PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Il mattone intelligente: le opportunità dell’IA

Il mattone intelligente: le opportunità dell’IA

Salva
Salva
Condividi
Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

22 Novembre 2019
Tempo di lettura: 5 min
Tempo di lettura: 5 min
Salva
  • Le aziende immobiliari, come tutte le imprese, devono operare efficientemente ogni giorno, ma anche capire i fenomeni in corso e prevedere l’evoluzione futura delle necessità dei propri clienti

  • In una compravendita, la stima del prezzo, e quindi la valutazione degli immobili, è il tema più caldo in questo momento

Nel corso degli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando sempre più il settore immobiliare (saldamente radicato nel mondo reale e tangibile delle costruzioni). Intervista a Mario Capocaccia (Casa.it e atHome Group)

Il real estate è sempre stato un settore in cui l’interazione umana è fondamentale. Negli ultimi anni, però, l’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando tutti i comparti: mattone compreso. L’accelerazione all’utilizzo pratico dell’intelligenza artificiale è resa allo stesso tempo possibile e necessaria dallo sviluppo tecnologico, per l’impossibilità di “leggere” in altro modo l’esplosione dei dati che vengono generati dalla digitalizzazione della nostra vita. La rapidità di applicazione ai diversi settori dipende da quanto ciascuno di essi abbia o percepisca un problema di “annegamento nei dati” o un’opportunità di estrarre valore dai segnali che i dati nascondono.

Qual è quindi la situazione che sta vivendo il mondo immobiliare? We Wealth lo ha chiesto a Mario Capocaccia, group chief product officer di Casa.it e atHome Group, che ha spiegato che “il settore immobiliare, solidamente radicato nel mondo reale e tangibile delle costruzioni e meno pressato da urgenze evidenti, si è accorto più lentamente delle tante possibilità offerte dall’IA. La maggior parte delle iniziative del cosiddetto proptech, cioè l’utilizzo nel settore immobiliare di tecnologia innovativa, che frequentemente include qualche forma di IA, nascono infatti dalla spinta di nuovi soggetti più che dagli attori storici del settore”.

Quali i sono i vantaggi dell’utilizzo dell’IA da parte delle aziende immobiliari?

Le aziende immobiliari, come tutte le imprese, devono operare efficientemente ogni giorno ma anche capire i fenomeni in corso e prevedere l’evoluzione futura delle necessità dei propri clienti.
Chi sviluppa nuovi progetti costruttivi deve scegliere località e definire volumi, suddivisione in unità abitative, livello qualitativo e servizi in modo che siano appetibili per gli acquirenti al momento in cui saranno effettivamente realizzati. Chi gestisce grandi portafogli immobiliari, ad esempio le banche con gli immobili acquisiti da default dei mutui, deve continuamente aggiornare il loro valore corrente e il rischio connesso e agire sulle posizioni con deterioramento delle prospettive.
Inoltre, da un lato, le agenzie che intermediano compravendite e affitti devono aiutare il proprietario a proporre il bene sul mercato nel modo più efficace e saper consigliare al cliente il giusto immobile per le sue esigenze presenti e future. Dall’altro, i portali immobiliari devono capire rapidamente di che cosa un utente ha bisogno, per proporgli gli immobili più adatti tra grandi quantità di inserzioni. Tutti devono cercare nuovi clienti in un mercato competitivo con azioni di marketing sempre più evolute. In tutte queste casistiche, l’IA permette di includere più fattori nei processi decisionali e di far emergere subito trend nascosti nella domanda di mercato e correlazioni inattese tra dati ritenuti indipendenti, oltre a fornire risposte più veloci, oggettive e ripetibili.

E per quanto riguarda i rischi?

Ci sono naturalmente anche rischi. Il principale è l’adozione acritica di questi strumenti, come se fossero oracoli a cui demandare le decisioni invece che consulenti del decisore ultimo umano. I sistemi basati sul machine learning vengono preparati a rispondere a certe domande, sottoponendo un insieme di dati reali accompagnati dalle risposte corrette. La macchina modifica un insieme di calcoli matematici al proprio interno, in modo invisibile e non interpretabile dagli esseri umani, per imparare a rispondere correttamente al campione di dati ricevuti e, sperabilmente, a dati in ingresso mai visti prima. Il punto è che i dati di addestramento non sono mai perfetti e non c’è a oggi un modo certo per accorgersene, usare le risposte dell’intelligenza artificiale senza criterio è chiaramente pericoloso.

Quali sono i benefici dell’intelligenza artificiale per agenti e clienti? In particolare, in tema di valutazione degli immobili, e di valutazione dei rischi, cosa permette di fare l’IA?

Nel settore dell’intermediazione, chi vende vuole il massimo profitto in tempi brevi e chi compra vuole essere felice della scelta negli anni a venire. La stima del prezzo, e quindi la valutazione degli immobili, è il tema più caldo in questo momento. In Casa.it, ad esempio, abbiamo sviluppato un modello di valutazione del giusto prezzo, da richiedere in un’inserzione, che apprende dai dati storici delle inserzioni pubblicate sul portale e dalle quotazioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Così facendo, lo strumento “valutazione immobili” è in grado di fornire stime puntuali coprendo tutto il territorio nazionale. In ogni caso, più in generale, le agenzie e i consumatori già incontrano, spesso senza saperlo (o incontreranno), altri servizi potenziati da IA, tra cui: personalizzazione degli annunci sulla base delle proprie attività precedenti, interazioni vocali o via chat con sistema di ricerca o assistenza automatici, traduzioni automatiche in altre lingue di annunci e messaggi, assistenza e identificazione di errori durante la pubblicazione di annunci, prevenzione o riduzione di rischi di frode o ancora analisi di rischio insolvenza nelle locazioni. È indubbio, infine, che per un’agenzia l’utilizzo di strumenti avanzati sia anche un fattore importante di branding, che ne rafforza l’immagine di professionalità e autorevolezza presso il cliente.

A che punto si trova l’Italia rispetto gli altri Paesi?

L’IA si alimenta con i dati di qualità, e l’Italia soffre di un generale ritardo nella disponibilità pubblica di basi di dati fondamentali, quali lo storico delle singole compravendite, e della loro frammentazione e incompletezza, quando disponibili.
A titolo di confronto, nei paesi anglosassoni un comune cittadino può valutare dove vivere incrociando i prezzi effettivi di vendita delle zone di una città con mappe di tasso di criminalità e profilo socio-demografico dei residenti.
Nonostante le carenze italiane, le prime applicazioni reali di IA sono però già in uso e il livello di interesse e attenzione da parte degli operatori del settore è in forte crescita.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Immobiliare