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Seconde case: una nuova spinta nell’epoca post pandemia?

Seconde case: una nuova spinta nell’epoca post pandemia?

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Maurizio Fraschini
Maurizio Fraschini

19 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Dopo il confinamento forzato, la richiesta di seconde case si è incrementata. L’affermarsi sempre più imponente dello smart working cambierà lo stile di vita di molte persone che, potendo lavorare ovunque, valuteranno di spostarsi fuori dalle zone più densamente abitate

“Dietro ogni problema c’è un’opportunità”, insegna Galileo. In effetti, è fondamentale valutare situazioni complesse sotto altre prospettive. La pandemia ha inciso radicalmente sul mattone e sulle sue prospettive. Ma non tutte le asset class paiono risentirne allo stesso modo.

Per il mercato residenziale, dopo i mesi di lockdown, gli analisti concordano che la domanda si orienterà verso immobili più ampi, con possibilità di avere balconi, terrazzi o meglio ancora un giardino. A parità di budget, gli acquirenti valuteranno di spostarsi in aree non necessariamente centrali ma dotate di servizi e di un tessuto urbano vivo.

Ma cosa accadrà al mercato delle seconde case? Negli ultimi anni vi era stato un deciso rallentamento e una contrazione dei prezzi, fatta eccezione per alcune località, come Forte dei Marmi, Cortina o Santa Margherita che seguivano dinamiche ed evoluzioni dei prezzi del tutto autonome.

Nell’immediatezza dell’emergenza sanitaria gli indicatori e le prospettive per il mercato delle seconde case erano certamente negativi. La contrazione generalizzata delle transazioni e la forte propensione a mantenere la liquidità unite al profilarsi di una disoccupazione importante e la contrazione dei finanziamenti bancari lasciavano presagire tempi difficili per chi avesse voluto vendere una casa di vacanze. D’altro canto, occorre tenere in considerazione altri segnali maturati negli ultimi mesi.

In primo luogo, l’affermarsi sempre più imponente dello smart working cambierà lo stile di vita di molte persone che, potendo lavorare ovunque, valuteranno di spostarsi fuori dalle zone più densamente abitate, beneficiando di spazi più vasti, del verde e di una qualità percepita della propria condizione. Si parla già di una fuga verso la campagna da New York o Londra. Certamente, chi ha una seconda casa, al mare o in montagna, vorrà trascorrerci tempi più lunghi. Ma, ci sarà chi di una casa di vacanze farà la propria residenza abituale, soprattutto se non avrà necessità di tornare a lavorare spesso in un contesto urbano e se il costo della vita in quel luogo è inferiore rispetto alla città.

Gli operatori confermano infatti che dopo il confinamento forzato la richiesta di seconde case si è incrementata. Nel momento in cui viene limitata dall’oggi al domani la possibilità di spostamento – e che si tocca con mano come quello che si dava per scontato può non esserlo più – la possibilità di avere una casa in qualche località turistica raggiungibile in auto e in poco tempo è tornata di attualità e di interesse. Il fatto di vivere in un paese ricchissimo di territori unici e di rara bellezza è poi un elemento fondamentale, che forse ci stava sfuggendo.

Al contempo, l’offerta di seconde case è diventata più esigua. Molti proprietari, temendo di svalutare il proprio immobile, hanno preferito ritirare la casa dal mercato o, meglio, metterla a reddito affittandola, tenuto conto del massiccio ritorno a fare vacanze in Italia e di preferenza non in albergo.

Un importante catalizzatore per il mercato sarà̀ poi costituito dal riconoscimento anche alle seconde case delle detrazioni Ecobonus e Sismabonus al 110%, previste nel Dl Rilancio. Ciò potrebbe determinare un importante aumento della richiesta di immobili usati e da ristrutturare, con intuibili benefici sia per il sistema economico in generale e sia per migliorare la qualità del nostro patrimonio immobiliare, con una maggiore efficienza sotto il profilo energetico e sul fronte della prevenzione dei danni per eventi sismici.

In sintesi, quindi, le seconde case potrebbero andare incontro a una nuova vita e a nuovi utilizzi, del tutto inimmaginabili prima della pandemia. Una bella opportunità, speriamo, dietro a un problema tanto grave e rilevante!

Maurizio Fraschini
Maurizio Fraschini
Avvocato del Foro di Milano e Parigi, è partner dello studio Puri Bracco Lenzi e Associati. Si occupa di M&A, real estate e private equity. Ha una consolidata esperienza nella strutturazione e realizzazione di operazioni societarie straordinarie e, in particolare, nella gestione dei differenti aspetti degli investimenti e della contrattualistica nel settore real estate.
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