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Psd2, italiani pronti all’open banking

Psd2, italiani pronti all’open banking

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

13 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 76% dei consumatori risponde positivamente alla condivisione delle proprie informazioni solo in presenza di contropartite economiche, come sconti o coupon

  • Il 52% dei clienti nutre un sentimento di fiducia e soddisfazione nei confronti della propria banca

  • In termini di modalità di acquisto, a prevalere sono ancora i canali tradizionali

Il 20% degli italiani è disposto a condividere con la banca la propria posizione finanziaria complessiva, ma solo in cambio di servizi innovativi e personalizzati. Come si evolve il rapporto con gli istituti di credito con la Psd2? Lo rivela una ricerca di Crif-SDABocconi in collaborazione con Nomisma

Gli italiani sono pronti a cogliere i vantaggi dell’open banking. Secondo l’ottavo rapporto di ricerca Crif-SDABocconi, in collaborazione con Nomisma, il 20% dei consumatori è disposto a condividere con la banca la propria posizione finanziaria complessiva (anche presso altre banche),  ma solo in cambio di servizi innovativi e personalizzati. Il 76%, in particolare, risponde positivamente unicamente in presenza di contropartite economiche, come sconti o coupon.

A essere intervistati tra i mesi di maggio e agosto 2019 sono 1.225 soggetti, ai quali sono state sottoposte 35 domande, dalle preferenze in termini di modalità d’acquisto allo sharing di informazioni personali con i propri istituti finanziari.

“Il fatto che un quinto degli intervistati abbia dichiarato di non avere preclusioni nel condividere le proprie informazioni conferma l’esistenza dei presupposti affinché lo scenario reso possibile dalla Psd2 si realizzi – commenta Simone Capecchi, executive director di Crif – Sta ora ai lender e all’industry finanziaria nel suo complesso, raccogliere la sfida e soddisfare le esigenze di clienti che, giorno dopo giorno, mostrano la preferenza verso processi veloci, semplici e digitali”.

Una clientela fedele

Secondo la ricerca, il 52% dei clienti nutre un sentimento di fiducia e soddisfazione nei confronti della propria banca, motivo per cui si dichiara disponibile a condividere informazioni per ricevere servizi articolati. Il restante 48% è suddiviso tra un 25% di clienti non particolarmente soddisfatti e poco disponibili nei confronti di possibili offerte esterne, e un 23% di clienti delusi e disponibili a cambiare istituto bancario in caso di offerte migliori.

Ma dove acquista?

Un altro tema approfondito dal rapporto riguarda le modalità di acquisto e i metodi di pagamento. Quello che è emerso è che la tradizione tende ancora a prevalere rispetto all’innovazione: il 64% degli intervistati gradisce maggiormente acquistare beni e servizi attraverso i canali tradizionali e il 60% utilizza preferibilmente i contanti come strumento di pagamento.

In via di affermazione l’utilizzo delle carte di debito, che rientra tra le abitudini di oltre il 50% dei consumatori. Zoppica ancora, invece, il canale mobile, che affascina solo il 13% degli individui e registra un uso tendenzialmente saltuario.

L’evoluzione del rapporto con la banca

In questo contesto, anche i rapporti tra istituto di credito e consumatori tendono a evolversi. In fatto di investimenti, il 61% dei clienti preferisce raccogliere le informazioni sul sito della banca o tramite siti di comparazione. Diversa è la situazione per l’apertura di un conto o la richiesta di finanziamento: nel primo caso il 69% si rivolge alla filiale, nel secondo oltre la metà dei consumatori si affida allo sportello fisico.

Rita Annunziata
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