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Mattone europeo a rischio bolla. Milano si salva

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

30 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • In Europa, i punteggi dell’indice di tutte le città analizzate da Ubs sono aumentati negli ultimi quattro trimestri, con valutazioni che sono arrivate a essere le più alte al mondo

  • Il mercato immobiliare milanese continua a essere molto resiliente: abbiamo assistito addirittura a un aumento dei prezzi dell’1,5% nel corso degli ultimi 4 trimestri

Secondo il Global real estate bubble Index di Ubs, l’Eurozona è la regione con i mercati immobiliari più surriscaldati. In pole alla classifica delle city a più rischio bolla ci sono le due città tedesche di Monaco e Francoforte. Bene e più distanziata Milano, che si colloca in 23esima posizione, con valutazioni eque

Crescono i rischi di bolle nei mercati real estate europei, ma l’immobiliare milanese presenta ancora valutazioni eque. Questo quanto emerge dal Global real estate bubble Index 2020, lo studio annuale realizzato dal chief investment office di Ubs Global Wealth Management sul mercato immobiliare globale, dal quale emerge che l’Eurozona è la regione con i mercati immobiliari più surriscaldati. In molte metropoli europee i prezzi sono saliti di oltre il 5%, con Monaco, Francoforte e Varsavia in testa.

In testa alla classifica delle città “più roventi” ci sono, infatti, Monaco e Francoforte, seguite da Parigi e Amsterdam, che si trovano rispettivamente in quinta e sesta posizione. Se si alza lo sguardo anche al di fuori dai confini del Vecchio continente, sempre sempre in territorio di rischio bolla, si trovano anche Toronto (3° posto), Hong Kong (4°) e Toronto (7°).

Guardando complessivamente a livello globale, gli esperti di Ubs si soffermano soprattutto sull’Europa, i cui punteggi dell’indice di tutte le città analizzate sono aumentati negli ultimi quattro trimestri, con valutazioni che sono arrivate a essere le più alte al mondo. “Gli squilibri stanno aumentando ulteriormente sulla scia di costi di finanziamento estremamente bassi, che non sono in linea con la forza delle economie locali. In particolare, i prezzi a Francoforte e Monaco sono più che raddoppiati nell’ultimo decennio”, si legge nello studio

UBS Global Real Estate Bubble Index: indice dei mercati immobiliari di alcune selezionate città, 2020
UBS Global Real Estate Bubble Index: indice dei mercati immobiliari di alcune selezionate città, 2020
UBS Global Real Estate Bubble Index

Nella classifica sull’andamento degli immobili residenziali nelle principali 25 grandi città del mondo, Milano si trova in 23esima posizione. In confronto con le altre piazze,  il capoluogo lombardo presenta valutazioni eque.

“Nonostante gli effetti della pandemia, soprattutto nella prima metà del 2020, il mercato immobiliare milanese continua a essere molto resiliente e abbiamo assistito addirittura a un aumento dei prezzi dell’1,5% nel corso degli ultimi 4 trimestri – ha dichiarato Paolo Federici, market head di Ubs Global Wealth Management in Italia, che poi ha aggiunto che se da un lato l’incremento del telelavoro e l’impatto del covid-19 sul turismo e sui grandi eventi hanno avuto ripercussioni negative sul centro città e spinto la domanda verso aree semi-centrali, dall’altro continuerà a esserci una richiesta di abitazioni nell’area metropolitana a condizione che la ripresa economica in corso a Milano non rallenti. “Prevediamo, inoltre – ha aggiunto –  che la crescita demografica positiva, le condizioni di finanziamento interessanti nonché il rapporto favorevole tra il costo degli immobili e i redditi dei residenti  continuino a sostenere la ripresa del settore immobiliare nel medio termine”.

Se si guarda alle valutazioni,  a Milano, dopo una correzione decennale dei valori, i prezzi reali hanno ripreso a salire nel 2018. Il mercato ha poi schiacciato sull’acceleratore nel 2019, anno in cui si è assistito a un accorciamento dei tempi di vendita dettato da una crescita di domanda, proveniente sia da investitori esteri sia domestici, e da motivazioni legate alla riqualificazione delle aree urbane. “Nonostante il blocco di tre mesi nella prima metà del 2020 e la successiva caduta delle transazioni, i prezzi sono aumentati dell’1,5% negli ultimi quattro trimestri”, si legge nello studio, che poi prosegue dicendo che nell’area metropolitana di Milano gli alloggi continueranno a essere richiesti. “La crescita della popolazione, le attraenti condizioni di finanziamento e gli alloggi a prezzi accessibili sono qualità che dovrebbero permettere a Milano di posizionarsi come la migliore piazza tra le città europee”, conclude il report.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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