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Fondi immobiliari, 91,5 miliardi di patrimonio in mano a 53 sgr

Fondi immobiliari, 91,5 miliardi di patrimonio in mano a 53 sgr

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

08 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Dal 2000 al 2019 il patrimonio di fondi e Reits è più che raddoppiato

  • Alla fine del 2019, il patrimonio immobiliare di fondi (quotati e non) e Reits ha raggiunto nel mondo 3.180 miliardi di euro, in crescita dell’8,5%

  • Bene anche l’Europa, in cui sono operativi oltre 2.100 tra fondi e Reits, con un patrimonio complessivo pari a circa 1.270 miliardi

Questa la fotografia del mercato italiano, che ha visto, nel 2019, i fondi immobiliari registrare un aumento del Nav del 10% e un incremento del patrimonio dell’11%. Zirnstein (Scenari Immobiliari): “In questo momento, l’attività dei fondi immobiliari in Italia sta proseguendo in modo positivo e proattivo”

Il covid 19 ha rallentano, ma non bloccato, la crescita dei fondi immobiliari. Nei primi mesi del 2020, l’industria dei patrimoni immobiliari gestiti, pur avendo accusato dei cali dai ricavi da locazione, ha mostrato infatti una forte resilienza, soprattutto nella conservazione del valore del sottostante. E a livello globale ha registrato un incremento degli investimenti soprattutto nei settori più innovativi, quali logistica e residenziale.

Questo quanto è emerso in occasione della web conference di presentazione del 36° rapporto 2020 sui “Fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato da Scenari Immobiliari, in collaborazione con lo Studio Casadei, dal quale si è appreso che alla fine del 2019, il patrimonio immobiliare di fondi (quotati e non) e Reits ha raggiunto nel mondo 3.180 miliardi di euro, in crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente.

Bene anche l’Europa, in cui sono operativi oltre 2.100 tra fondi e Reits, con un patrimonio complessivo pari a circa 1.270 miliardi.

E bene anche l’Italia, presente con 505 fondi attivi, che detenevano un patrimonio immobiliare di 91,5 miliardi (+10,9%).  Secondo un inventario sugli immobili gestiti dai fondi immobiliari italiani è emerso poi che ci sono circa 9.900 cespiti per un patrimonio di 38 milioni di metri quadrati.

“In questo momento, l’attività dei fondi immobiliari in Italia continua a proseguire e sta proseguendo in modo assolutamente positivo e proattivo; le aspettative per la fine del 2020 sono ancora naturalmente incerte ma quello che ci aspettiamo è una continuazione di questa attività che è iniziata negli ultimi 10 anni”, ha dichiarato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari.

Dal canto suo, il presidente Mario Bregliaha poi spiegato che in 20 anni, il comparto del risparmio gestito in immobili, a livello globale, è cresciuto più di tutto il secolo scorso. “Dal 2000 al 2019 il patrimonio di fondi e Reits è più che raddoppiato. In questo modo famiglie e investitori hanno saputo reggere alla crisi del 2008 e oggi stanno affrontando con una relativa tranquillità il post pandemia”, ha puntualizzato  Breglia, aggiungendo che questi portafogli hanno le caratteristiche per far fronte all’emergenza sanitaria globale degli ultimi mesi”, che “tra il 2020 e il 2021, il settore avrà un’ulteriore spinta sia dai fondi pubblici che dai tanti investitori esteri attivi attraverso questo strumento” e che per quanto riguarda l’Italia “è realistica una previsione di patrimonio a 100 miliardi di euro a fine 2021”.

 

I fondi italiani

“I fondi italiani hanno chiuso il 2019 con un andamento molto positivo: un aumento del Nav del 10%, un incremento del patrimonio dell’11% e prospettive nel periodo che sembravano essere molto buone e che vediamo confermate”, ha commentato Zirnstein, che poi ha spiegato chesul territorio italiano lavorano 53 sgr che gestiscono, in questo momento, 510 fondi immobiliari, in crescita dai 505 di fine 2019 (l’ultimo annuncio è arrivato il 7 luglio con il lancio, da parte di Coima sgr del primo fondo italiano Esg di rigenerazione urbana, con target di oltre 1 miliardo).

“Se prendiamo però le prime 25 sgr – ha detto – in realtà queste gestiscono 450 fondi immobiliari, quindi circa il 88% del patrimonio. Se dividiamo, poi, il valore del patrimonio per il numero delle sgr totale il valore medio per sgr diventa di circa 1,8 miliardi di euro, ma se lo dividiamo invece per il patrimonio delle prime 25 saliamo a 3,7 miliardi”.

 

Acquisizioni e delle dismissioni

Nel corso del 2019 i fondi immobiliari italiani sono stati molto attivi, si potrebbe dire persino aggressivi perché hanno fatto acquisti per 7,2 miliardi, + 18% rispetto al 2018, e dismissioni per 2,8 miliardi (-20%).

 

Redditività

Sulla tema redditività si è focalizzata Giovanna Della Posta (Invimit Sgr), che – insieme agli altri principali protagonisti dell’industry (Ofer Arbib di Antirion sgr, Giovanni M. Benucci di Fabrica Immobiliare sgr, Domenico Bilotta di InvestiRE sgr, Nicholas Garattini di Generali Real Estate sgr e Michele Stella di Torre sgr – ha preso parte alla tavola rotonda che ha seguito l’evento. “Il rapporto fondi Immobiliari evidenzia come la performance media sia in sostanziale miglioramento nel 2019, con un 1,5% contro un 1,2% dell’anno precedente  – ha detto Della Porta – Bisogna, però, continuare a lavorare su questo fronte per essere più competitivi in Europa dove la performance media dei primi dieci fondi è del 3,5%”.

 

Come si muoveranno in futuro i fondi immobiliari?

Dalle risposte ottenute a un questionario che Scenari Immobiliari ha inviato alle sgr, per quanto riguarda l’industria immobiliare in generale, le previsioni di medio periodo (a 3-5 anni) non sono positivissime. “Circa la metà delle sgr ritiene, infatti, che si avranno delle ripercussioni strutturali sull’industria, per l’altra metà, invece, l’impatto non sarà di questa portata ma si avranno dei cambiamenti”, ha dichiarato il direttore generale di Scenari Immobiliari, che però ha precisato che se, invece, vediamo le risposte relative all’andamento delle attività delle sgr nel prossimo triennio questo “ci fa ben sperare, perché tutti i partecipanti al nostro questionario hanno praticamente risposto che vedranno un aumento del loro patrimonio gestito e anche un aumento dei veicoli e dei fondi immobiliari”.

 

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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