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Mattone e fisco, la proposta di legge per la nuova Imu

13 Agosto 2019 · Elena Cardani · 3 min

Attualmente è in discussione la proposta di legge per la riforma dell’assetto dell’imposizione immobiliare locale, mediante l’unificazione dell’Imu e della Tasi

Con la proposta di legge n. 1429 del 7 dicembre 2018 è stata presentata la riforma dell’assetto dell’imposizione immobiliare locale prevedendo l’unificazione dell’imposta comunale sugli immobili (Imu) e del tributo per i servizi indivisibili (Tasi) e raccogliendo la normativa in un unico testo.

La proposta di legge non innova in maniera significativa l’attuale disciplina di Imu e Tasi, che rimangono non dovute per le prime case non di lusso, ma propone alcune semplificazioni principalmente riconducibili all’accorpamento dei due tributi. In particolare, la proposta di legge si compone di 13 articoli che prevedono l’abrogazione delle vigenti normative Imu e Tasi e l’introduzione della “nuova Imu”.

Il presupposto della nuova Imu resta il possesso di immobili, a esclusione dell’abitazione principale (salvo il caso in cui sia un’abitazione di lusso). La base imponibile è confermata essere, per gli immobili iscritti in catasto, il valore catastale rivalutato del 5% e moltiplicato per taluni coefficienti (che variano a seconda della natura dell’immobile). Per le aree fabbricabili, la base imponibile continua a essere il valore venale della stessa. È inoltre confermata la riduzione al 50% della base imponibile per gli immobili di interesse storico artistico, per i fabbricati inagibili e per le unità non di lusso concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta che le utilizzano come prima casa. L’aliquota standard è inoltre confermata allo 0,76%.

Viene inoltre prevista la deducibilità della nuova Imu ai fini Ires per il 60%. Tale previsione andrebbe coordinata con le previsioni introdotte dal Decreto legge 34/2019 che prevedono una percentuale di deducibilità progressiva dal 2019 al 2023 (anno in cui l’imposta dovrebbe essere interamente deducibile).

In tale contesto è interessante considerare alcuni suggerimenti al disegno di legge proposti dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nel corso di una recente audizione estiva, in Commissione Finanze della Camera. In particolare, il Consiglio si pronuncia favorevole all’accorpamento di Imu e Tasi e suggerisce la riduzione del carico Imu in caso di immobili non utilizzati e la possibilità di una riduzione dell’Imu del 5%-10% nei comuni che non rendono disponibili modelli di pagamento precompilati.

Altri suggerimenti sono stati formulati da Assoimmobiliare al fine di introdurre un’esenzione Imu per gli immobili occupati abusivamente, una definizione di area edificabile ai fini Imu, una norma di interpretazione sulla definizione di immobili inagibili, una disciplina Imu per gli immobili in costruzione e l’esclusione delle aree comuni dei centri commerciali dall’applicazione dell’imposta.

Sarà pertanto interessante considerare i futuri sviluppi.

Elena Cardani
Elena Cardani
Tax director dello studio tributario e societario Deloitte, è esperta di fiscalità immobiliare. Assiste investitori nazionali e internazionali nelle operazioni di M&A, con specifico focus ai deal immobiliari. Ha significativa esperienza nella fiscalità dei fondi immobiliari e delle Sicaf. Si occupa inoltre della fiscalità connessa alle operazioni di finanziamento.
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