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Case all’asta: +25% nel 2019. E spunta anche un’isola

Case all’asta: +25% nel 2019. E spunta anche un’isola

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

12 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il valore complessivo delle case all’asta è stimato in circa 3 miliardi e 500milioni di euro

  • Simoncini: “Occorre un fondo di salvaguardia per tutelare chi è in difficoltà”

Le case all’asta in Italia, rilevate a fine 2019 da Sogeea, sono 23.904. E tra queste ci sono anche 194 procedure che riguardano alberghi, b&b, motel, campeggi, cinema etc. E spuntano anche l’isola di Tessera (Venezia) e alcuni immobili di pregio

Un valore complessivo stimato di circa 3 miliardi e 500milioni di euro per un potenziale incasso per le casse dello Stato di oltre 310 milioni di imposte sulla casa. Questo il valore delle abitazioni all’asta rilevate al 31 dicembre 2019 in Italia dal Centro Studi Sogeea, che nel rapporto semestrale sulle aste immobiliari ha evidenziato una situazione di criticità per gli italiani.

Stando al report, infatti, il numero di case all’asta è arrivato a sfiorare le 24 mila unità (esattamente 23.904) evidenziando un aumento del 25% rispetto al 2018.

“Un aumento del 25% deve far riflettere il legislatore: non serve aumentare, come in passato, le vendite detassando le imposte sulle alienazioni degli immobili all’asta, ma occorre limitare il più possibile le posizioni debitorie, ormai così numerose e importanti», ha commentato Sandro Simoncini, docente di urbanistica e di economia delle imprese all’università Uninettuno e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea, che ritiene che “sarebbe opportuno creare un fondo di salvaguardia che possa aiutare un imprenditore o un proprietario a conservare il proprio immobile”.

A farne le spese sono, infatti, un po’ tutti i ceti sociali, ma è soprattutto la fascia di reddito medio-bassa a pagare il tributo più rilevante della crisi.

Quasi due case su tre (effettivamente il 67% delle case in vendita) ha un prezzo inferiore ai 100mila euro, percentuale che sale fino all’88% se si prendono in esame anche gli immobili il cui prezzo è compreso tra 100mila e 200mila euro. Come recita lo studio, molto probabilmente saranno delle abitazioni appartenute a impiegati, piccoli imprenditori, artigiani e commercianti, categorie esposte a crescenti difficoltà e che sul lungo periodo si sono trovate a versare un dazio altissimo, arrivando a intaccare anche il patrimonio più prezioso come quello della prima casa.

In questo scenario di difficoltà –  a dispetto di quanto uno potrebbe pensare – è il Nord che ne esce peggio visto che più della metà degli immobili residenziali in vendita (13.152 unità) si concentra nel Nord del Paese. E la Lombardia – la regione che dovrebbe stare meglio a livello economico – guida invece la classifica con 3.343 case all’asta. A seguire ci sono poi la Sicilia (2.720), il Lazio (2.565 immobili), il Veneto (2.265), la Toscana (2.151), il Piemonte (1702) e la Campania (1.610).

Se si passa però poi ad analizzare le province, Milano non si colloca ai primi posti, segnale – questo – che Milano è un caso a sé in tutta l’Italia. A livello di province, infatti, spiccano le 1.443 case all’asta di Roma, seguite da Vicenza (944), Catania (846) e Bergamo (800).

Ci sono poi delle curiosità da evidenziare.

Le difficoltà non colpiscono soltanto la categoria residenziale o uffici, ma anche il versante turistico ricettivo: in questo settore, infatti, le strutture all’asta sono 194, con Firenze e Trento che stanno al vertice delle città che hanno più alberghi in vendita (13), seguite da Grosseto (10) e Pistoia (8).

Se è vero che la crisi ha colpito soprattutto le fasce basse degli italiani (come evidenziato sopra), vero è anche che alcuni paperoni non sono stati risparmiati.

Tra le vendite all’asta sono presenti anche immobili di pregio come, tanto per fare degli esempi romani, il cinema Adriano (Via Cicerone, valore 27 milioni); il cinema Roma (Piazza Sonnino, valore 2 milioni e 300 mila euro); il cinema Ambassade (via Accademia degli Agiati, valore 2 milioni e 600mila euro); il Multisala Atlantic (Via Tuscolana, valore 11 milioni); il Daniel’s Hotel (Via Frattina, valore 3 milioni 900mila); il secondo piano di Palazzo Fusconi Pighini (P.zza Farnese, valore 3 milioni e 100mila).

E poi, nel resto d’Italia c’è da segnalare l’isola di Tessera (Venezia, valore 2 milioni e 200mila), Villa Corner del XVI secolo (Monselice, valore 3 milioni e 200mila), Villa Odescalchi (Como, valore 2 milioni e 300mila) e il Castello di Ozegna (Torino, valore 1 milioni e 100mila).

Stefania Pescarmona
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