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Milano, dalle trasformazioni urbane attesi 2,9 miliardi

Milano, dalle trasformazioni urbane attesi 2,9 miliardi

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

12 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel prossimo decennio (2019-2029) Milano si posizionerà al 1° posto per investimenti (13,1 miliardi di euro previsti), con un significativo distacco da Monaco (10,8 miliardi), Amsterdam (10,2 miliardi), Stoccolma (9,5), Dublino (9,1) e Madrid (8,7)

  • Le nuove sfide che Milano dovrà affrontare riguardano principalmente le aree meno centrali dove sono posizionate le nuove opportunità di sviluppo urbano e le future strategie di una rinnovata visione della città

Questo l’ordine di grandezza che Scenari Immobiliari si aspetta, nel periodo 2019-2024, per la sola città di Milano. La parte da leone ce l’hanno le trasformazioni immobiliari localizzate nelle aree semicentrali, periferiche e periurbane dell’area milanese

Con 13,1 miliardi di euro previsti, nel prossimo decennio (2019-2029), Milano sarà la metropoli europea che avrà la maggiore capacità di attrarre nuovi capitali nel settore immobiliare. Lo si apprende all’interno del Rapporto 2019 sul mercato immobiliare di Milano, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Risanamento, dal titolo “A star is born”, che prevede che la città meneghina si posizioni al primo posto per investimenti, distaccando ampiamente Monaco (10,8 miliardi), Amsterdam (10,2 miliardi), Stoccolma (9,5), Dublino (9,1) e Madrid (8,7).

“Milano nei prossimi anni, ha un patrimonio di iniziative di sviluppo urbano tra i più alti tra le città comparabili, con un potenziale attrattivo di investimenti immobiliari mai visto negli anni passati”, ha dichiarato Davide Albertini Petroni, managing director di Risanamento, che ha parlato dell’importanza, per la Città Metropolitana, di ampliare i confini “in modo da continuare ad avere quel potenziale attrattivo di investimenti vigente oggi, per un lungo periodo di tempo”

Dal canto suo Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, ha infatti confermato che “le nuove sfide che Milano dovrà affrontare riguardano principalmente le aree meno centrali dove sono posizionate le nuove opportunità di sviluppo urbano e le future strategie di una rinnovata visione della città. Milano deve, insomma, guardare oltre il ‘centro privilegiato’ ormai saturo e riqualificare, rigenerare, densificare e rendere attrattive e appetibili aree semicentrali, periferiche e periurbane”.

Investire nella qualità urbana e immobiliare dei “territori di mezzo” esterni alla Circonvallazione fino ad arrivare alle aree periurbane, può sicuramente essere un driver importante per gli investimenti futuri, supportato anche dall’orientamento delle strategie del Piano del governo del territorio (Pgt) recentemente adottato, che definisce la città del prossimo decennio (Milano 2030) come “una città connessa, metropolitana e globale, una città di opportunità, attrattiva e inclusiva, una città green, visibile e resiliente, una città fatta di quartieri e luoghi che si rigenerano”. Su questo tema si è pronunciata Vanessa Boato, partner dello studio legale K&L Gates, che ha commentato: “Milano è una città dinamica in continua crescita e le nuove disposizioni del Pgt, recentemente adottato, vanno verso una semplificazione anche procedimentale per il recupero del territorio. Uno degli esempi è la propensione dell’attuazione del Pgt attraverso la modalità diretta, residuando in alcuni casi, per i grandi interventi, la modalità con pianificazione convenzionale. Un secondo elemento significativo è dato da una maggiore libertà che permette la riqualificazione funzionale dell’esistente, anche attraverso il recupero del 100% della superficie lorda in caso di mutamento della destinazione d’uso”.

Dal rapporto di Scenari Immobiliari è emerso che complessivamente, nei prossimi anni, i più rilevanti interventi di trasformazione urbana/edilizia attualmente in corso o previsti, interesseranno una superficie territoriale di circa 12,5 milioni di metri quadrati che potrebbe generare una superficie sviluppata di 6,3 milioni di metri quadrati, concentrata prevalentemente nel settore residenziale (2,7 milioni di metri quadrati), terziario (1,3 milioni di metri quadrati), commerciale (1 milione di metri quadrati) e funzioni pubbliche di interesse sociale-collettivo (quasi 650 mila metri quadrati). In un arco temporale di 15 anni, le più rilevanti trasformazioni in atto o previste sull’intero territorio metropolitano, interesseranno prevalentemente superfici sviluppabili rivolte alla realizzazione una rinnovata offerta residenziale (43% della SLP), trophy asset direzionali (20%), commercio (16%) e sviluppi immobiliari di interesse sociale-collettivo quali strutture ospedaliere, campus universitari, centri di ricerca scientifica, tempo libero e sport. “Un cambiamento che determinerà un impatto sul mercato immobiliare stimabile nell’ordine di grandezza di almeno 21 miliardi di euro di valore aggiunto concentrato per oltre la metà (60%) nel comparto residenziale”, ha dichiarato Francesca Zirnstein, di Scenari Immobiliari, che poi ha concluso dicendo che “solo nel prossimo quinquennio (2019-2024), le principali trasformazioni urbane già avviate riverseranno sul mercato immobiliare una superficie complessiva di 730 mila metri quadrati con un impatto di valore aggiunto di circa 2,9 miliardi” e che, in particolare, quelle localizzate nelle aree semicentrali, periferiche e periurbane dell’area milanese interesseranno una superficie sviluppabile di circa 5,8 milioni di mq con un peso sull’intero territorio del 92% e un valore di mercato potenziale al termine del loro sviluppo di circa 18 miliardi (pari all’85% del valore potenziale dell’intera area milanese).

Stefania Pescarmona
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