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Gli investitori internazionali puntano sui condohotel romani

Gli investitori internazionali puntano sui condohotel romani

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Contributor, Paola Casali

30 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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L’ultima tendenza nell’immobiliare di lusso è rappresentata dai condohotel, definiti anche come “personalized hotel” per i loro servizi su misura. E tra le piazze più gettonate c’è Roma, la città eterna

Roma con la sua forte vocazione turistica continua ad attrarre quasi 10 milioni di turisti all’anno e 29 milioni di pernottamenti. Di recente la città eterna è stata definita dal New York Times il più grande museo a cielo aperto al mondo. Il crescente trend di visitatori ha modificato sostanzialmente l’offerta alberghiera esistente e il segmento 5 stelle e lusso, traducibile in altissima qualità dei servizi offerti, sta crescendo di volume in maniera significativa, lasciando alle spalle il numero di hotel a due stelle in significativo e giustificato declino.

La città attrae circa il 33% degli investimenti totali nel settore hospitality italiano e nei prossimi anni questa percentuale è destinata a crescere in maniera esponenziale. E sempre di più l’offerta immobiliare proposta non sarà soltanto rappresentata da nuovi alberghi o da conversione e ristrutturazioni di alberghi esistenti, ma da un’offerta di condohotel. È di poche settimane fa che il gruppo britannico Rocco Forte, dopo l’apertura dello splendido hotel De la Ville a Via Sistina avvenuta lo scorso maggio e del crescente successo e riconoscimento internazionale dell’hotel De Roussie, abbia aperto “Rocco Forte House”, cinque suite situate in un iconico palazzetto nella medesima Via Sistina, tutte rigorosamente dotate di affaccio su Piazza di Spagna e arredate con splendidi mobili antichi.

Non c’è da meravigliarsi che i global traveller tra i più ricchi al mondo, scelgano questa soluzione al posto dell’albergo della medesima catena, perché desiderino provare l’esperienza di vivere nella capitale all’interno di un lussuoso appartamento, con uno spazio a disposizione dai 120 ai 290 mq, continuando a usufruire dei servizi offerti dal vicino hotel De la Ville (colazione in giardino, spa, sale meeting, palestra, aperitivo o cena nel rooftop, etc), ma con il rispetto per la loro privacy.

Gli investitori internazionali puntano sui condohotel romani
Foto di Paola Casali nella Rocco Forte House, Roma

Il paradigma di questo nuovo prodotto immobiliare è il luxury rivolto a una clientela amante della discrezione e di un’accoglienza su misura. Anche Fendi qualche anno fa, anticipando tutti gli operatori, aveva realizzato nel palazzo che ospita il ristorante Zuma in Via Fontanella Borghese a due passi da Piazza di Spagna, sette suite seguendo la formula di creare un’atmosfera di una casa privata dotata di ingresso luminoso, salotto accogliente con camino e librerie.

I condohotel sono stati definiti i “personalized hotel”, perché offrono la possibilità di avere servizi su misura, come il personal shopper che segue il cliente nella scelta degli acquisti, la massaggiatrice e l’istruttrice di yoga a richiesta, lo chef e il sommelier a domicilio per cene private, la ricerca di tate specializzate, il gestire prenotazioni al ristorante, organizzare visite a musei e ad attività di intrattenimento vario. Si crea valore aggiunto al tradizionale servizio di hospitality attraverso degli “intangible service” raggiungibili tramite app, destinati ad accrescere la percezione positiva del visitatore, sempre più esigente, e a migliorare la sua esperienza in loco con rilevanti incrementi di revenue per la gestione.

La gestione degli appartamenti in short term rental si “mescola” con i grandi nomi internazionali dell’hotelerie. Tra gli operatori internazionali la catena francese Accor con il brand Onefinestay, Airbnb con Hotel Tonight, Marriott con Hostmaker. Ed ecco apparire da alcuni mesi sull’orizzonte romano un operatore internazionale di primo piano, Sonder, società nata nella Silicon Valley, oggi unicorno nel suo segmento di business, il cui valore è stato stimato in mille miliardi di dollari e che ha sinora raccolto equity sul mercato pari a 400 milioni di dollari. La società ridefinisce l’esperienza di un hotel attraverso un design e un servizio di ospitalità moderno, è un mix di albergo e casa confortevole allo stesso tempo, e con i suoi 8500 appartamenti presenti in 20 città del mondo, ha alle sue spalle investitori del calibro di Valor Equity Partners, Tao Capital Partners, Greenoaks, Fidelity Investments ed altri. A Roma la società californiana gestisce 100 appartamenti, utilizzando rigorosamente la tecnologia, che è il vero fattore differenziante per Sonder rispetto al settore tradizionale degli hotel. Niente reception, front office, né ristorante, il check in, il check out, controllo documenti e l’assistenza h24, avviene attraverso una app. Stessa cosa viene proposta da Citizen M, catena di hotel in tutto il mondo senza reception ma con servizi di high tech molto avanzati, che il prossimo anno approderà a Roma e a Milano, dopo aver conquistato città come New York, Boston, Seattle, Shangai, Zurigo e Londra. È la tecnologia applicata alla gestione alberghiera, che rappresenta il vero “disrupter” di tutti quelli che sono stati sino a oggi i costi “vivi” del settore hospitality. Francis Davidson, cofounder e ceo di Sonder, ha dichiarato che la tecnologia sta riducendo del 20% i costi dei tradizionali hotel 4 e 5 stelle.

Non si torna più indietro… e le parole d’ordine anche nell’hospitality sono sempre di più lusso e tecnologia, tradotte in unique experience.

 

A cura di Paola Casali, ceo & founder di Casali & Partners

 

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Contributor , Paola Casali
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