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Casa di proprietà? Pensa a un fondo di previdenza complementare

27 Dicembre 2018 · Riccardo Sabbatini · 3 min

Vuoi una casa di proprietà? Un fondo di previdenza complementare può venirti in aiuto. Le province di Bolzano e Trento stanno sperimentando con successo una modalità per utilizzare un mutuo immobiliare a fini pensionistici (moltiplicando i vantaggi fiscali)

Nel Trentino Alto Adige il risparmio previdenziale raddoppia. I cittadini della provincia di Bolzano iscritti ad un fondo pensione possono ottenere un mutuo immobiliare a condizioni particolarmente favorevoli (tasso nominale fisso all’1,5%). E, combinando assieme il piano di risparmio previdenziale e quello legato all’acquisto dell’abitazione, moltiplicare i benefici fiscali. Lo prevede il piano “Risparmio Casa” lanciato nel 2015 dall’ente locale che nel 2017 ha consentito di erogare 501 mutui (+10% rispetto al 2016) ad altrettanti residenti della provincia attraverso convenzioni agevolate sottoscritte con i principali istituti di credito. La regione Trentino – Alto Adige è già all’avanguardia in Italia nella diffusione della previdenza complementare, a cui sono iscritti circa 200mila cittadini. Con il “Risparmio Casa” è stato aggiunto un nuovo tassello per incentivare ulteriormente le adesioni. Ecco come funziona.

Chi è iscritto ad una forma di previdenza complementare da almeno 8 anni con un risparmio accumulato di almeno 15mila euro può richiedere l’erogazione del mutuo per acquistare o ristrutturare la prima casa ad una banca aderente al progetto. L’entità del prestito immobiliare può raggiungere il doppio della somma accantonata nel risparmio previdenziale (o il triplo nel caso di un dipendente pubblico). Il richiedente può rimborsare il mutuo mese dopo mese, assieme agli interessi (ammortamento francese). Oppure con la restituzione posticipata del capitale (bullet) alla fine del pagamento delle rate di interessi.

La normativa nazionale sulla previdenza complementare già prevede la possibilità per gli iscritti di richiedere, prima del pensionamento, anticipazioni fino al 70% del risparmio previdenziale accumulato in caso di acquisto o ristrutturazione della prima casa. Le somme così ottenute sono soggette ad un’aliquota fiscale del 23 per cento. Il programma messo a punto dalla provincia di Bolzano è molto più conveniente. Innanzitutto la “leva” rappresentata dal risparmio previdenziale consente di attivare un prestito immobiliare di importo molto maggiore. Inoltre, qualora si scelga di optare per la restituzione del capitale del mutuo a scadenza, si può confezionare un “pacchetto” che faccia coincidere la data di rimborso con quella di pensionamento dell’aderente.

Quest’ultimo potrà così beneficiare in quel momento delle prestazioni del piano di previdenza integrativo che, per metà, possono essere erogate sotto forma di capitale, tassate con un’aliquota massima del 15 per cento (può arrivare anche al 9% in relazione all’anzianità di adesione al fondo pensione). Quei soldi gli serviranno così per estinguere il mutuo immobiliare e, in aggiunta, potrà godere anche di una rendita integrativa a quella pubblica.

Il progetto “Risparmio Casa” della provincia di Bolzano sottolinea la natura previdenziale che l’acquisto della prima casa reca sempre con sé. Dopotutto, finito di pagare il mutuo, l’affitto non pagato sull’immobile di proprietà equivale ad un vitalizio. Un successo simile a quello di Bolzano è stato colto dalla provincia di Trento che quest’anno ha avviato un progetto analogo, anche se modulato in modo più tradizionale. L’ente ha deciso di incentivare con un contributo a fondo perduto di 15mila euro l’acquisto della prima casa collegato con l’adesione ad una forma di previdenza complementare. Al beneficio hanno diritto le persone fisiche residenti in Trentino di età non superiore ai 55 anni, che hanno acquistato a partire dal 1 gennaio 2018 la prima casa di abitazione ad un prezzo di almeno 75 mila euro.

Unico vincolo: i beneficiari dovranno versare nei dieci anni successivi a quello di concessione del contributo un importo minimo di 300 euro annui in favore della propria previdenza complementare. Una quota del contributo provinciale, pari a 2.500 euro sarà versata sulla posizione pensionistica. I 15 milioni messi a disposizione dalla provincia per il progetto casa-pensione sono andati esauriti in pochi mesi.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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