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Decreto agosto, i sei interventi che mancano

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

02 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo Mariotti, il decreto agosto si caratterizza ancora per una prevalenza di misure assistenziali rispetto a quelle strutturali

  • Necessari provvedimenti per un più agevole recupero dell’Iva sui crediti non riscossi

  • Per Confesercenti le imprese della filiera del turismo potrebbero subire perdite permanenti nell’ordine di 20 miliardi di euro

Le misure adottate dal governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, pur valendo circa 100 miliardi, potrebbero non essere ancora sufficienti. Ecco i sei interventi che mancano nel decreto agosto secondo Confindustria e Confesercenti. Mariotti: “Pesanti ripercussioni su cittadini e imprese se non si modifica subito la rotta”

Interventi frammentati, provvedimenti attuativi non ancora adottati e la mancanza di una chiara visione di fondo. Pur valendo complessivamente circa 100 miliardi, le misure dispiegate per fronteggiare l’emergenza sanitaria “non delineano ancora una risposta adeguata alle esigenze congiunturali e a quelle di ripresa e di crescita”. Sono le parole di Francesca Mariotti, direttore generale di Confindustria, che nel corso di un’audizione presso la Commissione bilancio del Senato sul decreto agosto ha sottolineato come queste carenze rischino ancora di avere “pesanti ripercussioni su cittadini e imprese, se non si modifica subito la rotta”. E sulla stessa linea d’onda anche il monito di Confesercenti non si lascia attendere.

Secondo Mariotti, sebbene emergano alcuni segnali di una maggiore attenzione alle esigenze delle imprese, il decreto agosto si caratterizza ancora per una prevalenza di misure assistenziali rispetto a quelle strutturali. In particolare, spiega, “mancano diversi interventi prioritari e di più ampia portata, funzionali soprattutto a sostenere gli investimenti e a garantire in via strutturale la liquidità alle imprese”. Innanzitutto, il riconoscimento della cedibilità del credito d’imposta 4.0 al sistema bancario, sul modello dell’eco-bonus al 110%. Ma anche la “possibilità di modifica dei piani di ammortamento adottati dalle imprese, fino a sospendere l’imputazione in bilancio delle relative quote” e i provvedimenti necessari a un “più agevole recupero dell’Iva sui crediti non riscossi”.

Una delle priorità, aggiunge il direttore generale di viale dell’Astronomia, è poi la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, già sollecitata dall’organizzazione nel mese di luglio. Secondo Mariotti, a tal proposito, è necessario “un sistema che punti sulle politiche attive, per consentire di ricollocare le persone disoccupate e rendere più fluido e meno rigido il mercato del lavoro”. La proroga del divieto di licenziamento ex lege, invece, rappresenterebbe “un rimedio di dubbia utilità”, specialmente nel caso in cui “finisse per ritardare o, addirittura, scoraggiare quegli interventi di riorganizzazione o di ristrutturazione d’impresa e quegli investimenti che potrebbero più rapidamente assicurare competitività e occupazione”.

A questo si aggiunge la questione del costo del lavoro. “La riduzione del 30% dei contributi previdenziali dovuti dalle imprese operanti nel Mezzogiorno disposta dal decreto legge dovrebbe rappresentare l’avvio di un complessivo ripensamento del sistema contributivo, da coordinare, necessariamente, anche con i progetti di riforma fiscale che si prefigurano in queste settimane”, conclude Mariotti.

Restano infine le imprese della filiera del turismo che, secondo Confesercenti, potrebbero subire perdite permanenti nell’ordine di 20 miliardi di euro. “Nella fase di rimbalzo delle attività non sono coinvolte filiere di rilevanza primaria, come quella legata al turismo internazionale”, spiega il segretario nazionale della confederazione Mauro Bussoni in audizione in Senato. Questo settore, aggiunge, “sta attraversando la crisi peggiore della sua storia, una crisi che purtroppo non si risolverà nel breve periodo”. In tal senso, sebbene le misure di sostegno previste dal decreto agosto risultino positive, “purtroppo non bastano”. Secondo Bussoni, è necessario istituire un fondo di emergenza per il turismo “a favore delle imprese del settore, dei professionisti autonomi e a tutela dei turisti nel caso di possibili default e stati d’insolvenza futuri” delle aziende della filiera.

Rita Annunziata
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