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Vanguard, nella diversificazione Etf c'è posto anche per l'obbligazionario

18 Aprile 2019 · Livia Caivano · 3 min

  • La scelta dell’index provider è fondamentale in termini di costi per gli strumenti a replica

  • Può arrivare infatti a incidere sulla determinazione di questo fattore per oltre il 60%

Crescono i flussi Etf legati agli indici obbligazionari dei mercati emergenti. Asset allocation ma anche maggiore predisposizione alla gestione passiva: parla Simone Rosti, responsabile per l’Italia di Vanguard

Gli investitori italiani sono affezionati al fixed income, ma il ricorso all’equity è aumentato a causa dei bassi rendimenti degli ultimi anni. Nel braccioli ferro tra gestione attiva e passiva però, l’obbligazionario torna a giocare un ruolo da protagonista. “Considerate le numerose incognite dell’attuale contesto economico-finanziario”, chiarisce il responsabile per l’Italia di Vanguard Simone Rosti, “gli investimenti obbligazionari stanno continuando ad attrarre il favore degli investitori, con un progressivo riequilibrio nei confronti dell’equity. Nell’ambito degli Etf, l’Italia è già leader nell’ambito del mercato europeo del reddito fisso e questo trend è destinato a continuare. Se infatti è vero che la percezione generale dell’investitore è quella di legare l’investimento passivo all’azionario, è anche vero che i modesti risultati ottenuti dai fondi attivi obbligazionari, in particolare quelli esposti sul debito emergente, ha indotto l’investitore a considerare i fondi passivi come una valida alternativa anche per le loro esposizioni su questa asset class“. Ed è quello che è accaduto negli ultimi mesi:  “Abbiamo assistito a una crescita dei flussi sugli Etf legati agli indici obbligazionari dei mercati emergenti, dettata sicuramente da ragioni di asset allocation, ma anche dalla decisione di gran parte degli investitori di sostituire la gestione attiva con quella passiva per investire su questa specifica asset class”. Crescesempre più “la ricercadi prodotti passivi il più diversificato possibile, con indici sempre più diversificati e ampi in termini di sottostanti, sia in ambito obbligazionario sia in ambito azionario (compre esempio il Ftse All World index)”.

La scelta dell’index provider è fondamentale in termini di costi per gli strumenti a replica. Può arrivare infatti a incidere sulla determinazione di questo fattore per oltre il 60% e questo vale anche per gli Etf obbligazionari. “In questo caso – prosegue Rosti – la scelta di Vanguard è stata quella di utilizzare Bloomberg Barclays per gli indici fixed income, perché rappresentano il giusto mix di costi competitivi e rappresentatività del mercato. All’interno del paniere Blomberg Barclays abbiamo poi ricercato degli indici che avessero la massima diversificazione possibile”.

“Il riconoscimento del ruolo versatile che le obbligazioni svolgono nei portafogli spiega in parte il crescente utilizzo di Etf obbligazionari. Solo in Europa, alla fine del 2018, il numero di prodotti quotati di tipo obbligazionario ha superato la soglia di 400 (per lo più Etf) per un patrimonio di oltre 198 miliardi di dollari (dati provenienti da Etfgi). Si tratta di un deciso aumento rispetto ai circa 360 prodotti a reddito fisso e ai circa 137 miliardi di dollari di attività alla fine del 2016”.

Ci sono però dei dubbi da chiarire in merito agli Etf obbligazionari. Gli investitori di Etf obbligazionari sono in grado di poter contare sulla liquidità nelle fasi di sell off dei mercati? La negoziazione di Etf obbligazionari tende a aumentare durante i periodi di mercato volatile.

Gli investitori che hanno bisogno di acquistare o vendere un ETF obbligazionario durante un periodo turbolento dei mercati finanziari può contare su un mercato secondario importante. E’ infatti molto difficile e comunque troppo costoso per gli investitori avere accesso a un ampio portafoglio di singoli titoli obbligazionari da dover poi scambiare con una controparte in un contesto di mercato volatile.

Con un Etf, la liquidità viene incanalata in un unico mercato dove gli investitori hanno la possibilità di incontrarsi. Inoltre, come abbiamo notato in precedenza, oltre l’80% delle negoziazioni di obbligazionari si svolge sul mercato secondario. 

Gli spread denaro-lettera degli Etf obbligazionari sono più ampi durante le fasi di sell-off? No, mostrano piuttosto una buona resistenza durante i sell-off e sono ancora più ristretti rispetto a quelli delle negoziazioni delle singole obbligazioni.

Gli investitori beneficiano della possibilità di negoziare i portafogli obbligazionari nell’ecosistema dei mercati azionari senza dover sostenere i costi di negoziazione delle obbligazioni sottostanti. Questo aiuta gli investitori a reddito fisso ad evitare i costi di transazione e i risparmi possono essere sostanziali.

Come si illustra nella figura seguente, anche nei giorni di situazioni estreme dei mercati, la media ponderata dello spread denaro-lettera degli Etf obbligazionari rispetto al volume degli scambi è di pochi punti base. Si tratta di un valore che è ben al di sotto dei costi di transazione che devono essere affrontati per l’acquisto e la vendita di un portafoglio obbligazionario completo.

L’importanza degli indici obbligazionari

“Con la stragrande maggioranza degli Etf che replicano un indice, la selezione di tale benchmark è una decisione importante per qualsiasi investitore, in particolare per gli investitori obbligazionari. Dopo tutto, ci sono molti più indici obbligazionari sul mercato rispetto all’offerta di Etf o di fondi. Gli investitori dovrebbero selezionare un benchmark che rappresenti la reale opportunità di replicare la classe di attività scelta. Questa può essere una sfida nel reddito fisso, dove l’universo obbligazionario è molto più ampio di quello delle azioni. Tuttavia, come già menzionato in precedenza, la disponibilità di alcune obbligazioni può essere limitata. Per questo motivo è particolarmente importante per gli investitori scegliere un Etf a reddito fisso che traccia un indice di facile comprensione”.

Occorre innanzitutto considerare i criteri di inclusione dell’indice che determinano il numero e il tipo delle obbligazioni che lo costituiscono. “Questo determina le caratteristiche di rischio e rendimento dell’indice. È importante che questi criteri siano allineati per aiutare gli investitori a raggiungere i loro obiettivi di investimento. Può essere una buona idea scegliere un Etf con una comprovata esperienza, che ha dimostrato coerenza non solo nella sua costruzione, ma anche nella sua esposizione nel tempo”.

Livia Caivano
Livia Caivano
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