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Schroders: Los Angeles piace agli investitori

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nella Top30 c’è solo una città europea: Parigi, che è riuscita a migliorare la sua posizione rispetto alla classifica dell’anno scorso

  • Londra, nonostante l’incertezza della Brexit, resta saldamente al secondo posto, visto che la sua base economica risulta essere molto consolidata

Secondo l’indice Global cities di Schroders, Los Angeles è la città più solida a livello economico e interessante per gli investitori a livello globale

Los Angeles è la città più solida a livello economico e più interessante per gli investitori. Per il quarto anno di seguito LA si posiziona ai vertici dell’indice Global cities di Schroders, che classifica le città globali sulla base di tre punteggi proprietari: impatto economico, impatto universitario e per il primo anno impatto ambientale. Pur restando al primo posto, il punteggio complessivo ottenuto da Los Angeles è diminuito a causa di uno score mediocre sull’impatto ambientale.

Londra mantiene il secondo posto, grazie a un’economia che continua ad attrarre società multinazionali, alle eccellenti università che ospita e al buon punteggio ottenuto in termini di impatto ambientale. “Il fatto che abbia mantenuto il secondo posto nell’Indice non ci sorprende. Sebbene sia stata interessata da una notevole incertezza generata da Brexit e dal conseguente contesto politico, i fondamentali sottostanti restano allettanti per gli investitori. Con un’economia che continua ad attrarre società multinazionali e professionisti altamente specializzati, una grande quantità di spazi verdi, acqua pulita e sicura, energia e trasporti pubblici, Londra resta popolare tra gli investitori” spiega Tom Walker, Co-Head of Global Cities.

Hong Kong, anche lei conferma il terzo posto. L’unica città europea che entra a far parte della classifica è Parigi, che rispetto all’anno scorso sale di tre posizioni.Tra i principali cambiamenti di quest’anno notiamo Stoccolma, che è entrata nella top 30 per la prima volta, al 29° posto, grazie a punteggi notevoli dal punto di vista ambientale e di Pil. Si tratta dell’unica città scandinava inclusa tra le prime 30 posizioni.

Anche le città statunitensi Seattle e Austin hanno scalato la classifica. Entrambe sono all’avanguardia nell’economia della conoscenza e offrono nuovi posti di lavoro ben retribuiti rispetto ad altre località, come mostra l’ottimo punteggio sul reddito medio. Seattle e Austin sono riuscite a ottenere questo risultato nonostante non siano città molto grandi se paragonate ad altre metropoli globali.

Le città cinesi hanno ottenuto punteggi poco elevati a livello di impatto ambientale, e ciò le ha portate a perdere posizioni in classifica. Tuttavia, pur avendo ottenuto valutazioni basse sulla qualità dell’aria e dell’acqua, Pechino e Shanghai continuano a essere parte della top 20, rispettivamente al 19° e 20° posto, grazie ai rating elevati sull’impatto economico e quello universitario. Gli analisti di Schroders restano comunque ottimisti riguardo alle città cinesi, in virtù del loro crescente utilizzo di combustibili a basse emissioni. Le città sono responsabili per oltre il 70% delle emissioni globali di CO2 e il modo in cui rispondono al rapido processo di urbanizzazione globale, così come alle preoccupazioni ambientali e sociali, rappresenta sia una sfida che un’opportunità per policymaker, residenti e investitori” dichiara Walker.

Esistono molti città con basse valutazioni ambientali che sono all’avanguardia nelle politiche urbane di sostenibilità. “Ci aspettiamo quindi che molte di queste città miglioreranno i loro rating nei prossimi anni, in particolare quelle cinesi. Sebbene le emissioni di gas a effetto serra cinesi rappresentino circa il 27% delle emissioni totali a livello mondiale, quelle a livello pro-capite sono inferiori rispetto agli Stati Uniti. Riteniamo che la transizione verso forme di energia rinnovabile e il crescente utilizzo di veicoli elettrici siano due aree in cui le emissioni delle città cinesi diminuiranno a ritmo sostenuto” conclude Walker.

 

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