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Ubs, la sostenibilità è la regina degli investimenti

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Un aspetto che spinge molto gli investimenti sostenibili è la performance finanziaria. Gli Esg stabilizzano il portafoglio e hanno risultati maggiori

  • Anche i fondi pensioni sono interessati agli Esg. Tre su quattro stanno già integrando i criteri nei loro fondi e la maggior parte (63%) ha scelto di investire in un’ampia strategia Esg

Il Vecchio continente si dimostra il più interessato agli investimenti sostenibili. Sorpassa anche l’Asia, l’Oceania e l’Africa. L’aspetto in più che hanno queste aree è la presenza di molte “new entry” il che fa presagire che nel breve gli investimenti sostenibili diventeranno sempre più importanti

L’Europa è la regina della sostenibilità, con l’82% di asset owner attivi negli Esg. Dietro il Vecchio continente ci sono l’Asia, l’Oceania e l’Africa dove la presenza di investimenti Esg si ferma al 76%. Questi paesi hanno anche il più alto numero di “new entry”, che hanno intenzione di integrare i fattori Esg nei propri investimenti. Secondo i risultati dello studio: “Esg: Do you or don’t you?” pubblicato da Ubs Asset Management e Responsible Investor, gli investimenti sostenibili a livello globale hanno raggiunto 30,7 mille miliardi di dollari a inizio 2018, registrando un incremento del 34% rispetto ai due anni precedenti. E l’Aum di Ubs Am negli investimenti sostenibili ammonta a più di 230 miliardi  di euro (dati al 31 marzo 2019).

Dalla ricerca emerge infatti come i fattori che guidano l’avanzata degli Esg sono gli stessi in tutto il mondo. La maggior parte degli investitori (oltre l’80%) vede un rischio sostanziale nel non integrare i fattori “verdi” e, inoltre, molti (55%) ritengono che gli Esg avranno un impatto positivo sulla performance finanziaria.

Ma non finisce qua perché dalla ricerca è emerso come gli asset owner prevedono che, nel corso dei prossimi 5 anni, i fattori ambientali incideranno maggiormente nelle loro scelte d’investimento rispetto all’analisi finanziaria. La stessa positività agli investimenti la si ritrova anche negli Usa dove la percentuale di investitori attivi risulta essere pari al 68%. Percentuale decisamente superiore rispetto all’11% di investitori non attivi.

Per quanto riguarda i fondi pensione a contribuzione definita, tre su quattro stanno già integrando i criteri nei loro fondi e la maggior parte (63%) ha scelto di investire in un’ampia strategia Esg. Solo un terzo (30%) sono in grado di misurare l’impatto della loro strategia Esg, ma un ulteriore 44% punta a farlo in futuro.

Michael Baldinger, Head of Sustainable & Impact Investing, di Ubs Asset Management ha commentato: “Parlando con i nostri grandi clienti istituzionali, vediamo un cambiamento importante nei confronti degli investimenti sostenibili. Quest’ultima ricerca conferma la nostra convinzione: non è più un ‘nice to have’, ma un ‘must have’. Il grado in cui i rischi ambientali potrebbero influenzare i loro investimenti è un fattore di grande importanza. Questo è il motivo per cui gli investimenti sostenibili sono una delle priorità strategiche di UBS e questo sottolinea allo stesso tempo l’importanza di rimanere all’avanguardia nello sviluppo di prodotti e soluzioni innovative per aiutare i nostri clienti ad affrontare alcune delle loro maggiori sfide di investimento”.

 

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