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In Italia, boom di immobili vecchi e indesiderabili

In Italia, boom di immobili vecchi e indesiderabili

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

30 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il patrimonio esistente è molto vecchio e comporta una difficoltà a favorire gli scambi di compravendite, a ricercare soluzioni in locazione ma soprattutto a mantenere il valore di mercato delle case

  • Il 70% delle nostre case più di 40 anni

  • L’85% del patrimonio è a rischio sismico

Secondo una ricerca di Doxa, quasi la metà delle famiglie italiane è insoddisfatta della propria abitazione e il 25% degli insoddisfatti vorrebbe cambiare casa entro due anni

In che stato è il patrimonio immobiliare italiano? Pieno di immobili vecchi e indesiderabili. Questo quanto è emerso dalla presentazione dell’edizione 2019 di CasaDoxa, l’Osservatorio nazionale sugli italiani e la casa, dal titolo “Il nuovo piacere dell’abitare: l’insoddisfazione come opportunità per il mercato“, dal qual è emerso che quasi la metà delle famiglie italiane è insoddisfatta della propria abitazione, principalmente a causa delle caratteristiche strutturali degli edifici in cui vivono e che il 25% degli insoddisfatti vorrebbe cambiare casa entro due anni, ma quasi un terzo abbandona la ricerca dopo i primi mesi.

L’aspetto più preoccupante è che questa insoddisfazione di base riguarda tutti: proprietari e affittuari, giovani e meno giovani. I numeri parlano chiaro: le percentuali di insoddisfatti sono pari al 50% tra le famiglie che abitano in case costruite prima del 1990, e calano significativamente al 18% tra quelle che vivono in edifici nuovi, costruiti dopo il 2015.

“Stiamo costruendo case nuove che non rispondono ai bisogni né dei millennials né dei baby boomers”, ha spiegato Paola Caniglia, home & retail director di Doxa, che ritiene che le abitazioni devono essere concepite non più come contenitori rigidi ma come manufatti plasmabili.

“Le case sono sempre più popolate, a ciclo continuo, e aumenta la necessità di avere più spazi personali per una maggiore autonomia”, ha aggiunto Caniglia, che si è poi focalizzata sull’evoluzione del concetto di comfort. Con il nuovo modo di vivere la casa, evolve anche il concetto di spazi confortevoli che, secondo gli intervistati, devono avere sei prerogative: luminosità degli ambienti, comfort termico/acustico, sicurezza, efficienza energetica, tecnologia semplificante e adattabilità.

«Riprendendo la similitudine di alcuni intervistati, la casa ideale viene oggi percepita come un abito su misura che si deve adattare a chi la vive e non viceversa. Le famiglie italiane non vogliono più vivere in abiti pensati per altre epoche, occasioni o esigenze”, ha illustrato l’esperta di Doxa, che poi ha aggiunto: “Dal nostro Osservatorio emerge, infatti, un profondo mismatch tra domanda e offerta nel mercato immobiliare, ovvero una generalizzata richiesta di case più moderne ed efficienti a fronte di una proposta immobiliare che comprende perlopiù, appunto, case datate e standardizzate”.

C’è poi anche un tema di costo sociale.
“Il patrimonio immobiliare italiano assorbe il 36% dei consumi energetici del paese”, ha dichiarato Guglielmo Pelliccioli, di Quotidiano Immobilare, che ha confermato l’esistenza di un patrimonio residenziale vecchio e obsoleto, che necessità di riqualificazione. “Solo il 3% delle case esistenti in Italia ha, infatti, meno di 10 anni – ha dichiarato – Il 3,8% ha tra i 15 e i 20 anni e il 20% ha da 20 a 30 anni”. Quindi il 70% dei nostri immobili ha più di 40 anni.

Inoltre, l’85% del patrimonio è a rischio sismico: un problema che interessa il 70% dei comuni italiani e l’80% della popolazione, cioè 8 italiani su 10 vivono in zone a rischio sismico o idrogeologico. “Dal dopoguerra al 2013 i terremoti in Italia sono costati 188 miliardi di euro, 2,7 miliardi l’anno, per cui le case vecchie non mantenute sono anche un costo sociale”, ha puntualizzato Pelliccioli – Secondo la Commissione europea ogni euro speso in prevenzione permette di ridurre di almeno di 4 euro le spese legate all’emergenza della ricostruzione e al risarcimento dei danni”.

Sempre per quanto riguarda la situazione che caratterizza gli immobili italiani ci sono altri aspetti da evidenziare:
– l’alto livello di imposizione fiscale che ha toccato i massimi di sempre, oltre 100 miliardi di euro l’anno, e questo deprime e disincentiva il mercato delle compravendite;
– il fatto che il 75% delle famiglie sia proprietario di una casa e che non esista il mercato della locazione;
– infine, la mancanza di soggetti istituzionali privati in grado di detenere grandi patrimoni residenziali da gestire in affitto garantendo la manutenzione e la qualità.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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