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Olimpiadi 2026 non porteranno vero sviluppo

Olimpiadi 2026 non porteranno vero sviluppo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

19 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Lo Schroders Global Cities Index si basa su un modello a 5 fattori che guarda ai driver economici di una città piuttosto che alla sua vivibilità

  • “Riteniamo che gli effetti di eventi simili siano sostanzialmente temporanei, anche se gli eventi sportivi possono comunque rafforzare le qualità di una città”

Schroders non include Milano nel suo Global Cities Index, nemmeno adesso che la città ha ottenuto di ospitare le Olimpiadi 2026. Lo sviluppo, è altra questione. Hugo Machin, co-head of Global real estate securities, Schroders spiega perché

Olimpiadi 2026 e sviluppo immobiliare

L’intervista a Hugo Machin, co-head of Global real estate securities, Schroders

Milano e l’Italia in generale al momento non sono inclusi nei vostri outlook immobiliari, per quale motivo?

Lo Schroders Global Cities Index si basa su un modello a 5 fattori che guarda ai driver economici di una città piuttosto che alla sua “vivibilità”. Milano a livello globale non è grande come molte città cinesi e nordamericane, nonostante lo status di cui gode in Europa. Il nostro modello pesa per l’80% la grandezza attuale e per il 20% le prospettive di crescita futura, dato che riteniamo che per avere successo una città debba avere una grandezza adeguata.

In una scala da 1 a 10, i risultati di Milano per i fattori considerati sono i seguenti:

Cambierà qualcosa in vista del fatto che Milano ospiterà le Olimpiadi del 2026?

Non abbiamo incluso le Olimpiadi Invernali del 2026 nella nostra analisi, dato che si tratta di un evento una tantum, più che un driver di successo di lungo periodo.

Qual è l’impatto di un evento sportivo di queste dimensioni sul mercato immobiliare a Milano? E più in generale? Si tratta di un effetto temporaneo o strutturale?

Riteniamo che gli effetti di eventi simili siano sostanzialmente temporali, anche se gli eventi sportivi possono comunque rafforzare le qualità di una città. Tuttavia, è difficile quantificarle sul lungo periodo.

Quali altri fattori al di là di questo tipo di eventi possono influenzare lo sviluppo globale di una città?

Le infrastrutture legate al trasporto sono un fattore chiave: rappresentano infatti la linfa vitale di una città. Le città con trasporti collettivi possono funzionare meglio, dato che le persone e le merci possono circolare liberamente. Un altro punto importante è che il trasporto di massa aiuta a rendere una città accessibile, dato che un numero maggiore di persone può vivere nella zona di tolleranza del pendolarismo, generalmente pari a 1 ora dal posto di lavoro. Il trasporto di massa è alla base del successo di una città. Il secondo fattore è l’istruzione terziaria, che alimenta l’economia della conoscenza e diventa una profezia che si auto adempie per quanto riguarda la creazione di benessere in una città.

In generale Milano è una città che tenete monitorata in vista di una possibile futura inclusione nel vostro indice?

Il nostro indice viene aggiornato ogni 6 mesi e sono i dati a guidare l’inclusione all’interno delle prime 30 città. Riteniamo però improbabile che Milano venga inclusa per via delle sue dimensioni.

Quali sono i punti di forza e quali le carenze che potrebbero determinarne lo sviluppo nel medio e lungo termine?

I tre pilastri alla base di una solida città sono trasporti, una politica urbanistica ragionevole e investimenti nell’istruzione. Le città di per sé sono i motori di qualsiasi economia e lo stesso discorso vale anche per Milano.

Teresa Scarale
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