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Milano, una città vista con gli occhi delle donne

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

03 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • La domanda immobiliare è in progressivo aumento. Per il 60% è spinta dal ‘miglioramento abitativo’, per un 20% da necessità o passaggio dalla locazione, mentre per il restante 20% da investimento, per sé o per i figli

  • L’offerta è in calo, caratterizzata da tante case usate che hanno uno stato di manutenzione spesso mediocre se non cattivo

  • Nel momento in cui si va a costruire, occorre anticipare i desiderata di chi cerca casa: sostenibilità, comodità, contesto piacevole e spazi per poter lavorare comodamente da casa

  • Le donne rappresentano circa il 50% della popolazione, per cui tarare l’offerta immobiliare sui loro bisogni potrebbe generare notevoli opportunità per gli investitori e gli operatori del settore

Cresce la domanda di immobili, ma l’offerta non corrisponde ai desiderata. Cosa vorrebbero le donne? Ecco le risposte per la città di Milano

Domanda immobiliare in crescita ma offerta in calo, con prodotti obsoleti e non rispondenti ai desiderata degli italiani e soprattutto delle donne. Questo quanto emerso nella conferenza di Scenari Immobiliari, in cui il presidente Mario Breglia ha anticipato parte del “27° Forum W City: la città delle donne” che si terrà a S. Margherita Ligure il 13 e 14 settembre.

“La domanda immobiliare è in progressivo aumento. Per il 60% è spinta dal ‘miglioramento abitativo’, per un 20% da necessità o passaggio dalla locazione, mentre per il restante 20% da investimento, per sé o per i figli – ha spiegato Breglia, puntualizzando però che “la grande domanda di miglioramento abitativo si scontra con un’offerta in calo”, caratterizzata da “tante case usate che hanno uno stato di manutenzione spesso mediocre se non cattivo” e che “quindi il potenziale acquirente spesso rimane deluso e rinvia l’acquisto”.

Inoltre, il mercato è anche dominato da uno stock importante di case nuove non finite o prossime a essere completate: “Almeno 400mila alloggi”, ha quantificato Breglia, che poi ha spiegato che l’anno sta andando bene e anche le attese per i prossimi mesi sono buone. Il mercato immobiliare italiano ha chiuso, infatti, il primo semestre in crescita sul fronte degli scambi, ma ha fatto registrare prezzi ancora freddi, salvo che nelle grandi città.

Secondo i dati di Scenari Immobiliari, nei primi sei mesi del 2019, si sono realizzate 325mila compravendite, con un incremento del 12,1% rispetto al primo semestre del 2018 e per il 2019 si stima una crescita annuale del 9,8%, con un totale di 670mila compravendite. A fine giugno, Roma è risultata in decisa ripresa con un 12,5% in più di compravendite e, nell’ultimo periodo, ha fatto leggermente meglio di Milano, dove gli scambi sono aumentati del 12,3%.

Dal canto suo, Roberto Busso, amministratore delegato di Gabetti Property Solutions, è tornato poi ad alzare i riflettori sulle tipologie di case oggi esistenti. “Come Gabetti ci stiamo concentrando molto sulla cantieristica: se le case rimangono invendute è spesso colpa del fatto che non corrispondono a ciò che vogliono davvero gli acquirenti. Occorre quindi, nel momento in cui si va a costruire, anticipare già quelli che sono i desiderata di chi cerca casa: sostenibilità, comodità, contesto piacevole, spazi per poter lavorare comodamente da casa. Se cambiano i tempi, cambia anche il modo di vivere la casa”, ha commentato Busso, che poi ha proseguito dicendo che stanno riscontrando due grossi trend: “da una parte un aumento della domanda di acquisto, dall’altra la scelta di molti di rivalutare la casa già in possesso con interventi di riqualificazione quali l’ecobonus e il sismabonus, che consentono una ristrutturazione del patrimonio già esistente a condizioni più che vantaggiose”.

In questo contesto di città in profonda trasformazione, un ruolo sempre più importante lo rivestono le donne. “Le donne rappresentano circa il 50% della popolazione, per cui tarare l’offerta immobiliare sui loro bisogni potrebbe generare notevoli opportunità per gli investitori e gli operatori del settore”, ha infatti commentato Paola Ricciardi, country managing director di Duff & Phelps Reag.

In fin dei conti, per le donne, la casa “è il migliore investimento che si possa fare”. Lo ha detto Francesca Zirnstein di Scenari Immobiliari, anticipando le risposte relative a Milano della ricerca “W City: la città delle donne”, che è stata realizzata in collaborazione con il gruppo Gabetti Property Solutions, e che verrà presentata al Forum di settembre.

E se ci si focalizza solo su Milano, nel rapporto tra la città e la donna, la città della Madonnina può essere considerata woman friendly e ciò dipende non solo dalla capacità del luogo urbano di adeguarsi ma dalla capacità delle donne di fare lo stesso. “La popolazione femminile vive molto più tempo fuori casa rispetto al passato, si sente parte della Polis, vi partecipa e ritiene i temi della sicurezza, delle infrastrutture di trasporti e servizi necessari per conciliare al meglio lavoro, famiglia, aspirazioni personali. Se questo è evidente la città, in questo caso l’area metropolitana milanese, è considerata adatta alla vita femminile”, ha dichiarato Zirnstein, ricordando però che alcune migliorie potrebbero essere fatte. Dalla ricerca è emerso, infatti, che alle donne che lavorano serve sicurezza, flessibilità negli orari dei negozi, spazi ricreativi e mobilità; a quelle che stanno a casa servono più punti di aggregazione e più attività di vicinato; a chi ha figli interessano servizi e smart working per conciliare vita privata e lavoro; alle signore sole importano la sicurezza e il prolungamento degli orari di alcuni servizi; infine alle anziane premono i servizi di assistenza domiciliare e residenze dedicate per combattere anche il fenomeno della solitudine”.

Quanto alle aree di Milano preferite dalle donne, al vertice c’è Brera, che continua a essere fra i luoghi preferiti, elegante, nascosta e pedonale. Alla tradizione si unisce però l’innovazione e quindi ecco City Life in cui si sposano architettura, presenza umana e verde; poi Porta Nuova nel suo look bello, nuovo e luminoso. Seguono i giardini e i parchi della città, come i giardini Indro Montanelli, il parco Sempione e il castello, il parco delle Cave, quello delle Groane e il parco nord. Infine, il Duomo, le vie della moda e Sant’Ambrogio concludono le preferenze sommandosi ai luoghi di Leonardo, la Vigna, Santa Maria delle Grazie e i musei. E, tra le curiosità, spuntano gli oratori della tradizione milanese, che continuano a mantenere un ruolo importante nella gestione familiare.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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