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Real estate, l’immobiliare europeo quota a sconto del 10%

Real estate, l’immobiliare europeo quota a sconto del 10%

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

21 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Da un punto di vista geografico, Germania, Spagna e Svezia dovrebbero registrare i tassi di crescita più alti

  • Da un punto di vista settoriale, il comparto industriale e quello logistico dovrebbero continuare a sovraperformare quasi ovunque, così come il settore residenziale, specialmente in Germania

Quadro favorevole per il settore immobiliare. Secondo Damien Marichal di Degroof Petercam AM le aspettative di ritorno totale per i prossimi due anni raggiungono l’8-9% annuo, di cui la metà è rendimento da entrate (dividendi) e l’altra metà è rendimento sul capitale

“Il settore immobiliare quotato è oggi valutato positivamente con uno sconto del 10% circa, se paragonato al mercato diretto, mentre le aspettative di ritorno totale per i prossimi due anni raggiungono l’8-9% annuo, dei quali la metà è rendimento da entrate (dividendi) e l’altra metà è rendimento sul capitale (la crescita del Nav derivante essenzialmente dalla crescita degli affitti a parità di condizioni)”. Lo ha detto Damien Marichal, co-gestore delle strategie sull’immobiliare quotato europeo di Degroof Petercam AM, che ritiene che nonostante la prossimità della fine del ciclo rialzista dei mercati immobiliari, l’outlook globale rimanga relativamente solido per i prossimi due anni.

Secondo Marichal, i principali rischi per il settore immobiliare, come un incremento dei tassi d’interesse e un declino economico, sono mitigati rispettivamente dall’esistenza di uno spread elevato rispetto alla media storica (rendimento implicito degli immobili meno i tassi d’interesse) e di un mercato degli affitti abbastanza incoraggiante grazie a una domanda soddisfacente e ad un’offerta contenuta.

Non tutti i Paesi, però, sono uguali. “Da un punto di vista geografico, Germania, Spagna e Svezia dovrebbero registrare i tassi di crescita più alti, mentre dal punto di vista settoriale, i settori industriale e logistico dovrebbero continuare a sovraperformare quasi ovunque, così come quello residenziale, specialmente in Germania”, ha puntualizzato il co-gestore delle strategie sull’immobiliare quotato europeo di Degroof Petercam AM, che poi ha aggiunto che “alcuni mercati degli uffici continueranno a distinguersi in Spagna, a Parigi e in Svezia”, mentre “il settore retail continuerà a dover affrontare un contesto difficile, ma a quanto pare ciò è già prezzato nei prezzi delle azioni delle società principali come Unibail Rodamco Westfield, Klepierre o Carmila”.

Fotografia di Damien Marichal, co-gestore delle strategie sull'immobiliare quotato europeo di Degroof Petercam AM
Damien Marichal, co-gestore delle strategie sull'immobiliare quotato europeo di Degroof Petercam AM

E in Italia? Nel nostro Paese, le società real estate quotate sono quasi inesistenti (Brioschi, Compagnia Immobiliare, Gabetti, Igd, Plc, Restart e Risanamento) poiché questo settore è appannaggio quasi esclusivo dei fondi chiusi. Sicuramente però, in generale, i fondi hanno in pancia società attive nel real estate che investono pure in Italia.

Come sta andando, quindi, il settore immobiliare nel nostro Paese? Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel terzo trimestre 2018 le compravendite di unità immobiliari sono state 175.102, in diminuzione dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, però, le transazioni immobiliari sono aumentate complessivamente dell’1,6%. “L’andamento dell’indice destagionalizzato delle compravendite registra nel terzo trimestre 2018 un lieve segnale di flessione del mercato immobiliare, dopo sei trimestri di espansione. Fa eccezione il Centro che continua a mostrare una tendenza positiva – ha osservato l’Istat presentando i dati – L’indice destagionalizzato dei mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare cresce ancora, raggiungendo nel centro i valori medi del 2010”.

Stefania Pescarmona
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