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Smart working e Dad: locazioni in cerca di equilibrio

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

30 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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La vicinanza della casa al posto di lavoro o di studio potrebbe non essere più un desiderio rilevante. Ma se nei primi sei mesi del 2020 c’è stata in Italia una contrazione delle percentuali di affitti a lavoratori e studenti (Tecnocasa), le attese per il futuro sono positive (Jll) per la piazza di Milano

Operatori immobiliari divisi sugli effetti che smart working e didattica a distanza (Dad) giocano sul mondo degli affitti temporanei per giovani lavoratori e studenti universitari. La vicinanza della casa al posto di lavoro o di studio potrebbe, infatti, non essere più un desiderio rilevante o una necessità, così come avveniva solo fino a pochi mesi fa.

La conferma arriva dall’Ufficio studi del gruppo Tecnocasa, che ha analizzato gli acquisti e le locazioni realizzate dai single nel primo semestre del 2020 attraverso le agenzie presenti sul territorio nazionale. Dalla rilevazione emerge che, per quanto riguarda il mercato delle locazioni, nei primi sei mesi dell’anno in corso, il 67,9% degli inquilini single ha preso casa in affitto per scelta abitativa, il 28,4% per motivi di lavoro e il 3,7% per motivi legati allo studio. I dati vanno però confrontati con quello che succedeva precedentemente al lockdown. Rispetto a un anno fa, infatti, Tecnocasa ha segnalato una contrazione delle percentuali di affitti a lavoratori e studenti, che si attestavano rispettivamente al 33,8 e al 4,8%. Stando ai numeri diffusi dall’agenzia immobiliare, il mercato delle locazioni ha subito un duro colpo a causa della temporanea chiusura degli atenei e del prolungato periodo di smart working.

Ma quali sono le attese per i prossimi mesi?

Le indicazioni che arrivano lasciamo ben sperare che il peggio sia alle spalle. Secondo Jll, infatti, se è vero che l’aumento della disoccupazione potrebbe esercitare una modesta pressione sugli affitti, “questo non dovrebbe essere un trend prolungato data l’offerta insufficiente di alloggi in affitto nella maggior parte dei mercati europei”.

Per Antonio Fuoco, head of Living capital markets Jll, nonostante la pandemia, il fenomeno dell’urbanizzazione continua a interessare le grandi città che, come Milano, sono in grado di attirare sempre nuovi residenti. La popolazione residente in Italia a fine 2019 era di 60,4 milioni abitanti. Per i prossimi 10 anni è prevista una tendenza al rialzo in termini di popolazione, sia a Roma (+ 2%) sia a Milano (+ 1%) e anche il numero complessivo delle famiglie (attualmente oltre 26 milioni) dovrebbe crescere.

“Milano continuerà anche nel prossimo futuro ad attirare studenti, giovani lavoratori e famiglie grazie alle opportunità offerte in termini di lavoro, formazione di alto livello e servizi. Questo – ha detto – sostiene ovviamente il mercato residenziale e in particolare quello dell’affitto che, data la flessibilità delle forme nuove e strutturate, comincia ad attirare l’attenzione di giovani e famiglie”.

Sulla stessa linea, Davide Dalmiglio, head of Capital Markets Jll.  “Milano rappresenta l’avanguardia. Vediamo infatti come diversi investitori, sia internazionali che italiani, siano oggi interessati al nostro mercato residenziale destinato anche all’affitto”, ha commentato Dalmiglio, che ritiene che i capitali istituzionali avvicineranno Milano ai principali mercati residenziali europei.  Tra i punti di forza, il fatto che il mercato residenziale milanese si dimostra essere molto resiliente, per lo meno nel medio periodo, il che permetterà una tenuta dei canoni di locazione, che sono  più bassi rispetto alle altre piazze del Vecchio continente.

“In base ai dati che abbiamo raccolto, il canone medio per affittare un appartamento a Milano è pari a 160 euro al metro quadro per persona all’anno e raggiunge un picco di 450 €/mq/pa nelle zone più prestigiose rendendo il nostro mercato più competitivo di quello di altre grandi città europee come Madrid, Dublino e Francoforte”, ha concluso Elena Zanlorenzi, head of research della società.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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