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La lente di Mifid 2 sui costi e oneri dei servizi di investimento

La lente di Mifid 2 sui costi e oneri dei servizi di investimento

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Francesco Di Carlo
Francesco Di Carlo, Letizia D’Abramo

10 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Gli ultimi chiarimenti di Consob ed Esma per disciplinare le modalità con le quali gli intermediari devono applicare le disposizioni contenute nella direttiva comunitaria

Come già avuto modo di scrivere, a oltre un anno dall’applicazione della Mifid 2 (Direttiva 2014/65/ Ue) e della relativa normativa attuativa, uno dei temi oggetto di maggiore attenzione – da parte degli operatori e delle Autorità di vigilanza – è risultato sicuramente essere la nuova disciplina in materia di informativa sui costi e oneri. Si tratta infatti di un ambito rispetto a cui sono emersi diversi dubbi degli operatori sotto i profili interpretativo e pratico-operativo.

Va poi considerato che alcuni specifici profili – inerenti in particolare l’informativa ex post – stanno avendo effettiva implementazione per la prima volta proprio in questa fase. Le Autorità di vigilanza hanno denotato una forte attenzione a tale tematica, centrale in ottica di tutela dei clienti. È infatti del 28 febbraio u.s. un “richiamo di attenzione” da parte della Consob sull’osservanza della normativa in argomento, chiedendo (i) agli operatori di indicare nella “Relazione sui servizi” (ovvero “Relazione sulla Struttura Organizzativa”, nel caso delle Sgr) i presidi adottati per la trasparenza ex ante ed ex post, aggregata e disaggregata, sui costi e gli oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari e (ii) ai relativi responsabili della funzione di compliance di indicare nelle relative relazioni annuali gli esiti dei controlli effettuati sul tema.

L’Esma poi di recente (28 marzo 2019) ha emanato dei nuovi Q&A che hanno fornito delle indicazioni su determinati aspetti della disciplina e, soprattutto, ne hanno chiarito l’applicazione al servizio di gestione di portafogli.

Sotto il primo profilo l’Esma ha precisato tra l’altro che:

– l’informativa ex ante sui costi e oneri non può essere generica ma deve essere elaborata sulla base della specifica operazione, dello specifico strumento finanziario considerato e del servizio (di investimento o accessorio) prestato

– laddove non ci siano costi del prodotto non inclusi nel prezzo dello stesso né ulteriori o non sia richiesta normativamente l’indicazione dei costi del prodotto, l’informativa ex ante può essere fornita utilizzando griglie e tabelle indicanti i costi relativi al servizio e alla categoria di strumento finanziario offerta, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa Mifid 2

– nel predisporre l’informativa, gli intermediari dovrebbero utilizzare la stessa terminologia della normativa Mifid 2; i termini commerciali, sebbene consentiti, dovrebbero essere definiti facendo riferimento al wording della normativa Mifid 2

– mentre l’indicazione delle tasse relative ai ricavi generati dagli investimenti è discrezionale, gli intermediari sono tenuti a indicare le tasse relative al servizio prestato. Per quanto riguarda la gestione di portafogli, è stato chiarito che la disclosure ex ante dei costi e oneri, che deve sicuramente essere effettuata prima della prestazione del servizio, non è richiesta per ogni singola decisione di investimento assunta nell’esecuzione del mandato gestorio.

La disclosure ex ante deve basarsi su:

  1. il valore degli asset conferiti in gestione (come indicato dal cliente prima della prestazione del servizio)
  2. il portafoglio di riferimento corrispondente al profilo/obiettivi del cliente e – per i mandati gestori bespoke – alla strategia che sarà perseguita nella gestione

L’Esma individua come buona prassi degli intermediari il fornire alla clientela un’informativa anche più dettagliata rispetto a quanto richiesto dalle norme, ad esempio prevedendo una disclosure ex ante dei costi relativi agli strumenti finanziari per categorie di strumenti caratterizzati dalla stessa struttura di costo.

Gli ulteriori chiarimenti forniti dall’Esma, certamente utili a illustrare alcuni temi interpretativi degli operatori, mirano a un sempre maggiore allineamento e armonizzazione delle practice degli operatori in materia, fondamentale a consentire l’effettiva comparabilità dei costi dei servizi proposti dai diversi intermediari.

Francesco Di Carlo
Francesco Di Carlo , Letizia D’Abramo
Socio fondatore dello studio legale 5Lex. Ha ricoperto e ricopre incarichi in primarie società del suo settore di competenza: attualmente è presidente del collegio sindacale di Italmobiliare, sindaco effettivo di Mediobanca e di Clessidra SGR, consigliere di amministrazione di Milano Investment Partners SGR, sindaco supplente di Assicurazioni Generali, Generali Italia e Telecom Italia.
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