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Aree dismesse, in Italia ci sono circa 9 miliardi di mq

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

27 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • La rigenerazione degli spazi dismessi interessa tutte le città italiane e risulta trasversale a competenze e attori eterogenei, per cui il criterio guida dei processi deve essere la multidisciplinarità

  • Dal processo di rigenerazione delle aree dismesse derivano diversi effetti positivi per tutto il territorio

Quasi 20 milioni di mq di aree dismesse sono in Lombardia, di cui circa 3 milioni potrebbero rientrare in piani di rigenerazione urbana e generare un valore potenziale intorno a 2,7 miliardi di euro

In Italia,  si stima che ci siano circa 9 miliardi di metri quadrati di aree dismesse. Questo almeno a giudicare dai pochi dati disponibili (dati Anci si indagini Istat del 2012). Un tema che apre, però, grandi opportunità per tutte le principali città italiane. “Quasi 20 milioni di mq sono in Lombardia, di cui circa un terzo appetibili, al cui interno è possibile recuperare una Slp (superficie lorda di pavimento) pari a circa 3 milioni di mq, capace di generare un valore potenziale di circa 2,7 miliardi di euro, grazie a piani di rigenerazione urbana, da realizzarsi attraverso progetti architettonici di qualità capaci di contribuire allo sviluppo del contesto territoriale di riferimento e di dare risposta alle nuove esigenze sociali”. Lo ha indicato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, in occasione dello studio “Rigenerare aree dismesse, rivitalizzare territori”, commissionato da Whirlpool e illustrato il 27 febbraio durante la presentazione di “Comerio New Life”, il progetto di riqualificazione dell’ex head quarter Whirlpool in provincia di Varese.

La rigenerazione degli spazi dismessi interessa tutte le città italiane e risulta trasversale a competenze e attori eterogenei, per cui il criterio guida dei processi deve essere la multidisciplinarità”, illustra Zirnstein. La recente crisi economica ha comportato pesanti ricadute sul mercato immobiliare e sull’attività edilizia Gli interventi di rigenerazione delle aree dismesse intrapresi sono andati incontro a una stagnazione che solo oggi inizia a mostrare i primi segnali di una possibile ripresa. Attualmente sono in corso numerose attività di rigenerazione ma i tempi sono ancora acerbi per una valutazione dei loro impatti sulle realtà locali e sul loro successo come iniziative immobiliari.

Se le aree e gli immobili dismessi costituiscono una criticità per il soggetto pubblico (riduzione della fiscalità locale, ricadute negative sul mercato immobiliare, difficoltà nella gestione urbanistica dell’abbandono, etc) e per la proprietà (blocco finanziario, costi per la sicurezza, etc), le stesse rappresentano un’opportunità insediativa e progettuale di rifunzionalizzazione di un ambito territoriale nella direzione di nuove vocazioni.

“Gli elementi di successo di una riqualificazione edilizia prevedono la restituzione di spazi alla comunità locale, dove un vuoto urbano viene almeno in parte destinato a spazi e servizi per la collettività, il recupero di vocazioni in crisi, valorizzando il capitale sociale già presente sul territorio, la creazione di nuove identità in un ambito che ha ormai perso la propria originaria specializzazione e la generazione di nuove opportunità per lo sviluppo sociale ed economico locale”, prosegue Zirnstein.
In ultimo, bisogna considerare le ricadute positive nel mercato immobiliare delle attività di riqualificazione, che possono variare a seconda della scala di riferimento e dei punti di vista degli attori coinvolti, direttamente o indirettamente.

Nell’ambito del mercato immobiliare possono essere dirette o indirette anche le conseguenze di una riqualificazione di un’area dismessa. Di cosa si tratta? Per diretti si intendono gli effetti della valorizzazione in termini di incremento dei valori immobiliari, mentre per indiretti gli impatti che la riqualificazione ha avuto sul valore e sugli scambi degli immobili vicini.

Dal processo di rigenerazione delle aree dismesse derivano diversi effetti positivi per tutto il territorio. Tra i fattori di successo, Scenari Immobiliari ha indicato: il numero di posti di lavoro creati o impiegati nel corso della realizzazione, l’incremento dei valori immobiliari dell’ambito riqualificato e degli immobili circostanti, le ricadute sul giro di affari delle attività commerciali, ricettive e terziarie vicine e il contributo all’economia locale delle nuove funzioni insediate nell’area.

Stefania Pescarmona
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