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Alberghi e turismo: il futuro nelle mani degli italiani

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

28 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel 2019 i turisti stranieri hanno rappresentato ben il 50,3% delle presenze totali su territorio nazionale

  • Diventa essenziale adottare una politica volta a incentivare il turismo nazionale, con prezzi competitivi e un’offerta che spinga gli italiani a scegliere di rimanere sul territorio nazionale

Nel 2020 è atteso un crollo del 92% dei turisti stranieri in Italia. Sarà possibile compensarlo?  Solo se gli italiani resteranno entro i confini nazionali. Secondo un report di World Capital, però, se le presenze potrebbero essere bilanciate, i ricavi purtroppo no

Solo gli italiani saranno in grado di sostenere il turismo nazionale. Questo quanto emerge all’interno del report Turismo covid-19 di World Capital, dal quale risulta infatti che ci sarebbe un modo per compensare il calo dei viaggiatori stranieri, stimato in flessione del 92% nel 2020 rispetto allo scorso anno.

L’ipotesi presa in esame considera, infatti, che quest’anno le presenze straniere in Italia potrebbero essere solo 17,4 milioni (quelle registrate tra gennaio e febbraio, prima dell’esplosione del coronavirus). Così – si legge nello studio – se gli italiani che nel 2019 avevano trascorso le proprie vacanze in Italia continuassero a farlo anche nel 2020 e quelli che invece avevano viaggiato all’estero decidessero di restare in Italia, sarebbe possibile registrare 528 milioni di presenze, compensando la scarsità dei viaggiatori stranieri.

Se le presenze però potrebbero essere bilanciate, i ricavi purtroppo no. “Infatti, se tutto ciò che hanno speso i turisti italiani all’estero nel 2019 rimanesse sul territorio nazionale, questo non sarebbe sufficiente a compensare i quasi 45 miliardi di euro di spesa turistica degli stranieri – si legge nello studio – Tuttavia, considerando che nei mesi di gennaio e febbraio il turismo straniero in Italia non è stato vittima dell’emergenza covid-19, si può supporre che il 10% della spesa turistica annua sia entrato nelle casse italiane, per un valore stimato di 4,4 miliardi. L’ipotesi presa in esame da World Capital si basa sul fatto che nel 2020 la spesa dei turisti stranieri in Italia sia circa il 10% di quella del 2019. Così, se tutti gli italiani diretti verso l’estero nel 2019 si spostassero in Italia nel 2020, sarebbe possibile limitare le perdite a 12,6 miliardi di euro.

Ovviamente alcune città sarebbero più colpite di altre. Le grandi città italiane, dove il turismo internazionale è considerevolmente più sviluppato di quello nazionale (come Venezia, Firenze, Roma e Milano), potrebbero essere quelle più colpite dall’emergenza coronavirus, in virtù del fatto che la grande maggioranza dei turisti stranieri, che solitamente le scelgono come meta, saranno impossibilitati a raggiungerle per buona parte dell’anno in corso. “Diventa quindi essenziale, sia nelle grandi città d’arte che nelle città più piccole, nelle località di mare e di montagna, adottare una politica volta a incentivare il turismo nazionale, con prezzi competitivi e un’offerta che spinga gli italiani a scegliere di rimanere sul territorio nazionale per i propri viaggi”, spiega World Capital.

In generale, nessuna tipologia di struttura ricettiva è e sarà immune dagli effetti dell’emergenza covid-19: dagli ostelli, agli alberghi, compresi i serviced apartment.

Focalizzandoci sui valori immobiliari, secondo World Capital rispetto alle stime registrate nel 2019 le contrazioni oscilleranno dal 10 al 27%, con ripercussioni maggiori sui 4 e i 3 stelle, mentre i 5 stelle registreranno un impatto inferiore sul lungo periodo.

Spostandoci sul 2021 lo scenario, tuttavia, è più confortanti. La società prevede un ritorno alla situazione pre covid tra il 2021 (periodo di inizio ripresa) e il 2022 (quando i valori dovrebbero stabilizzarsi). Il tempo di recovery sarà soggettivo: più lento per tipologie di struttura come i full-service hotel legati al segmento Mice (meeting, incentive, conference and exhibition), le destinazioni che dipendono fortemente da una clientela internazionale, gli hotel indipendenti e gli hotel in città con elevati contagi, mentre una ripresa un po’ più ritmata coinvolgerà gli hotel che lavorano con clienti transient (transitori), i mercati leisure drive-to e gli hotel midscale (di fascia media).

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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