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Mifid 2, la nuova versione sorgerà entro fine luglio 2020

Mifid 2, la nuova versione sorgerà entro fine luglio 2020

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Redazione We Wealth
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23 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Secondo quanto comunicato da Efama alle associazioni di categoria europee, la riforma Mifid 2 è finalmente in pista. E segue una stretta tabella di marcia

Entro fine luglio 2020 potrebbe nascere la nuova Mifid 3. La notizia arriva da Efama (European Fund and Asset Management Association), così come riportata da Assogestioni (FocusRisparmio).

Una delle prime sfide che la nuova Commissione europea si è trovata ad affrontare è stata (ed è) proprio quella della riforma della Mifid 2, con il suo gravame di costo e informativo. Secondo le indiscrezioni, la Commissione europea sarebbe in procinto di pubblicare un primo documento di revisione su Mifid 2 e Mifir. Come si legge nell’articolo di FocusRisparmio, il documento “dovrebbe essere piuttosto corposo, lungo circa 50 pagine”.

I dettagli non sono ancora noti, ma a passare sotto la scure del legislatore saranno sicuramente gli aspetti riguardanti “i costi e la diffusione dei dati di mercato, regole di trasparenza e protezione dell’investitore, analisi sulle piccole e medie società”. Ossia tutte le tecnicalità che avevano sollevato i malumori dell’industria del risparmio gestito.

La tabella di marcia della riforma si annuncia molto stretta. Efama fa sapere che la pubblicazione della nuova normativa dovrebbe aversi al più tardi entro fine luglio 2020. Data non casuale: in tal modo coinciderebbe con l’inizio della presidenza semestrale tedesca del Consiglio dei ministri europei.

Efama si premura di “garantire che le opinioni [degli asset manager europei] siano prese in considerazione”. A tal proposito, ogni commento preliminare o suggerimento dovrà essere inviato entro lunedì 27 gennaio p.v.

Nuova Mifid 2, la voce dell’industria

Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, afferma che la prospettiva di riforma “rappresenta un’importante occasione per valutare l’esperienza della Mifid così come è stata finora applicata”, soprattutto perché vuole colmare “i vuoti normativi” e armonizzare” la legislazione alla prassi”.

Assogestioni “ha già individuato”, con il contributo degli associati, “alcune delle principali tematiche” da portare alla diretta attenzione del legislatore europeo, nonché in ambito Efama”.

In particolare, secondo quanto riportano Montesano e Trappolini nell’articolo, Fabio Galli si riferisce ai “criteri di remunerazione della ricerca sull’azionario delle piccole e medie imprese”, alla “trasparenza ex ante sui costi dei prodotti al fine di assicurare una maggiore sinergia con la disciplina Priips” e agli “incentivi non monetari”.

Redazione We Wealth
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