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I super ricchi d’Italia vivono all’ombra della Madonnina

I super ricchi d’Italia vivono all’ombra della Madonnina

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Francesca Conti
Francesca Conti

15 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo il report annuale dell’Inps per il 2019 oltre il 54% dei paperoni nazionali risiede a Milano

  • Nel capoluogo lombardo risiede il 54% del top 0,01% – fascia in cui si colloca chi guadagna più di 533.000 euro annui – e il 42% del top 0,1% – chi prende oltre i 217.000 euro annui

  • Le donne con un alto reddito sono molte meno degli uomini: nel top 0,01% la percentuale di donne è del 7,5%

In Italia un super ricco su due vive a Milano. Il capoluogo lombardo – mostrano i dati della relazione annuale dell’Inps – accoglie il 54% dei paperoni nazionali, con una concentrazione nettamente superiore a quella delle altre città del Belpaese. Le donne con un alto reddito sono molte meno degli uomini

Un super ricco su due vive all’ombra della Madonnina. Secondo il report annuale dell’Inps per il 2019 oltre il 54% dei paperoni nazionali risiede a Milano. Il capoluogo lombardo si distanzia nettamente in classifica dalle altre città del Belpaese. Roma, che è al secondo posto, presenta percentuali che “non raggiungono il terzo di quelle milanesi”, precisa l’Inps.

I dati dell’archivio dell’Inps sul lavoro privato parlano chiaro: la distribuzione dei top earners si concentra progressivamente nelle aree del Nord, con una densità elevata nelle aree urbane. In particolare, vive a Milano il 54% del top 0,01% – fascia in cui si colloca chi guadagna più di 533.000 euro annui – e il 42% del top 0,1% – chi prende oltre i 217.000 euro annui. A Roma, sempre per fare un confronto, vive il 16% dei top 0,01% e il 15% del top 0,1%.

“L’aumento della concentrazione dei top earners nella provincia di Milano man mano che si sale nella distribuzione del reddito è un fenomeno significativo”, sottolinea l’Inps. Il fenomeno offre inoltre “spunti di analisi sulla concentrazione geografica del reddito e le sue implicazioni sull’agglomerazione di competenze qualificate e imprese produttive in pochi centri distribuiti in maniera fortemente disomogenea sul territorio nazionale”.

Dall’analisi dell’istituto nazionale della previdenza sociale emerge un altro fattore rilevante: entrare tra i top earners è sempre più difficile. La soglia necessaria per rientrare nei top 0,01% della popolazione dei lavoratori ad alto reddito è passata dai 220.000 euro del 1978 ai 533.000 euro del 2017, con un incremento del 242%. Per il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, “ciò suggerisce come negli ultimi decenni la concentrazione degli alti redditi abbia caratterizzato in modo rilevante anche il nostro paese”.

I divari non sono solo territoriali. In proporzione, le donne che percepiscono uno stipendio da super ricchi sono considerevolmente di meno. Lo stesso presidente dell’Inps, Tridico, nella relazione che ha accompagnato il rapporto annuale ha evidenziato “come all’aumentare dei percentili lungo la distribuzione dei salari la quota di donne diminuisce in modo drastico: nel top 10% tale quota si attesta al 23%, nel top 1% si scende al 15% e nel top 0,01% la percentuale di donne è solo del 7,5%”.

Francesca Conti
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