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Copyright, il Parlamento adotta la proposta di riforma

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Settembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Con 483 voti il Parlamento approva il testo sul copyright

  • Google, Facebook e qualsiasi altro aggregatore di notizie dovrà remunerare artisti e giornalisti per i loro contenuti condivisi

Il Parlamento Ue ha approvato la proposta di riforma sul diritto d’autore. I giganti del web, come Google o Facebook, dovranno iniziare a remunerare i contenuti prodotti da giornalisti e artisti, se pubblicati

I giganti del web dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti. Questo quanto deciso dalla riforma sul diritto d’autore votata oggi dal Parlamento europeo. Con 483 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni, è stato dunque approvato il mandato negoziale del Parlamento per iniziare i colloqui con i ministri dell’Ue al fine di giungere ad un testo definitivo.

Nel testo della riforma viene dunque chiarito come le grandi compagnie del web dovrebbero condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti. Ciò potrà accadere dato che Google, Facebook o qualsiasi altra piattaforma web dovrà prendere accordi con i singoli editori, che in un secondo momento remunereranno i giornalisti. Le modifiche approvate dal Parlamento, alla proposta elaborata dalla Commissione, puntano a garantire ai creativi come: musicisti, artisti, interpreti, sceneggiatori, editori e giornalisti, la giusta quantità di remunerazione per il loro lavoro, quando questo è usato da piattaforme di condivisione come YouTube, Facebook, Google News o qualsiasi altro aggregatore di notizie.

Axel Voss, relatore della proposta, ha dichiarato di essere soddisfatto del risultato ottenuto oggi “nonostante il forte lobbying dei giganti di internet”. “Sono convinto” continua Vossche una volta che le acque si saranno calmate, Internet sarà libera come lo è oggi, i creatori e i giornalisti guadagneranno una parte più equa degli introiti generati dalle loro opere, e ci chiederemo per quale motivo tutto questo clamore“.

Altra modifica votata oggi riguarda la responsabilità delle piattaforme in materia di diritto d’autore. Il Parlamento ha infatti rafforzato la proposta della Commissione europea, in relazione ai cosiddetti snippet, dove viene visualizzata una piccola parte del testo di una notiza. La responsabilità imporrebbe dunque alle piattaforme di remunerare chi detiene i diritti sul materiale, protetto da copyright, che mettono a disposizione. Il testo richiede inoltre espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità. Allo stesso tempo, nel tentativo di incoraggiare le start-up e l’innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e microimprese del web.

I deputati hanno anche introdottonuove disposizioni che hanno l’obiettivo di non ostacolare la libertà di internet. Nel concreto, se si dovessero condividere collegamenti ipertestuali agli articoli, insieme alla descrizione, non si sarà soggetti al copyright.
Questo ha portato all’inserimento di un ulteriore modifica che incide sulle future decisioni delle piattaforme web. Qualsiasi misura adottata, dalle piattaforme, per verificare che i contenuti caricati non violino le norme sul diritto d’autore, dovrebbe essere concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto

Infine, il testo specifica come il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o GitHub, sarà automaticamente escluso dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright.

Giorgia Pacione Di Bello
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