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Real estate crowdfunding, agli investitori piace sempre di più

Real estate crowdfunding, agli investitori piace sempre di più

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Contributor, Leonardo Grechi

12 Settembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Il mercato del real estate crowdfunding continua a crescere globalmente, ma il fenomeno si manifesta con modalità differenti negli Usa rispetto al Vecchio continente. E In Italia?

Oltre 11,9 miliardi di dollari sono stati transati, globalmente, attraverso piattaforme digitali che si occupano di crowdfunding immobiliare, a conferma dell’apprezzamento diffuso da parte degli investitori per i nuovi strumenti di finanza alternativa. Gli Stati Uniti continuano a essere leader del settore con una raccolta totale di 7,4 miliardi di dollari, mentre l’Europa si posiziona al 2° posto con 1,75 miliardi di dollari. Nel resto del mondo si arriva ‘appena’ a 1,7 miliardi di dollari distribuiti in modo non uniforme nelle macro-aree dell’Asia-Pacifico, Medio Oriente e Sud America.

Il mercato del real estate crowdfunding continua dunque una fase di forte espansione dal punto di vista dei capitali raccolti, ma il fenomeno sembra essere trainato da dinamiche differenti nelle diverse aree geografiche. La capacità di attrarre nuove masse segue infatti logiche differenti a seconda delle aree prese in considerazione e il livello di maturità raggiunto dal settore rappresenta la discriminante fondamentale. Risale infatti al biennio 2013/2014 il grande sviluppo del real estate crowdfunding statunitense, mercato che può considerarsi oggi maturo e che si compone di pochi player (38), di dimensioni cospicue e capaci di attrarre enormi masse di investimenti.

Diversa è la situazione in Europa: il mercato ha avuto il suo exploit in un passato più recente, a cavallo di biennio 2015/2016 e si può affermare che sia l’ingresso nel mercato di nuove piattaforme (se ne contano 58) a fornire il contributo più importante nel raggiungimento di nuovi investitori e di nuove aziende clienti.

Se ci focalizziamo in Europa e in Uk, il mercato principale all’interno dell’Unione è quello tedesco, dove le piattaforme hanno toccato la vetta dei 393 milioni di euro investiti, seguito da Francia (196), Estonia (134), Svezia (123), Spagna (82), Austria (24), Italia (8,6) e Lituania (3,7). Considerando anche Regno Unito e Svizzera (391 e 241 milioni rispettivamente), il conteggio arriva a 1,75 miliardi.

Facendo poi uno spaccato sull’Italia, è da rilevare come gli operatori attivi, sia italiani che esteri, siano ad oggi soltanto cinque. Questo perché il fenomeno del crowdfunding immobiliare è di recente introduzione nel nostro paese, dove il debutto dei primi operatori sul mercato si è avuto soltanto nel 2017: la piattaforma italiana Walliance e la spagnola Housers, sono state infatti le prime realtà a introdurre questa forma di investimento alternativo e occupano oggi, rispettivamente, il 1° e il 2° posto per capitali raccolti (rispettivamente 11,1 milioni e 6,28 milioni, dato aggiornato al 30 giugno 2019).

I dati fino a ora elencati, sono stati anticipati dalreal estate crowdfunding report, realizzato dal Politecnico di Milano in collaborazione con il gruppo Bertoldi. L’elaborato offre infine un’analisi di scenario sulle prospettive future, che si articolano suquattro direttive:

1) concentrazione del mercato: nei paesi dove il real estate crowdfunding è presente e attivo da più tempo, come detto, la crescita del numero di piattaforme si sta arrestando, segnale che fa presumere una maggiore consapevolezza da parte degli investitori, che preferiscono investire attraverso portali in grado di dimostrare un solido track record e un numero adeguato di progetti immobiliari;

2) creazione di fondi di investimento interni alle piattaforme: l’aumento delle masse investite ha spinto e, presumibilmente, spingerà sempre di più i gestori dei portali a creare sistemi di investimento automatico interni alle piattaforme, insieme alla possibilità di creare dei veri e propri portafogli diversificati sulle diverse tipologie di sottostante immobiliare;

3) operazioni transfrontaliere: la corsa per conquistare nuove fette di mercato sarà facilitata se, come si auspica, nel prossimo futuro si potrà arrivare a un’armonizzazione delle regole europee in tema di european crowdfunding service providers (questo faciliterà infatti le piattaforme sia nella raccolta di capitali che nella ricerca di nuovi progetti di sviluppo cross-border);

4) opportunità di sviluppo offerte dal mondo proptech: IoT, property management, big data e blockchain sono quattro direttive su cui anche il mondo del real estate si sta muovendo e non è escluso che anche le piattaforme di crowdfunding possano essere protagoniste, sia come utilizzatrici che come finanziatrici di progetti basati su nuove tecnologie.

A cura di Leonardo Grechi, network and business developer di Walliance

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Contributor , Leonardo Grechi
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