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Tutte le novità del decreto ristori: ecco chi riceverà gli aiuti

Tutte le novità del decreto ristori: ecco chi riceverà gli aiuti

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

28 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • I contributi a fondo perduto saranno erogati automaticamente sul conto corrente dei beneficiari che ne hanno già usufruito in passato entro il 15 novembre

  • Il credito d’imposta sugli affitti è stato esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre, anche per le imprese che registrano ricavi superiori ai cinque milioni di euro

  • Gualtieri: “La nostra prospettiva è solida, sia rispetto alle previsioni per quest’anno che per l’anno prossimo. Siamo in grado di far fronte a tutti gli scenari”

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo “decreto ristori”, volto a sostenere lavoratori e settori produttivi colpiti dalle ultime restrizioni disposte a tutela della salute. Dai contributi a fondo perduto all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali, ecco chi potrà beneficiarne

Dopo le anticipazioni diffuse dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sugli indennizzi in cantiere per tenere in vita le attività economiche interessate direttamente o indirettamente dalle nuove restrizioni dispiegate dal governo Conte, il “decreto ristori” ottiene l’approvazione del Consiglio dei ministri. Un decreto contrassegnato da “rapidità, semplicità ed efficacia”, spiega Gualtieri, che prevede lo stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare. Ma quali imprese potranno beneficiarne e a quanto ammontano i sussidi?

Contributi a fondo perduto entro il 15 novembre

Stando a quanto confermato dal governo, il nuovo decreto-legge prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto entro il 15 novembre, con la stessa procedura utilizzata dall’Agenzia delle entrate negli scorsi mesi in relazione al decreto rilancio, per tutti coloro che ne hanno beneficiato in passato. Ma a essere coinvolte sono anche le imprese con un fatturato superiore ai cinque milioni di euro, che potranno usufruire di un ristoro pari al 10% del calo del fatturato. Inoltre, sono state disposte ulteriori sei settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario, cui potranno accedere entro il 31 gennaio 2021 tutte le imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione o quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. I datori di lavoro costretti a sospendere o ridurre la propria attività, tra l’altro, hanno diritto all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un periodo di quattro mesi godibili entro il 31 maggio 2021 (a eccezione del settore agricolo). Si parla, in particolare del 50% dei contributi previdenziali per chi ha subito una contrazione del fatturato inferiore al 20%, che sale al 100% nel caso di una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

Credito d’imposta sugli affitti per le imprese e novità Imu

Il credito d’imposta sugli affitti è stato esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre, e potranno accedervi anche le imprese che registrano ricavi superiori ai cinque milioni di euro ma che riportano un crollo del fatturato del 50%. Come anticipato dal ministro Gualtieri, le categorie coinvolte nelle restrizioni potranno poi godere anche della cancellazione della seconda rata dell’Imu 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le loro attività, prevista in scadenza il prossimo 16 dicembre.

Le misure ad hoc: dai lavoratori dello spettacolo allo sport

Il decreto ristoro, inoltre, prevede una serie di sostegni ad hoc per i lavoratori di determinate categorie interessate dalle restrizioni. Si parte da un’indennità di 1.000 euro per i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo a 800 euro, invece, per i lavoratori del settore sportivo che avevano precedentemente usufruito dei sostegni dispiegati dai decreti “cura Italia” e “rilancio”. Per di più, sono state prorogate la cassa integrazione e le indennità speciali per il settore del turismo e stanziati 400 milioni di euro per le agenzie di viaggio e i tour operator, 100 milioni per editoria, fiere e congressi, 100 milioni per il settore alberghiero e termale, e 400 milioni per l’export e le fiere internazionali. Per non dimenticare poi un fondo da 50 milioni di euro per il sostegno delle associazioni e le società sportive dilettantistiche e da 100 milioni (in contributi a fondo perduto) per le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Il reddito di emergenza è stato esteso di due mensilità per tutti coloro che ne avevano già diritto e per chi nel mese di settembre ha registrato un reddito familiare inferiore all’importo del beneficio, e sono stati dispiegati infine una serie di interventi per sostenere la risposta sanitaria e il settore della giustizia.

Conte: scongiuriamo un ulteriore lockdown

“Ho firmato il dpcm solo quando siamo stati sicuri che queste risorse c’erano”, ha precisato il premier Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Se rispettiamo queste misure abbiamo buone possibilità di affrontare dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario sotto stress. In caso contrario ci troveremo di fronte alla necessità di un lockdown, dobbiamo scongiurarlo”. Sulla stessa linea d’onda anche Gualtieri, secondo il quale la “forza del rimbalzo del terzo trimestre” pone l’Italia in una “condizione solida per affrontare questa fase difficile che ci deve accompagnare fino alla fine del tunnel, fino all’ultimo miglio che ci può richiedere sforzi aggiuntivi che non cambiano la nostra strategia di finanza pubblica”. L’obiettivo, conclude il presidente del Consiglio, è escludere il ricorso a ulteriori tassazioni: “stiamo facendo uno sforzo incredibile per non introdurre nuove tasse, già questo è un grande risultato. Vogliamo la pace sociale”.

Aigo Confesercenti: snellire l’iter amministrativo

Non si lascia attendere intanto il monito di Claudio Cuomo, presidente di Aigo Confesercenti, l’Associazione italiana dei gestori dell’ospitalità e ricettività diffusa. “I gestori di B&B, affittacamere, case vacanze che hanno resistito fino a ora e non hanno ancora chiuso l’attività, vengono definitivamente condannati dai nuovi provvedimenti”, spiega, chiedendo che siano inclusi tra i codici Ateco delle attività indennizzate nel decreto ristori. Per rispondere alla loro sete di liquidità, aggiunge, “è necessario che i conduttori possano beneficiare del credito di imposta in misura del 60% sui canoni di locazione relativi ai contratti di locazione commerciale, sul solo requisito della sussistenza del contratto e a prescindere dal pagamento del canone”. Poi ricorda: “mentre si proclamano imminenti ristori a fondo perduto alle attività ricettive nei centri storici, ribadiamo che ancora non sono state evase le migliaia di istanze inviate a giugno per accedere al fondo perduto previsto nel decreto rilancio. Bisogna snellire l’iter amministrativo e liquidare, al più presto, quanto dovuto alle imprese in precedenza”.

Rita Annunziata
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