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Nomisma, 2018 da record per i fondi immobiliari

Nomisma, 2018 da record per i fondi immobiliari

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Francesca Conti
Francesca Conti

26 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il numero di fondi destinati alla clientela retail tra il 2017 e il 2018 ha continuato a diminuire, passando da 21 a 17

  • Secondo le stime di Nomisma, nel 2018 sono nate 11 Sicaf immobiliari con un capitale sociale e riserve pari a circa 1,2 miliardi di euro

  • Dea Capital Real Estate Sgr si posiziona come prima società per asset gestiti, con circa 9,5 miliardi di euro di AuM

Secondo l’ultimo report di Nomisma nel 2018 in Italia si potevano contare 541 fondi immobiliari. Il numero di fondi destinati alla clientela retail è in costante declino e secondo il centro studi bolognese è destinato a proseguire fino al 2022

Il 2018 è stato un anno da record per i fondi immobiliari. A dirlo sono i dati dell’ultimo report di Nomisma, secondo il quale in Italia il numero di questi strumenti a fine anno ha raggiunto le 541 unità. Il conteggio del centro studi bolognese è basato sulla differenza tra l’incremento dei fondi a livello istituzionale e la diminuzione di quelli destinati alla clientela retail. Il numero di questi strumenti tra il 2017 e il 2018, infatti, è aumentato di 60 unità, di cui 33 iniziative riservate a investitori istituzionali e 27 fondi riservati ma con leva su base sostanziale, classificati in precedenza come fondi speculativi. Contemporaneamente, il numero di fondi destinati alla clientela retail ha continuato a diminuire, passando da 21 a 17 (arrivando a 14 ad inizio 2019). In sintesi, quindi, la variazione netta del numero di fondi è stata pari a 56, per una dimensione totale del settore pari appunto a 541 strumenti.

Questi sono solo alcuni dei dati inclusi nel nuovo Rapporto sui fondi immobiliari che Nomisma presenterà in occasione della nona edizione del Re Italy a Milano, il 4 e 5 giugno 2019. In base all’analisi di Nomisma, la lenta frenata dei fondi retail – che si concluderà con ogni probabilità entro il 2022, a meno di eventuali ulteriori proroghe o periodi di grazia – porta con sé una concentrazione del comparto ormai pressoché integrale a favore dei fondi di tipo riservato. Al posto dei fondi retail e in alternativa alle Sgr, che intanto si sono ridotte a 34 unità nel corso dell’anno, sono nate 11 società di investimento a capitale fisso (Sicaf) con un capitale sociale e riserve pari a circa 1,2 miliardi di euro.

La nascita di nuove iniziative, secondo Nomisma, sembra essersi concentrata soprattutto all’interno delle maggiori Sgr, dal momento che la quota in capo alle prime 5 società é aumentata dal 46,3% al 46,8% tra il 2017 e il 2018, così come quella relativa alle prime 10 società (dal 67,7% al 68,7%). Il totale degli attivi gestiti dall’industria dei fondi immobiliari, in particolare, nel corso del 2018 é aumentato di circa il 10% raggiungendo un totale di 77,8 miliardi di euro. Le prime tre Sgr, invece, nello stesso periodo hanno registrato una crescita pari al 19,9% degli attivi, attestandosi a 26 miliardi di euro.

L’aumento più rilevante, sempre secondo il report visionato da We Wealth, ha riguardato Generali Immobiliare Italia Sgr, passata dai 5,5 miliardi di euro di asset under management del 2017 agli oltre 9 miliardi di euro del 2018. Dea Capital Real Estate Sgr si conferma la prima società per asset gestiti, con circa 9,5 miliardi di euro di AuM. La trasformazione in atto nel settore risulta ormai consolidata se si osserva l’andamento del patrimonio gestito dai fondi suddiviso tra clientela retail e riservata. Al termine del 2018, infatti, la quota di patrimonio netto degli strumenti al dettaglio è ulteriormente scesa al 4% e tenderà progressivamente ad annullarsi con l’avanzare dei processi di liquidazione delle ultime iniziative rimaste sul mercato.

I fondi retail nella prima parte del 2018, spiega Nomisma, hanno fatto registrare una redditività media negativa nell’ordine del 3%, con un campo di variazione che va dal -8,2% al +0,4%. Per quanto riguarda i fondi riservati, invece, la redditività risulta in media positiva e pari all’1,3%, con un’oscillazione compresa tra +0,3% e +2,4%. Il dato relativo alla seconda parte del 2018 sarà disponibile solo ad aprile.

Francesca Conti
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