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Uno swap al servizio del vento

Uno swap al servizio del vento

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Contributor, Giulio Romano

25 Marzo 2019
Tempo di lettura: 2 min
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Enel Green Power ha sottoscritto con Allianz e Nephila Climate un derivato per rendere stabili i ricavi dell’impianto eolico in Texas (Usa). L’intervista a Javier Vaqueirizo Alonso

I derivati finanziari si mettono al servizio dei progetti di energia rinnovabile. Ha fatto scalpore, all’inizio dell’anno, il Proxy revenue Swap (Prs) sottoscritto daEnel Green Power con Allianz Global Corporate & Specialty assieme a Nephila Climate (riassicuratore della Bermude specializzato negli Ils fund) e il supporto del broker ReSurety. Tutti assieme hanno confezionato un sofisticato ‘pacchetto’ che permetterà di finanziare l’impianto eolico di High Lonesome (Texas), il più grande parco progettato dal gruppo italiano negli Usa, con una spesa di 600milioni di dollari e capacità di 450Mw. Quando sarà ultimato sarà in grado di generare 1,7TWh l’anno evitando di emettere in atmosfera oltre 1,1 milioni di tonnellate di CO2 l’anno.

Quale l’utilità di un simile prodotto derivato? Semplice, garantirà per 10 anni – la durata del contratto – la stabilità dei guadagni dell’impianto texano eliminando il fattore d’incertezza sempre connesso all’utilizzo delle energie rinnovabili, la loro variabilità. Mille sono poi i fili che collegano simili strutture finanziarie al mondo degli investitori. Se in prima battuta il Proxy revenue swap consentirà di rendere bancabile, cioè finanziabile, il progetto d’investimento, il fatto che la copertura climatica offerta da Allianz verrà poi riassicurata da Nephila, assorbita nei suoi Ils funds, fa capire che i fornitori ultimi di capitale saranno gli investitori istituzionali globali ed anche gli High net worth/family office che ormai rappresentano il secondo provider finanziario per il mercato in continua crescita dei cat bond e degli altri prodotti finanziari assicurativi (Ils). Per capire come, in concreto, opererà il Proxy revenue swap We Wealth ha interpellato Javier Vaqueirizo Alonso, responsabile del commercial office di Enel Green Power, che ha seguito il progetto.

Innanzitutto il nome, perchè ‘proxy’? “Lo swap – spiega Vaqueirizo Alonso – fisserà le revenue derivanti dall’energia e dal prezzo al quale verrà venduta, ma l’ammontare dell’energia non sarà quello risultate dai contatori dell’impianto bensì quello derivante dal calcolo matematico della misura reale del vento associato alla capacità di produzione attestata dal fabbricante della turbina. Per questo è una proxy. In pratica le nostre controparti hanno preso il rischio climatico e quello del prezzo dell’energia nei prossimi dieci anni. Noi rimaniamo invece interamente responsabili del rischio operativo relativo alla perfetta efficienza e manutenzione dell’impianto. In questo crediamo di avere una particolare expertise. Siamo l’unico produttore al mondo che ha propri manuali di manutenzione certificati da un ente terzo. Gestiamo più turbine di quelle costruite dai principali produttori”. Insomma l’impianto riceverà pagamenti fissi basati sul valore atteso della produzione, aggiustati per le differenze tra le revenue effettive e quelle attese.

Esiste già un mercato dei Prs? “No si tratta ancora di accordi bilaterali resi possibili da alcune condizioni, ad esempio dall’esistenza di un mercato liquido dei prezzi dell’energia nel lungo periodo. Ad esempio in Usa sono disponibili future fino a 10 anni mentre in Europa non si va oltre i 2-3 anni”. Un’altra difficoltà, confermata da Vaqueirizo Alonso, è l’elevato prezzo dei derivati climatici relativi al vento. Forse, allora, sarebbe meglio utilizzare queste strutture per gli impianti solari? “Già ma in quel caso abbiamo il problema di una metodologia non ancora normalizzata per la misurazione dei raggi solari come quella in uso per stabilire l’intensità del vento. C’è poi il fatto che la vita economica di un impianto solare è più lunga di quella di un impianto eolico e, pertanto, occorrerebbe operare in mercati con prezzi forward dell’energia oppure contratti bilaterali tipo Ppa (power purchase agreement) su distanze di tempo ancora maggiori”.

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Contributor , Giulio Romano
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