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Immobili pubblici, al via il piano di cessione da 1,2 mld

Immobili pubblici, al via il piano di cessione da 1,2 mld

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

16 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto ministeriale che contribuisce a definire il perimetro e le modalità di azione del piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dalla Legge di Bilancio 2019

  • Il piano, già adottato con apposito Dpcm, avrà effetti positivi sulla finanza pubblica

  • Un ruolo importante verrà ricoperto da Invimit Sgr, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestirà la dismissione di immobili di provenienza pubblica conferiti ai fondi immobiliari da essa gestiti, per un importo stimato complessivamente in 610 milioni

Degli 1,2 miliardi attesi dalla dismissione degli immobili pubblici, 950 milioni dovrebbero entrare già quest’anno nelle casse dello Stato e andare a ridurre il debito, mentre i restanti 150 milioni di euro sono attesi nel 2020 e nel 2021

Circa 1,2 miliardi di euro. Questo l’ammontare stimato che il governo punta a ottenere dalla cessione degli immobili pubblici, il cui piano di dismissione è partito ufficialmente il 16 luglio. È stato infatti pubblicato in mattinata in Gazzetta ufficiale il Decreto ministeriale del Mef che contribuisce a definire il perimetro e le modalità di azione del piano straordinario di dismissione previsto dalla Legge di Bilancio.

“Il piano, già adottato con apposito Dpcm avrà effetti positivi sulla finanza pubblica», ha precisato il Mef. Degli 1,2 miliardi, 950 milioni dovrebbero, infatti, entrare già quest’anno nelle casse dello Stato e andare a ridurre il debito, mentre i restanti 150 milioni di euro sono attesi nel 2020 e nel 2021.

La dismissione degli asset pubblici porterà benefici sulla finanza pubblica su più fronti “L’abbattimento diretto del debito dello Stato, il miglioramento del debito degli enti locali, ma anche la possibilità, cambiando la proprietà e la destinazione d’uso di alcuni edifici, di incentivare il recupero di beni non utilizzati e di assicurare ricadute positive in termini di investimenti e occupazione all’economia locale e nazionale”, ha spiegato il Mef.

Per quanto riguarda gli asset, l’Agenzia del Demanio ha individuato 420 immobili e terreni di proprietà dello Stato, non utilizzati per finalità istituzionali, per un valore pari a 420 milioni di euro, le cui procedure di dismissione partiranno a giorni. La pubblicazione dei primi bandi di vendita è infatti prevista entro il mese di luglio. L’operazione avverrà tramite aste pubbliche che si avvarranno della piattaforma del Consiglio Nazionale del Notariato e saranno rivolte a investitori e cittadini. Al momento, l’asta interesserà un primo pacchetto di circa 90 immobili.

Ma non è tutto: L’Agenzia del Demanio ha già avviato dall’inizio dell’anno le attività di cessione che coinvolgono altri 1.200 beni con valore unitario minore, per un totale di circa 38 milioni di euro. Complessivamente quindi si avrà un’alienazione diretta di 1.600 immobili per un valore complessivo di 458 milioni di euro.

Un ulteriore capitolo del piano prevede poi la vendita di 40 ulteriori immobili di proprietà dello Stato individuati tra quelli in uso al Ministero della Difesa, per un valore stimato di 160 milioni di euro.

Infine, nel piano di dismissioni degli asset pubblici, un ruolo importante verrà ricoperto da Invimit Sgr, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestirà la dismissione di immobili di provenienza pubblica conferiti ai fondi immobiliari da essa gestiti, per un importo stimato complessivamente in 610 milioni di euro, di cui 500 milioni attraverso la cessione di quote dei fondi e 110 milioni attraverso la vendita diretta di immobili con un’innovativa procedura di asta. Si tratta di immobili residenziali presenti nelle principali città, tra le quali Roma, Firenze e Palermo. A questa procedura di vendita Invimit potràaffiancare la ricezione di offerte per l’acquisto di portafogli di asset da parte di singoli investitori.
Per altro verso, la Sgr sta studiando un’operazione che porterà – nei tempi tecnici strettamente necessari e nel rispetto della normativa di settore – alla costituzione di nuovi fondi immobiliari gestiti dalla stessa sgr, con connessa commercializzazione di parte delle relative quote sul mercato.

Stefania Pescarmona
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