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Mifid2: Moneyfarm contro Assogestioni, Assoreti, Assosim e Abi

Mifid2: Moneyfarm contro Assogestioni, Assoreti, Assosim e Abi

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Redazione We Wealth
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19 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Assogestioni, Assoresti, Assosim e Abi hanno chiesto un tavolo di lavoro per fornire alcuni chiarimenti in merito all’informativa sui costi e sugli oneri

  • Moneyfarm ritiene che questa ulteriore richiesta di chiarimenti non debba costituire un motivo per posticipare le comunicazioni ai clienti

Moneyfarm invia una lettera alla Consob dove sottolinea la necessità di procedere con le comunicazioni ai clienti, previste dalla Mifid2

Moneyfarm contro Assogestioni, Assoreti, Assosim e Associazione Bancaria italiana sul rinvio di Mifid2. La società ha infatti scritto alla Consob dopo aver “appreso nei giorni scorsi dal Sole24 ore che le associazioni di categoria maggiormente interessate (Associazione bancaria italiana, Assosim, Assogestioni e Assoreti) hanno chiesto alla spettabile istituzione che lei presiede (Consob) di proporre all’Esma l’avvio di un tavolo di lavoro per fornire alcuni chiarimenti in merito proprio all’informativa sui costi e sugli oneri”.

Moneyfarm sottolinea come non si debba indugiare ulteriormente, dato che l’Italia è il paese in cui i costi associati ai prodotti finanziari sono tra i più altri in Europa. Gli investitori italiani, si legge nella lettera, pagano molto di più dei loro pari europei per la gestione del proprio patrimonio. Le commissioni pagate superano spesso i rendimenti ottenuti. “Una corretta applicazione diMifid2 è un’opportunità unica sia per l’industria del risparmio, per fare un salto di qualità, sia per tutti gli operatori che da sempre credono nei principi di trasparenza e indipendenza, per poter finalmente concorrere in un mercato dove sia semplice per gli investitori compare costi e modelli di servizi” sottolinea Moneyfarm.

Inoltre, la società sottolinea anche come “le associazioni avrebbero potuto elaborare per tempo delle linee guida coerenti e offrire chiarimenti al fine di favorire un’interpretazione univoca da parte degli associati”. Proprio per questo motivo Moneyfarm sottolinea come “un’ulteriore richiesta di chiarimenti” non possa costituire un motivo per posticipare ulteriormente le comunicazioni ai clienti che devono essere effettuate il più vicino possibile al periodo di rendicontazione.

Redazione We Wealth
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