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Milano, rallentano gli investimenti immobiliari

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

16 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Lisbona è la città europea che continua ad attirare più investimenti immobiliari, seguita da Berlino, Dublino e Madrid

  • Milano perde posizioni, dal 17° del 2018 alla 20° del 2019. Gli investitori esteri hanno infatti ancora poca fiducia nel governo giallo verde

Secondo il nuovo report pubblicato da PwC, l’immobiliare resta un investimento solido sopratutto in momenti di instabilità finanziaria. In Italia la fiducia degli investitori esteri è in calo rispetto a un anno fa e a parlare sono i numeri

L’immobiliare non passa mai di moda. Anzi, in questo periodo di forte turbolenze economica e instabilità politica sembra essere un’ancora di salvezza. Questo quanto emerge dal Emerging Trends in Real Estate® Europe 2019, il rapporto annuale, pubblicato dall’Urban Land Institute (Uli) e da PwC, che raccoglie le opinioni di oltre 885 professionisti immobiliari in Europa, provenienti da 22 Paesi, tra cui investitori, promotori, finanziatori e consulenti.

Lisette van Doorn, Ceo di Uli Europe, ha dichiarato: “Gli investitori stanno diventando più cauti e le scelte d’investimento e sviluppo sono sempre più guidate dalla valutazione dei fondamentali economici. Il sentiment è più negativo nelle città e nei paesi che affrontano rischi geopolitici più elevati, il che crea incertezza. La Brexit è un chiaro esempio in questo senso, un certo numero di intervistati ritiene che il Regno Unito perderà parte del suo vantaggio competitivo, il che influisce sulle prospettive di investimento e di sviluppo”.

Questa prudenza si riflette anche nelle aspettative legate alla disponibilità di capitale e debito, con circa il 28% degli intervistati che ritiene che l’ammontare di capitale disponibile per il rifinanziamento o nuovi investimenti aumenterà del 50 percento rispetto allo scorso anno. Tuttavia, nello scorso anno la fiducia è stata particolarmente elevata e ci sono poche preoccupazioni ad oggi sulla liquidità, anche per settori sfidanti come il retail, come dimostra la maggioranza degli intervistati, (54%) che ritiene che la disponibilità di capitale resterà pressoché invariata.

Uno dei principali ostacoli all’investimento continua ad essere la disponibilità di asset adeguati man mano che i capitali continuano a fluire verso l’Europa, con forti aumenti attesi dall’Asia. Questa condizione sta mettendo sotto pressione il mercato core, con il 70 percento degli intervistati che concorda sul fatto che i prime asset siano troppo costosi.
Lia Turri, Partner PwC – real estate Assurance leader Italy, ha spiegato che ‘’si rende sempre più necessario ricercare asset class alternative in grado di sopperire alla disponibilità di asset adeguati. Già quest’anno la percentuale di intervistati che ha dichiarato di investire in alternative è passata da circa il 28 percento del 2015 a circa il 60 percento. In questo scenario gli operatori dovranno fare di più per ottenere dei risultati economici stabili, definendo strategie precise che consentano di combinare la sostenibilità economica a medio lungo termine del loro business con la consapevolezza del ruolo che l’industry del Real Estate è chiamata a svolgere nella società. Il real estate predispone i luoghi dove le persone lavorano, vivono, giocano, ricevono educazione e cure mediche ed è impensabile che i cambiamenti demografici, tecnologici e le trasformazioni oggi in atto nella nostra società non abbiano un impatto.’
Stando al report Lisbona risulta essere la città europea che attira maggiori investimenti immobiliari, seguita a ruota da Berlino, Dublino, Madrid e Francoforte. Milano perde posizioni e si classifica al 20° posto (nel 2018 si era posizionata al 17° posto), Roma conferma invece il suo 28° tra i mercati europei come un’anno fa.

Focus Italia

Milano

In Italia Milano continua a rimanere la città che attira il maggior numero di investimenti, anche se perde posizioni in classifica. Attualmente si classifica infatti al 20° posto, mentre nel 2018 era 17°. La perdita di posizioni, secondo il report, è dovuta probabilmente all’effetto delle elezioni nazionali del 2018, che hanno portato alla formazione di un governo di coalizione populista ed euroscettico.

I più cauti risultano gli investitori internazionali che non hanno molta familiarità con il paese: “eviteremo l’Italia a meno che ci venga presentata un’opportunità eccezionale”, afferma un grande sviluppatore americano in espansione in Europa. “Milano è in crescita ed è una città vitale, tuttavia al momento l’unico problema con gli investimenti italiani è il governo nazionale “, dice un altro player internazionale.

Ciò nonostante, il profilo globale di Milano attira ancora i retailer internazionali. I nuovi arrivati includono Starbucks e il primo negozio NBA, mentre Apple ha aperto un flagship store nel centro città. E nel 2019 è prevista l’apertura del primo negozio italiano di Uniqlo.

Per quanto riguarda l’affitto residenziale in tutte le sue forme sarà un’opportunità in città nei prossimi anni, a causa del divario tra offerta e domanda. Il trend demografico negativo del comune di Milano si è recentemente invertito, e la città cerca alloggi moderni per i suoi oltre 200.000 studenti.

Roma

Roma si conferma stabile al 28° posto, come un anno fa. Gli intervistati vorrebbero infatti investire su Roma, ma la visione prevalente è che la città sia troppo complessa e imprevedibile. “Politicamente, la città è problematica”, afferma un investitore italiano.
“A meno che la politica e l’approccio generale della città cambino, questo limiterà sempre il nuovo capitale. Non vedo un cambiamento strutturale molto presto, purtroppo”. “Milano oggi è in forte espansione, mentre Roma sta soffrendo”, dice un altro intervistato italiano.

I rendimenti a Roma, però, offrono un premio di 50-75 punti base rispetto a Milano. Alcuni operatori di private equity statunitensi e hedge fund, che hanno acquistato NPL italiani, hanno investito direttamente a Roma, così come a Milano.

Diversi investitori internazionali si sono invece diretti verso edifici da convertire a residenziale. Come destinazione turistica, Roma rimane invece il più grande mercato in Italia per transazioni alberghiere, con il 20 percento del totale degli scambi nell’ultimo anno.

Giorgia Pacione Di Bello
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