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Case, a settembre non si fermano le richieste di mutui

Case, a settembre non si fermano le richieste di mutui

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Francesca Conti
Francesca Conti

04 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 7 min
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  • L’importo medio richiesto è pari a 127.359 euro, in aumento del 3,1%

  • Gli italiani preferiscono i piani di rimborso compresi tra i 16 e i 20 anni

  • Sono soprattutto le persone tra i 35 e i 44 anni a fare richiesta per un mutuo

Secondo il barometro Crif nel mese hanno segnato un +5,8%. Intanto l’Istat certifica un calo del 15,8% dei prezzi delle abitazioni nel secondo trimestre

Non si fermano le richieste di mutui e surroghe per gli investimenti sulla casa da parte delle famiglie italiane a settembre. Nel dettaglio infatti, le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da Crif relativamente alle richieste di mutui e surroghe hanno fatto segnare un +5,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il Sistema di Crif, che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie, mostra un trend che si conferma quindi in ripresa. Sembra essere un momento relativamente positivo per chi deve comprare casa, anche dato che all’aumento delle richieste di mutui si può sommare un calo dei prezzi delle abitazioni.

Rispetto al livello medio del 2010, secondo quanto risulta dagli ultimi dati Istat, nel secondo trimestre 2018 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,8%. Il calo è dovuto esclusivamente alle abitazioni esistenti, i cui prezzi sono diminuiti del 22,1%, mentre per le abitazioni nuove si registra un lieve aumento (+0,8%). Questa ondata positiva potrebbe però essere fermata dalle tensioni fianziarie, che hanno portato a continui strappi al rialzo il valore dello spread.

In realtà, come chiarisce Vito Lops in un articolo sul Sole 24 Ore, il senso di panico alimentato dall’andamento dello spread in relazione ai mutui, specialmente se a tasso variabile, risulta ingiustificato. Infatti il valore degli indici Euribor (gli unici, oltre al tasso ufficiale della Bce, che possono condizionare le rate dei mutui a tasso variabile) sono piatti da diverso tempo e non hanno affatto risentito della forte volatilità dello spread Btp-Bund degli ultimi mesi. E’ vero tuttavia che l’altalena dello spread potrebbe sui nuovi mutui, ma per il momento gli istituti non hanno intrapreso questa strada.

Tornando ai numeri di Crif, un altro dato che caratterizza il mese di settembre è rappresentato dalla crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.359 euro, con un incremento del 3,1% rispetto a settembre 2017. Numeri che confermano la ripresa in atto nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo i primi 6 mesi sostanzialmente piatti. Il numero maggiore di richieste si concentra comunque ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 euro, con il 29,6% del totale delle richieste (+0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017). Nel complesso, meno di un quarto delle richieste di mutuo supera i 150.000 euro, coerentemente con l’attuale scenario di mercato in cui i prezzi di compravendita degli immobili residenziali stentano a riprendere vigore.

Meglio mutui a breve, medio o lungo termine? Gli italiani confermano la propria preferenza per piani di rimborso compresi tra i 16 e i 20 anni, che arrivano al 26,1% del totale delle richieste, in crescita di ben 1,7 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017. Complessivamente oltre il 70% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni (in crescita di +2,3 punti percentuali) mentre quelli con durata inferiore ai 5 anni, perlopiù relativi ai mutui di sostituzione, hanno un peso pari allo 0,6% del totale, valore dimezzato rispetto al 2017.

“Nel mese di settembre aumentano ancora le richieste di nuovi mutui a fronte di un costante ridimensionamento delle surroghe, sempre più evidente nelle rilevazioni dell’ultimo trimestre. La dinamica positiva si riflette anche sulla crescita dell’importo medio richiesto e sull’allungamento dei piani di rimborso”, sottolinea Simone Capecchi, executive director di Crif. “In questo scenario – aggiunge Capecchi – è interessante sottolineare come si stiano diversificando i canali di richiesta, favoriti dalla disponibilità delle nuove tecnologie, che se da un lato facilitano e velocizzano i processi di accesso al credito, dall’altro obbligano gli operatori di settore a introdurre verifiche sempre più tempestive ed efficaci delle informazioni fornite dai consumatori in ottica antifrode”.

Dai dati di Crif emerge infine un’ultima evidenza: sono soprattutto le persone tra i 35 e i 44 anni a fare richiesta per un mutuo. Questa fascia d’età raggiunge infatti rappresenta infatti il 34,5% del totale dei richiedenti, anche se il valore è in leggero calo rispetto al 2017 (-0,7 punti percentuali). Le altre classi di età non mostrano variazioni sostanziali ad eccezione di quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, arrivando a pesare il 25,0% sul totale.

Sebbene il numero delle richieste da parte delle fasce di popolazione più giovane stia progressivamente crescendo rispetto al recente passato, complessivamente, solo il 27,4% delle richieste risulta presentato da persone con meno di 35 anni.

Francesca Conti
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