del totale, con un gross bad loan ratio del 8,6%) e Lazio (10,6% del totale, con un gross bad loan ratio del 9,3%).

In termini di incidenza percentuale sui volumi totali, le regioni del centro e del sud Italia mostrano livelli più elevati di gross bad loan ratio rispetto al nord Italia. La percentuale di secured bad loan è rimasta in linea dal 2016 (48%) a giugno 2018 (49%).

A giugno 2018, il segmento “Corporate & SME “continua a rappresentare la maggior parte dei gross bad loans, con un’incidenza del 68% seguito dal segmento “Retail” pari al 22%.

La ripartizione dei gross bad loan per macro settore mostra che real estate, costruzioni e manifattura rappresentano circa il 66% del mercato Npl italiano.

Prospettive 2019

Le transazioni di Npl per il 2018 supereranno la soglia dei €70 mld. A novembre 2018 le operazioni chiuse si sono attestate ad €68 mld e si prevedono ulteriori cessioni tra €5 mld e €10 mld per la fine dell’anno.

La pipeline delle prossime operazioni di cessioni è già nutrita con circa €15 mld / €20 mld di potenziali operazioni già in corso e annunciate (di cui si stima tra €5 mld e €10 mld potrebbero chiudersi entro la fine del 2018).

Alla luce delle spinte regolamentari, della pressione dei mercati, di quanto già comunicato dalle banche italiane in termini di obiettivi futuri di riduzione dei loro Npe ratio si possono stimare cessioni di Npl nel 2019 di almeno €50 mld.

Fedele Pascuzzi, Business Recovery Services Leader di PwC osserva: “Gli elementi caratterizzanti il mercato degli Npl per le banche italiane nel 2018 (riduzione significativa degli stock di Npl ed incremento altrettanto significativa delle relative coperture) sono principalmente il risultato da un lato della prima applicazione da parte delle banche del principio contabile IFRS9 a partire dal 1 gennaio 2018 e dall’altro dalla costante pressione delle Autorità regolamentari Europee. I regulators proseguono infatti nella loro azione volta non solo ad una maggiore industrializzazione dei processi del credito (dall’erogazione al monitoraggio) ma anche ad un maggiore presidio dei crediti Npl mediante un innalzamento delle coperture sia degli stock ancora sui libri delle banche che dei nuovi flussi. Le dinamiche del mercato Npl italiano saranno ancora guidate indissolubilmente dalle spinte dei regulators”.

Redazione We Wealth
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