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Real estate e impact investing: il “mattone d’impatto”

Real estate e impact investing: il “mattone d’impatto”

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

26 Marzo 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il mercato globale dell’impact investing è raddoppiate, passando da 114 miliardi di dollari del 2017 a 228 miliardi a fine 2018

  • È opinione condivisa tra gli investitori immobiliari e gli asset manager che esista un collegamento positivo tra i rischi e le opportunità Esg

Aberdeen Standard Investments ha esaminato il collegamento tra l’integrazione dei fattori Esg e il rendimento finanziario nel settore immobiliare. Una robusta integrazione dei fattori Esg produce quantomeno un rendimento in linea col mercato, oltre a vantaggi ambientali e sociali

Nel 2018, le dimensioni del mercato globale dell’impact investing sono raddoppiate, da 114 miliardi di dollari del 2017 a 228 miliardi, secondo quanto è emerso da Global Impact Investing Network Annual Survey

Per soddisfare la domanda, gli asset manager cercheranno, quindi, probabilmente di creare nuovi prodotti di investimento.

E gli occhi vanno anche sul mercato immobiliare, dove occorre passare a una visione più ampia. “È opinione condivisa tra gli investitori immobiliari e gli asset manager che esista un collegamento positivo tra i rischi e le opportunità Esg”, dichiara Dan Grandage, head of Esg real estate di Aberdeen Standard Investments, che ricorda che il tentativo di contenere gli effetti dannosi provocati dall’uomo sull’ambiente non è una novità. Oggi l’attenzione si concentra sull’adozione di un approccio proattivo e consapevole alle strategie di investimento, che sia misurabile e nello stesso tempo contribuisca a ottenere un risultato migliore e un esito aggiuntivo rispetto a una scelta alternativa. Da qui nasce il concetto di impact investing, un termine sotto i riflettori in questo momento, che suggerisce intenzionalità e fermezza.

Ora però non basta più concentrarsi soltanto sul modo migliore per gestire sostenibilmente risorse limitate o per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas nocivi. Ci si chiede a questo punto dove inizi una buona integrazione dei fattori Esg e il concetto di impatto, nonché come evitare il rischio del cosiddetto impact washing, dove l’impatto sociale diventa solo un’etichetta per altre tipologie di investimento.

“Chiaramente non si produce un impatto positivo in modo casuale, ma con investimenti mirati che cercano di risolvere specifiche problematiche sociali o ambientali”, aggiunge Grandage, che fa poi riferimento a un loro recente report, Challenging Perceptions, in cui – esaminando il collegamento tra l’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) e il rendimento finanziario nel settore immobiliare – è emerso che una robusta integrazione dei fattori Esg produce quantomeno un rendimento in linea col mercato, oltre a vantaggi ambientali e sociali.

“Lo strumento proprietario di ASI, chiamato Esg momentum, identifica la posizione di un fondo immobiliare e degli edifici sottostanti nello spettro degli investimenti Esg rispetto alla nostra idea sui fattori trainanti del cambiamento su scala globale. Questo indicatore – spiega Grandage – è un punto di riferimento estremamente utile per monitorare i progressi di un fondo nella capacità di creare soluzioni per affrontare, in modo tangibile e misurabile, le sfide del cambiamento climatico nel lungo termine, le crescenti disparità sociali, la sostenibilità della produzione e dei consumi”. Tale strumento facilita il conseguimento di un beneficio sociale o ambientale che sia in linea con la strategia di investimento di un fondo specifico, con la propensione dei clienti del fondo e con le necessità di un determinato mercato locale o della comunità in cui il fondo opera.

Dal punto di vista di ASI, questo processo è l’inizio di un iter volto a garantire che i principi dell’impact investing diventino un punto saldo per tutti i fondi immobiliari di Aberdeen Standard Investments. “Infatti, è prevedibile che tematiche oggi appartenenti alla sfera dell’impact investing entrino, in un futuro non troppo lontano, nel mainstream” , dichiara Grandage, che poi conclude dicendo che questo non significa che non ci sia spazio per un fondo a impatto diretto. “Tutt’altro. Stiamo cercando di sviluppare un fondo a valore aggiunto che risponda a specifici sustainable development goals, avvalendoci dello strumento Esg momentum per misurare l’impatto della strategia”.

Stefania Pescarmona
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