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Locazione batte compravendita e nuovo batte usato

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

13 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nei primi sei mesi 2020, gli scambi in Italia sono calati del 29,2%. In particolare, la Lombardia ha perso il 25%, Milano ha fatto -16,1% e Roma -13,5%

  • I prezzi ora sono fermi, ma in sede di trattativa gli acquirenti hanno sconti sostenuti, fino al 10%, per le abitazioni usate da ristrutturare

Il lascito principale dei 3 mesi di lockdown è una completa trasformazione della domanda immobiliare. Intanto, nei primi sei mesi 2020,  il mercato immobiliare si è ridotto di un terzo rispetto a un anno fa

Durante la pandemia è cambiata enormemente la domanda immobiliare: rispetto a un anno fa,  la locazione batte la compravendita e, a parità di prezzo, la scelta ricade, non più sulle zone centrali, ma sulle aree periferiche, purché si tratti di case che rientrino all’interno della città e siano spaziose.

Lo ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, presentando il 28° Forum “Après le déluge” che si terrà a S. Margherita Ligure l’11 e il 12 settembre, e spiegando che gli affitti rimangono stabili e aumenta l’offerta di appartamenti per periodi medio lunghi a causa della flessione del mercato “short rent”.

Inoltre, si ricercando soprattutto case cablate e comunque adatte a una condivisone di lavoro e vita quotidiana. Gli spazi per i servizi comuni assumono sempre più valore e importanza, seppur rivisti con lo sguardo rivolto al distanziamento sociale. Di conseguenza, molti costruttori stanno riprogettando le iniziative immobiliari in questo senso.

“Quello che registriamo oggi, a metà di luglio, è che la domanda nel suo complesso si è ridotta rispetto un anno fa a livello nazionale; le famiglie sono sicuramente preoccupate per la situazione economica, quindi anche molte trattative che c’erano a gennaio-febbraio non sono andate avanti perché c’è questa preoccupazione di fondo”, ha illustrato il presidente di Scenari Immobiliari – Quelli che continuano a cercare un’abitazione si stanno spostando in questo momento più sulla locazione che sulla compravendita, con delle idee molto precise nei confronti dell’abitazione desiderata. Se a gennaio la scriminante, sia in acquisto che in affitto, era il costo della struttura; oggi – come si diceva prima – si cercano case con terrazzo o giardino. Si è disposti anche a comprare in un quartiere periferico pur di avere una stanza in più”.

“Una bella opportunità per Milano dal momento che all’interno dell’ambito della circonvallazione spazio non ce n’è più e che le operazioni che si possono fare sono poche e molto costose perché si tratta di riqualificazione di immobili che di per sé hanno già un valore patrimoniale molto elevato.  Quindi vuol dire lavorare su livelli molto alti – ha aggiunto dal canto suo il direttore generale Francesca Zirnstein, che ha poi precisato che di contro, tutte quelle operazioni nell’aria considerata periferica stanno funzionando molto bene, ancor più delle loro previsioni

Ma cos’è successo nel mercato residenziale nel primo semestre di quest’anno?  “La mia sensazione è che poteva andare peggio. In realtà, gli scambi nei primi sei mesi di quest’anno sono calati del 29,2%, il che significa che praticamente il mercato si è ridotto di un terzo rispetto a un anno fa, ma visto le avvisaglia che avevamo ad aprile, con l’apertura di maggio, il mercato si è rimesso in moto e giugno è stato un mese positivo, così come era stato gennaio e in parte febbraio – ha detto  Breglia – Bisogna tenere presente che per due mesi e mezzo non c’è stato proprio mercato”.

Il nostro Paese non si è mosso tutto uguale. “Se l’Italia ha perso il 29%, la Lombardia ha perso il 25%, Milano ha fatto -16,1% e Roma  -13,5%. Questo perché i ritmi di Milano e della Lombardia erano molto elevati lo scorso anno e quindi il differenziale è maggiore rispetto a Roma, dove il mercato andava benino, ma non era eccezionale per cui c’è stata una ripresa anche se i numeri sono rimasti abbastanza piccoli”.

Ovviamente la situazione resta complessa.Sul fronte dei prezzi medi, che erano previsti in lieve ripresa, questi ora sono fermi ma in sede di trattativa gli acquirenti hanno sconti sostenuti, fino al 10%, per le abitazioni usate da ristrutturare.  Mentre il mercato romano ha ripreso un ritmo quasi normale, a Milano, sul fronte delle abitazioni usate, c’è ancora molta lentezza nelle trattative. Nel capoluogo lombardo, va meglio il mercato del nuovo che ha ripreso con un ritmo sostenuto, tornato ai ritmi pre Covid-19.   Per Breglia, in ogni caso, c’è stata una ripresa del mercato molto forte, soprattutto per il mercato del nuovo di Milano, Roma, Torino (Bologna purtroppo non ha nuovo). Anche Genova, le poche case nuove che ha stanno andando molto bene.  “Dove c’è il prodotto nuovo, questo funziona e si vende a una velocità doppia rispetto al prodotto usato”,  ha concluso il presidente di Scenari Immobiliari.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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