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Real estate: settore in salute, più giovane, green e smart

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

24 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’eredità della crisi sanitaria si concretizzerà in nuove modalità di progettazione degli immobili

  • Se fino a pochi mesi fa, a farla da padrona erano i monolocali, ora – anche nelle grandi città – la richiesta si focalizza su appartamenti più spaziosi, trilocali e quadrilocali, con terrazze o giardini

L’epidemia da covid-19 sta cambiando profondamente il real estate e le aspettative degli investitori e utilizzatori. Come dice Breglia (Scenari Immobiliari): “Niente sarà come prima”. Ma gli italiani restano propensi all’acquisto del mattone, “con più consapevolezza ed esigenze diverse”, spiega Gigio (Coldwell Banker Italy)

Dopo la tempesta legata all’esplosione dell’epidemia da covid-19, dal mondo immobiliare arrivano segnali rassicuranti. Le previsioni per il futuro sono, infatti, più ottimistiche, a fronte di un comparto che cambia volto.

“Nonostante i primi timori iniziali il mercato immobiliare non ha rallentato la sua crescita; al contrario: gli italiani si sono dimostrati propensi ad acquistare un immobile, con più consapevolezza ed esigenze diverse”, dichiara Roberto Gigio, presidente e ceo di Coldwell Banker Italy, che poi aggiunge che durante il lockdown molti hanno infatti maturato l’esigenza di spazi più grandi e più verdi, nell’ottica di dover trascorrere sempre più tempo nelle proprie abitazioni.

Se infatti fino a pochi mesi fa, a farla da padrona erano i monolocali, ora – anche nelle grandi città – la richiesta si focalizza su appartamenti più spaziosi, trilocali e quadrilocali, con terrazze o giardini e con spazi verdi condominiali.

Di avviso simile anche Scenari Immobiliari. Da un loro sondaggio è emerso, infatti, che l’eredità della crisi sanitaria si concretizzerà in nuove modalità di progettazione degli immobili, con una maggiore attenzione per la qualità del costruito in termini di comfort, ampiezza vani, spazi intermedi.
“È indubbio che quanto accaduto cambierà profondamente il real estate e le aspettative di investitori e utilizzatori. Il ‘niente sarà come prima’ nel settore immobiliare è una realtà che si concretizzerà nei prossimi anni, con profonde trasformazioni sui prodotti e nei mercati”, ha proseguito Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, presentando, qualche giorno fa, l’outlook, giunto alla ventesima edizione.

Prospettive 2020-2021

Quanto alle attese per i prossimi mesi, le news che arrivano sono rassicuranti. Le previsioni per gli ultimi mesi del 2020 sono, infatti, decisamente meno negative di quelle, catastrofiche, attese del primo trimestre. “Dopo i vari lockdown i mercati hanno ripreso una modesta attività in Europa e nel quarto trimestre si dovrebbe tornare ai trend normali in tuti i Paesi dell’area Ue. Nel complesso, ci stiamo avviando verso una fase di ‘quiete’ che prenderà vita nel 2021, ovviamente in uno scenario dove i vaccini siano distribuiti a gran parte della popolazione mondiale, con l’economica, anche grazie ai grandi interventi pubblici, in ripresa”, ha dichiarato Breglia.

Le sfide però restano alte. I numeri del passato sono infatti preoccupanti. In termini di volumi di compravendite, l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ha registrato, nel secondo trimestre, per il settore residenziale, una variazione tendenziale negativa del 27,2%, che si somma al -15,5% del primo trimestre,  imputabile alle misure adottate per il contenimento del covid-19 che hanno drasticamente limitato la possibilità di stipulare i rogiti notarili soprattutto nel mese di aprile.

I dati Istat

Nel frattempo, notizie positive arrivano dal rapporto Istat sui prezzi delle abitazioni. Secondo le stime preliminari dell’Istituto nazionale di statistica, nel secondo trimestre 2020 l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, è aumentato del 3,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (era +1,7% nel primo trimestre 2020). L’aumento tendenziale dei prezzi delle abitazioni, il più ampio da quando è disponibile la serie storica dell’Ipab, è attribuibile sia ai prezzi delle abitazioni nuove (+2,7%) sia a quelli delle esistenti (+3,7%), entrambi in accelerazione rispetto al trimestre precedente (erano rispettivamente +1,0% e +1,9%).

Investimenti

Dal punto di vista degli investimenti, il nostro mercato non smetterà di attrarre investimenti.
“Nel 2021, gli investimenti privilegeranno in particolare i segmenti residenziale, logistico/industriale e terziario a Milano così come a Roma dove anche i mercati di nicchia si ritaglieranno una buona fetta del totale – ha spiegato Breglia, che poi ha concluso dicendo che dal loro sondaggio è emerso che l’eredità della crisi sanitaria si concretizzerà in un riequilibrio dei valori immobiliari, con un calo dei rendimenti sul breve periodo e più investimenti sul lungo, in nuove modalità di progettazione degli immobili, con una maggiore attenzione per la qualità del costruito in termini di comfort, ampiezza vani, spazi intermedi”.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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