PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Bolla immobiliare: Monaco di Baviera osservata speciale

Bolla immobiliare: Monaco di Baviera osservata speciale

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

01 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • A Milano assistiamo a una ripresa del mercato immobiliare, ma è ancora in una fase preliminare. I prezzi stanno salendo. E la popolazione della città di Milano continua a crescere

  • Londra esce dal territorio a rischio bolla per la prima volta in quattro anni, mentre vi entrano (per la prima volta) i centri finanziari concorrenti Parigi e Francoforte

Secondo l’ultimo report pubblicato da Ubs: “Global Real Estate Bubble Index 2019” analizza i prezzi degli immobili residenziali nelle 24 principali città del mondo ha evidenziato come Monaco di Baviera, Toronto, Hong Kong e Amsterdam presentano un rischio bolla immobiliare alto

Monaco di Baviera,  Toronto, Hong Kong e Amsterdam. Queste le città in cui il rischio di bolla immobiliare risulta essere più alto, secondo l’Ubs Global Real Estate Bubble Index 2019. A rischiare sono però anche: Francoforte, Vancouver e Parigi, mentre squilibri importanti caratterizzano Zurigo, Londra, San Francisco, Tokyo e Stoccolma. Le valutazioni sono elevate a Los Angeles, Sydney, Ginevra e New York. Al contrario, i mercati immobiliari di Singapore, Boston e Milano sono equamente valutati, mentre invece Chicago è sottovalutata. Inclusi per la prima volta nell’edizione di quest’anno dell’indice, Madrid, Mosca e Tel Aviv. Questi risultano essere territori sopravvalutati, mentre il mercato immobiliare di Dubai presenta prezzi equi.

Focus Eurozona

Negli ultimi quattro trimestri, gli squilibri sono aumentati soprattutto nell’Eurozona, con Francoforte e Parigi che, rispetto all’anno scorso, sono entrate in zona a rischio bolla. Al contrario, le valutazioni a Vancouver, San Francisco, Stoccolma e Sydney sono nettamente diminuite. Anche il mercato londinese immobiliare si è notevolmente raffreddato, spostando per la prima volta in quattro anni il polo finanziario fuori dal territorio a rischio bolla.

Mark Haefele, Chief investment officer presso Ubs global wealth management, ha affermato come “a livello globale, per quanto riguarda la domanda di alloggi urbani, l’incertezza economica ha superato l’effetto del calo dei tassi di interesse. Tuttavia, in alcune parti dell’Eurozona, i bassi tassi stanno ancora contribuendo a spingere le valutazioni immobiliari in territorio a rischio bolla”.

Il report sottolinea come, in media, nelle città analizzate, gli aumenti dei prezzi rettificati per l’inflazione si sono praticamente fermati negli ultimi quattro trimestri. Le proprietà residenziali si sono apprezzate nettamente solo a Mosca, Boston e nelle città dell’Eurozona. Francoforte è stata l’unica città a registrare una crescita dei prezzi a doppia cifra, cosa comune a livello globale negli anni precedenti. Per contro, ci sono state correzioni di oltre il 5% rispetto all’anno precedente a Sydney, Vancouver e Dubai.

Matthias Holzhey, autore principale dello studio e head of Swiss real estate Investments Ubs Global wealth management, ha affermato come “gli investitori dovrebbero rimanere cauti nel considerare i mercati immobiliari in territorio a rischio bolla. Misure normative per frenare un ulteriore apprezzamento hanno già innescato correzioni di mercato in alcune delle città più surriscaldate”

Stati Uniti

Per la prima volta dal 2011il livello di valutazione non è aumentato in nessuna delle città statunitensi presenti nel nostro studio. I cambiamenti normativi e i problemi di accessibilità economica hanno fatto sì che i prezzi delle case a New York siano ancora indietro alla media nazionale. Similmente, i problemi di accessibilità economica, le tensioni commerciali e la diminuzione della domanda estera hanno per ora limitato la crescita dei prezzi a San Francisco e Los Angeles. Boston è ancora valutata equamente e beneficia dell’attrattiva della regione per le aziende e i soggetti ad alto reddito. Chicago è sottovalutata, ma continua a rimanere molto indietro a causa delle crescenti sfide fiscali.

Medio Oriente

Negli ultimi 30 anni Tel Aviv ha registrato una delle maggiori crescite dei prezzi tra le città che copriamo in questo report. I prezzi sono aumentati quasi costantemente tra il 2003 e il 2017. L’aumento dei tassi ipotecari ha innescato una correzione. Recentemente, i prezzi si sono per lo più stabilizzati, ma la città è ancora in territorio sopravvalutato. I prezzi delle case di Dubai sono molto volatili. Dall’ultimo picco del 2014, i prezzi sono scesi di quasi il 35% e il valore dell’indice ha subito un forte calo. A breve tale calo dovrebbe arrestarsi. Il mercato è valutato equamente.

Sembrerebbe dunque che si stia verificando un cambio di paradigma. Se prima, possedere un immobile in una città globale era una valida opzione per accumulare ricchezza. Ora, l’assenza di redditività̀ economica porta a un deterioramento dell’attrattivà di molte città, a favore delle periferie.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Immobiliare