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IWBank: “Mifid2 ci ha trovati preparati”

IWBank: “Mifid2 ci ha trovati preparati”

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Redazione We Wealth
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07 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • I rendiconti di IWBank sono composti di 20/30 pagine, a seconda del patrimonio del cliente

  • Il documento è diviso in cinque sezioni: tre di carattere generale e due specificatamente dedicate alla posizione del cliente

Come ha risposto IWBank Private Investments alle richieste di Mifid2? Intervista a Stefano Lenti, responsabile dell’area dei consulenti finanziari e wealth managers, e ad Andrea Di Salle, responsabile wealth management

“L’elemento fondamentale su cui si basa Mifid2 è la trasparenza dei costi”: così esordisce Stefano Lenti, responsabile dell’area consulenti finanziari e wealth managers di IWBank Private Investments. La normativa europea non fornisce però linee guida su come la rendicontazione debba essere redatta e ogni società ha strutturato autonomamente la propria. “In IWBank abbiamo sviluppato un documento che si compone di 20/30 pagine circa, a seconda dell’articolazione del patrimonio del cliente. Il rendiconto è diviso in 5 sezioni, le prime tre di carattere generale e le ultime due specificatamente dedicate alla posizione del cliente. La documentazione è stata inviata già a fine luglio in digitale o in cartaceo, a seconda delle preferenze espresse dal cliente. Nella parte relativa ai costi si entra nello specifico della composizione del portafoglio e della relativa rendicontazione degli oneri, organizzata per prodotti di risparmio gestito e/o amministrato, gestioni patrimoniali, polizze assicurative finanziarie e derivati quotati. Il rendiconto costi e oneri è necessariamente inviato una volta l’anno, mentre, per quanto riguarda le gestioni patrimoniali, l’invio avviene su base trimestrale”. In linea generale, a prescindere dalla modalità di rendicontazione, “Mifid2 ci ha trovato preparati, soprattutto grazie al nostro modello di business, che in linea con lo spirito originario della direttiva, prevede un’ampia gamma di fondi disponibili à la carte,in autentica architettura aperta, e l’assenza di politiche preferenziali in tema di livelli commissionali”.

Prosegue Andrea Di Salle, responsabile wealth management di IWBank Private Investments: “Con la nuova normativa l’accento è posto sempre più sul servizio piuttosto che sul singolo prodotto. La maggiore comparabilità dei costi garantita da Mifid2, in sostanza il fatto che quest’ultima agisca come una vera e propria lente di ingrandimento, consente infatti di premiare la professionalità dei consulenti in grado di far percepire con chiarezza il servizio di eccellenza che viene fornito”.

 

Stefano Lenti e Andrea Di Salle - IWBank Private Investments

“Il servizio di eccellenza – riprende Lenti – si sostanzia anche nella grande disponibilità del consulente nei confronti del cliente, nel suo costante aggiornamento, nei tool tecnologici e formativi che gli vengono messi a disposizione. In questo modo, grazie alla totale trasparenza, il consulente sarà in grado di far percepire davvero il valore aggiunto fornito. Tutto questo è ancora più vero in un contesto di mercato in cui, vista la complessità dello scenario, è sempre meno consigliabile operare in autonomia. Fondamentale è anche avere alle spalle una realtà solida quale è il Gruppo Ubi Banca, con tutte le garanzie che questo comporta, sia in termini di sicurezza finanziaria che di accesso a una serie di studi/ricerche/approfondimenti, che consentono al consulente di fornire un servizio migliore al cliente. Rispetto ad altre forme di supporto agli investimenti, affidarsi a un consulente consente di avere accesso a un servizio ad alto valore aggiunto e di costruire una relazione solida e di lungo periodo basata sulla fiducia. In IWBank Private Investments viene dato grande risalto sia all’evoluzione dei servizi digitali, il cui utilizzo libera tempo prezioso da dedicare alla relazione con il cliente, che agli investimenti in formazione, elemento chiave indispensabile per rafforzare le competenze dei nostri professionisti in ambito normativo, tecnico-finanziario e gestionale”.

Redazione We Wealth
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