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Impatto coronavirus, gli affitti brevi vanno al tappeto

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

10 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il trend del mercato immobiliare sarà inevitabilmente condizionato dall’evolversi della diffusione del covid-19 e dai provvedimenti assunti per circoscriverne gli effetti

  • Oggi, alla luce delle ultime disposizioni, gli investimenti nel nostro Paese risultano compromessi, viste le restrizioni che riguardano la circolazione in zone strategiche dell’Italia

La riduzione delle richieste di mutuo e la disdetta di numerose locazioni brevi sono solo il preludio delle conseguenze che si manifesteranno nelle prossime settimane a causa dell’esplosione del coronavirus

È il settore delle locazioni a breve termine quello più colpito dal coronavirus.  Nonostante i mercati immobiliari di pregio di Milano e Roma si confermino tra i più attrattivi d’Italia, “oggi risultano condizionati dagli effetti del Coronavirus sull’economia nazionale. Effetti che stanno mettendo a rischio alcuni segmenti del settore, in particolare quello degli affitti brevi, che risente dell’impatto del covid-19 sul turismo”.

Questo quanto emerge all’interno del market report Milano/Roma 2019, sul secondo semestre, che è stato realizzato da Engel & Völkers in collaborazione e con il supporto scientifico di Nomisma, dal quale risulta infatti che il settore più esposto negativamente al covid-19 è quello delle locazioni a breve termine, con clienti in diminuzione su questo fronte, proprietari che stanno deviando su affitti a lungo termine e un calo significativo della domanda che caratterizzerà il settore almeno per i prossimi tre mesi.

“Nel comparto residenziale, la variazione semestrale dei prezzi delle abitazioni delle principali città italiane è tornata positiva, seppure a un tasso vicino allo zero, soprattutto in alcuni territori come Milano, in cui la crescita economica è più marcata. Oggi, tuttavia, questo trend risulta condizionato dall’evolversi della diffusione del covid-19 e dai provvedimenti assunti per circoscriverne gli effetti”, ha commentato Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma, secondo il quale “la riduzione delle richieste di mutuo e la disdetta di numerose locazioni brevi sono solo il preludio delle conseguenze che si manifesteranno nelle prossime settimane. A spaventare, è l’indebolimento dell’economia provocato dalle difficoltà registrate sui mercati di sbocco di molti prodotti, dalla riduzione dei consumi interni e dalla rarefazione dei flussi turistici. Le misure economiche fin qui prospettate non paiono sufficienti a scongiurare il rischio che l’effetto indotto risulti più significativo di quello diretto”.

Dello stesso avviso Roberto Magaglio, licence partner Engel & Völkers Milano, che ha spiegato che  “se da un lato, fino a poche settimane fa, si è assistito a una costante crescita dei prezzi di vendita degli immobili a Milano, sostenuta da un’offerta di prodotto insufficiente a soddisfare la domanda, oggi, a causa del Coronavirus, prevediamo un impatto negativo sui prezzi  e stiamo già assistendo a un calo della domanda dovuto agli effetti delle misure preventive anti-diffusione del covid-19.  Tuttavia, il segmento di mercato della prima casa, centrale nel settore immobiliare milanese, non si è fermato e beneficerà ancora per molto tempo di tassi di interesse bassi. Di contro, il mercato dei piccoli investitori alla ricerca di tagli più grandi, fino a 100mq, resta alla finestra in attesa di capire come evolverà la situazione”.

Prima che entrasse in vigore il decreto dell’8 marzo, Alberto Cogliati, direttore commerciale di Engel & Völkers Italia aveva notato un aumento del numero degli italiani interessati a investire in Italia piuttosto che all’estero. “Oggi, invece, alla luce delle ultime disposizioni, anche gli investimenti nel nostro Paese risultano compromessi, viste le restrizioni che riguardano la circolazione in zone strategiche dell’Italia”, ha aggiunto Cogliati, che poi ha spiegato che la loro azienda sta seguendo le linee guida governative e ministeriali relative all’emergenza e allo stesso tempo sta continuando a lavorare per valorizzare al meglio i nostri territori, “anche perché siamo convinti – ha detto –  che in un momento come questo, in cui il turismo è il settore che sta subendo di più le conseguenze del Coronavirus, sia fondamentale promuovere ancora di più le nostre bellezze, da Nord a Sud”.

 

Il quadro degli immobili di pregio pochi mesi fa

Un quadro che è completamente cambiato rispetto solo a poche settimane fa, quando, a consuntivo 2019, a Milano non accennava a diminuire la corsa al mattone di pregio.
Dal report risulta infatti che nel 2° semestre del 2019, il centro storico di Milano aveva raggiunto prezzi medi che oscillavano tra gli 8 e i 14 mila euro/mq per gli immobili ristrutturati al nuovo e tra i 6 e i 9 mila euro/mq per quelli da ristrutturare. I prezzi top arrivavano poi a 18-19 mila euro/mq nel quadrilatero e a Brera, in crescita rispetto al semestre precedente, e a 16-17 mila euro/mq in San Babila e Castello-Foro Bonaparte.

“Un buon andamento del mercato sta stimolando la crescita di zone di nuovo interesse lungo tutte le direttrici che partono dal centro, lungo lo sviluppo della linea metropolitana – ha poi aggiunto Chiara Pelizzoni, analista economico senior e project manager di Nomisma, che parla di un mercato sorprendentemente liquido, con la domanda che apprezza sempre più l’offerta di nuova costruzione, estremamente scarsa e per questo collocabile in tempo reale, senza negoziazione.

Quanto a Roma, anche il mercato residenziale della capitale ha continuato a crescere per volume transato, con prezzi che nel centro storico oscillavano per le abitazioni ristrutturate tra i 4 e i 12 mila euro al metro quadro. “A Roma cresce il numero di transazioni e il mercato risponde bene e mostra buona vitalità soprattutto nelle zone di San Giovanni ed Eur. Tra le zone più interessanti le zone semicentrali più verdi e ben collegate, apprezzate per la maggiore vivibilità e spesso oggetto di riqualificazione. La domanda per investimento si mantiene alta nel centro storico e riguarda immobili di piccole-medie dimensioni e immobili di prestigio per locazione tradizionale o affitti brevi”, ha concluso Pelizzoni.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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