PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Schroders, scegliere gli alternativi per la diversificazione

Schroders, scegliere gli alternativi per la diversificazione

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

18 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Fino alla fine degli anni ‘90, la maggior parte dei portafogli era composta principalmente da azioni e obbligazioni. Allo scoppio della bolla dot-com, molti subirono enormi perdite a causa della loro pesante dipendenza dall’azionario

  • Dopo essere cresciuti per 15 anni, il settore degli alternativi liquidi ha raggiunto la maturità. Vi è però ancora un ampio potenziale di crescita. Il 32% dei gestori hedge europei infatti e il 74% di quelli americani non sono disponibili in formato Ucits

Nella sua Alternatives Day milanese, Schroders ha fatto il punto sugli alternativi in generale e sui private asset in particolare. Nel nome dell’unica protezione possibile: la diversificazione

Un giorno “diverso”

Durante la sua giornata degli strumenti di investimento alternativi, l’Alternatives Day, Schroders ha dischiuso la sua panoramica sull’universo delle soluzioni di investimento private asset e liquid alternative. Come sempre, in virtù della diversificazione. Una lunga esperienza, quella dell’asset manager: per gli alternativi il track record risale al 1998, per arrivare oggi a 34 fondi gestiti per un totale di circa 20 miliardi di asset under management.

Essere pronti per la traversata, sempre

Andrew Dreaneen, head of Liquid alternatives di Schroders, nel corso dell’evento ha sottolineato che avere tutte le risposte alle (imprevedibili) onde e tempeste del mercato è impossibile. Però ci si può preparare alla navigazione. “Credo davvero che usare i liquid alternative come parte della propria allocazione alternativa sia molto sensato, al fine di costruire portafogli resilienti e diversificati”. Dreaneen si è soffermato sulla diversificazione come uno degli aspetti più genuini e interessanti offerti dai liquid alternative, specialmente ora, all’inizio di un anno che si prospetta molto diverso da quello passato.

2019 positivo per gli alternativi

Dall’incontro è emerso che l’anno in corso ad oggi è stato complessivamente positivo per i fondi alternativi. Un buon segnale dopo un 2018 difficile per tutti gli asset rischiosi, e che ha visto l’indice AH Global Ucits mettere a segno la performance peggiore dalla sua introduzione nel 2010, con un calo del 4,7%. Dopo essere cresciuti solidamente negli ultimi 15 anni, il settore degli alternativi liquidi ha ormai raggiunto un certo livello di maturità. E la competizione è sempre maggiore. Vi è però ancora dell’ampio potenziale di crescita. Il 32% dei gestori hedge europei infatti e il 74% di quelli americani non sono disponibili in formato Ucits.

Schroder Gaia Helix, il nuovo fondo alternativo

Le prospettive rosee degli analisti di Schroders trovano testimonianza nel recente Schroder GAIA Helix. Si tratta di un fondo alternativo multi-strategy e market-neutral che combina e ottimizza le strategie di Schroders orientate alla generazione di alpha.

E i private asset?

“Fino alla fine degli anni ‘90, la maggior parte dei portafogli era composta principalmente da azioni e obbligazioni. Allo scoppio della bolla Dot-com, molti investitori hanno subito enormi perdite, a causa della loro ampia dipendenza dall’equity.” A parlare è Alan Cauberghs, head of private assets di Schroders. È quindi in seguito al primo scoppio della bolla digitale che è nata l’esigenza di ripensare la struttura dei portafogli. Ripensamento che si nutre dell’individuare nuove fonti in grado di offrire una reale diversificazione. Da qui è iniziato allora il trend crescente dell’interesse degli investitori per gli investimenti alternativi e in particolare per gli asset privati.

Un sacrificio temporaneo di liquidità

Quello dei mercati privati è però un impegno per investitori strategici, che guardano al medio lungo periodo e che possono riunciare temporaneamente alla liquidità. Un sacrificio che poi potrà essere “ben remunerato”.

I tre benefici degli investimenti in private asset

Uno: il premio per l’illiquidità

Storicamente private equity e private debt hanno offerto in media extra-rendimenti rispettivamente di circa 3-5% e 2-3% rispetto al loro equivalente quotato. Si tratta di un premio che tende a restare costante nel tempo, indipendentemente dalle condizioni di mercato.

Due: accedere all’inaccessibile

In secondo luogo, i private asset consentono di cogliere opportunità inaccessibili attraverso i mercati dei titoli quotati. Per dire, la maggior parte della disruption sui mercati è generata da aziende innovative non quotate, nelle quali è possibile investire solo tramite venture capital.

Tre: maggior controllo

Il terzo beneficio è un maggiore controllo sugli asset posseduti, con un miglior accesso alla documentazione.

L’outlook: dai finanziari all’economia reale

Nel prossimo periodo è atteso un passaggio dallo stimolo monetario a quello fiscale. Il che dovrebbe far defluire capitale dagli asset finanziari, generando un rischio di downside sui mercati e convogliarlo nell’economia reale (qui la “Mappa del nuovo investimento” secondo Schroders. Un’area di investimento, questa, alla quale i private asset hanno chiaramente un accesso privilegiato. In più, i private asset hanno sempre sovraperformato sul finire del ciclo economico.

L’area su cui adesso Schroders sta puntando è il private debt. In particolare, il direct lending e il cosiddetto mezzanine. Il mercato in cui al riguardo al momento il gestore è più presente è l’Europa. Ma si guarda con interesse concreto ad opportunità di “acquisizioni e partnership per migliorare il nostro accesso al mercato asiatico”, ha concluso Cauberghs.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Altri ProdottiSchroders