PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Mifid2, la Commissione Ue vuole dare una mano alle Pmi

Mifid2, la Commissione Ue vuole dare una mano alle Pmi

Salva
Salva
Condividi
Redazione We Wealth
Redazione We Wealth

24 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • La Commissione ha manifestato il desiderio che venga prodotto un prospetto semplificato per facilitare gli investimenti

  • Richiesta una maggiore analisi di ricerca delle piccole e medie imprese e la modifica del quadro di cartolarizzazione per aumentare i prestiti bancari

  • La proposta necessita ancora dell’approvazione dal Parlamento europeo e dai governi degli Stati membri

Per contrastare gli effetti della pandemia di covid sull’economia europea, il braccio esecutivo dell’Ue ha un piano che riguarda anche il risparmio gestito. Ecco cosa prevede

Per innescare un meccanismo virtuoso che incentivi gli investimenti in economia reale, la Commissione europea vuole un prospetto informativo semplificato, più analisi di ricerca delle piccole e medie imprese e vuole modificare il quadro di cartolarizzazione per aumentare i prestiti bancari.

Ad annunciarlo il presidente Valdis Dombrovskis: le regole si applicheranno alle società che operano all’interno dell’Unione Europea, ma anche a qualsiasi giurisdizione che lavori con aziende vi abbiano la propria sede. Potrebbe essere compreso anche Regno Unito, nonostante Brexit. “Le modifiche che proponiamo oggi renderanno più facile per le nostre aziende ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno – e investire nella nostra economia”, ha commentato il presidente a Cnbc. “I mercati dei capitali sono fondamentali per la ripresa, perché i finanziamenti pubblici da soli non saranno sufficienti per riportare le nostre economie sulla buona strada”. La proposta deve ancora essere approvata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri ma la Commissione ha stimato che molte aziende europee non torneranno ai livelli pre-crisi prima del 2022, quindi misure straordinarie sembrano ormai necessarie. Le modifiche proposte, ha precisato l’istituzione, “devono entrare in vigore il prima possibile e non possono attendere la revisione Mifid più approfondita”, prevista per il prossimo anno. Gli emendamenti dovrebbero essere recepiti nelle leggi nazionali prima che diventino applicabili. Le analisi della Commissione hanno riconosciuto che le norme erano già state “identificate come eccessivamente onerose o che ostacolavano lo sviluppo dei mercati europei” in una recente consultazione. Le associazioni di categoria da tempo segnalano un calo della copertura della ricerca per le Pmi e degli strumenti a reddito fisso (in arrivo da Esma infatti una revisione anche su questo fronte).

Se la proposta di consentire pagamenti congiunti per l’esecuzione e la ricerca fosse attuata, i gestori di fondi dovrebbero stipulare un accordo con i loro fornitori di ricerca e devono anche informare i clienti della modifica. Un prospetto semplificato sarà più facile da produrre, leggere ed essere esaminato dalle autorità – consentirà agli investitori di decidere con maggiore facilità in quali imprese investire. MIfid2 infatti separa le unità commerciali e di ricerca delle società di intermediazione e ha portato a un calo significativo del numero di analisti che coprono le imprese più piccole. L’obiettivo della Commissione è quello di facilitare le regole. La Commissione sostiene che in questo modo potrebbero venire “semplificati i requisiti di divulgazione e informazione per le transazioni tra professionisti. Così come i requisiti complessi che hanno dimostrato di ostacolare la rapida esecuzione delle decisioni di investimento”. Riguardo alla cartolarizzazione la Commissione intende estendere un quadro esistente alle piccole e medie imprese che, si spera, aumenterebbero i prestiti bancari a tale settore.

Redazione We Wealth
Redazione We Wealth
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Leggi e NormativeMifid II