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Obbligazioni illiquide, un ritorno di fiamma per i derivati

Obbligazioni illiquide, un ritorno di fiamma per i derivati

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Agosto 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Gli anni delle politiche monetarie accomodanti stanno inevitabilmente volgendo al termine e gli effetti si stanno già verificando nei mercati del debito sovrano

  • Un ispessimento della liquidità degli asset obbligazionari può rivelarsi pericoloso in caso di aumentata volatilità. Come fare?

  • Esistono vari strumenti per navigare ugualmente in mari “solidi” e giungere in porti sicuri…

Le nuove politiche monetarie all’orizzonte (Bce) o in atto (Fed) stanno pressando i mercati delle obbligazioni, che si trovano a lottare con situazioni di vischiosità. Lo scoglio dell’illiquidità può però essere aggirato grazie a diversi strumenti

Obbligazioni, il mercato globale è sempre più illiquido. Come affrontarlo?

Risponde Union Bancaire Privée – Ubp

Il 2018 sarà l’anno della conclusione (a meno di sorprese) del Qe da parte della Bce, con la Federal Reserve sull’altra sponda dell’Atlantico a normalizzare il suo bilancio. I mercati dunque diranno arrivederci alle politiche monetarie accomodanti cui si erano abituati negli ultimi anni. Le prime ad esserne influenzate saranno naturalmente le obbligazioni. Ma al di là delle banche centrali, giocano un ruolo cruciale nella prudenza degli investitori anche la guerra tariffaria fra Usa e Cina e la prossima legge finanziaria italica. Tutto ciò, secondo Ubp, rende più costoso e difficile abbandonare le posizioni obbligazionarie di grandi dimensioni sul mercato della liquidità.

I differenziali fra prezzi di domanda e di offerta delle obbligazioni

Quando la liquidità viene ridotta, i differenziali fra i prezzi bid e ask  tendono ad ampliarsi e diventa più difficile abbandonare posizioni soprattutto in caso di volatilità selvaggia.

Questo pericoloso circolo vizioso tra liquidità e volatilità può avere gravi conseguenze per le dinamiche di mercato, come nel caso del sell-off dei Btp a maggio. “Con il peggioramento della liquidità sui mercati del credito, gli investitori dovranno certamente essere più agili, soprattutto quando si profilano situazioni di pericolo”.

I settori che ne hanno fatte le spese

Nell’ultimo trimestre si sono intensificate come prevedibile le pressioni su quei settori del mercato obbligazionario che hanno beneficiato maggiormente dell’allentamento quantitativo e della ricerca del rendimento. Questi settori sono del resto considerati maggiormente esposti ai deflussi in caso di cambio di sentiment.

L’Italia…

Questo è quanto è accaduto nella fuga dai bond emergenti e da quelli dell’Eurozona, in particolare da quelli italiani. Questi ultimi hanno infatti visto aumentare lo spread con i bund tedeschi, fino a raggiungere il livello più alto mai raggiunto dal 2013.

Il valore della rapidità

In questo contesto, può rivelarsi fondamentale essere in grado di reagire rapidamente alle dinamiche del mercato e ai nuovi sviluppi. Fortunatamente, i fondi – con la possibilità di accedere a strumenti sofisticati – possono giovarsi di una serie di soluzioni che “illiquidiscono” il mercato.

Derivati: ritorno di fiamma?

Alcuni derivati, come gli indici Cds e i futures obbligazionari, hanno una serie di qualità che possono farne un’alternativa congrua alle obbligazioni.

  • La loro qualità più importante in questo caso è la loro maggiore liquidità. In più, questi strumenti permettono anche al gestore del fondo di uscire da una posizione più velocemente, con minori spese e per volumi maggiori.
  • Ciò è fondamentale per coloro che cercano di gestire il rischio in modo più attivo. Soprattutto per quanti hanno un approccio top-down agli investimenti a reddito fisso, piuttosto che uno bottom-up.
  • Inoltre, gli indici Cds hanno il vantaggio aggiuntivo essere più liquidi durante i periodi di stress del mercato. Possono poi offrire opportunità di valore relativo rispetto ai cash bond.

Questo ultimo elemento li rende particolarmente interessanti oggi. Il motivo è che il mercato obbligazionario ha beneficiato di significativi flussi in entrata che hanno ridotto i prezzi dei cash bond. Flussi che con la fine del 2018 potrebbero stagnare.

La conclusione di Ubp

“Indipendentemente dalla capacità dei fondi di trovare soluzioni a questi problemi strutturali del mercato, è un fatto che l’illiquidità sia destinata a durare. Il sostegno delle banche centrali ai mercati finanziari ha chiaramente raggiunto il suo apice e ora gli istituti puntano a normalizzare sia i tassi che i bilanci mentre la crescita è ancora robusta. Ciò significa che in un modo o nell’altro gli investitori dovranno trovare una soluzione al problema”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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